On the road nella Tuscia Viterbese parte 3: i borghi medievali intorno a Viterbo
Itinerario alla scoperta di Viterbo, la città dei Papi, e una delle più importanti per la storia degli Etruschi, e dei borghi medievali nei suoi dintorni.
Il terzo giorno del mio itinerario alla scoperta della Tuscia viterbese l’ho dedicato alla visita della città di Viterbo e ai borghi medievali nelle sue immediate vicinanze.
Come ti ho raccontato nell’articolo sul primo giorno di viaggio in Alta Tuscia, e in quello sui borghi Etruschi della costa, l’idea di creare un itinerario che mi permettesse di scoprire il territorio della Tuscia Viterbese, è nata un po’ per caso e precisamente durante una visita alla fiera BIT di Milano e un incontro con una DMO locale, Francesca di Borghi Etruschi, che mi ha raccontato con così tanta passione ed entusiasmo il suo territorio e le sue bellezze, da farmi venire voglia di scoprirli.
Viterbo, l’antica Città dei Papi, con il suo straordinario centro medievale, si trova nel cuore della Tuscia, in un paesaggio ricco di borghi sospesi nel tempo, come Vitorchiano e Bassano in Teverina, custodi di tradizioni e scorci suggestivi. Il viaggio si è concluso con la visita a Caprarola e al suo imponente Palazzo Farnese, uno dei capolavori del Rinascimento italiano.
Questo territorio è ideale per chi desidera immergersi in un territorio ricco di arte, cultura, storia e natura, lontano dai circuiti turistici più affollati (e più costosi).
Ogni tappa regala emozioni diverse e permette di scoprire l’anima più autentica della Tuscia.
Come ti ho già raccontato nei due articoli precedenti, ho deciso di spezzare il mio racconto in 3 parti, il primo articolo è dedicato all’Alta Tuscia, il secondo ai borghi etruschi della costa del viterbese e questo alla zona intorno a Viterbo.
In questo articolo ti accompagnerò lungo un itinerario che unisce storia, bellezza e tradizioni locali, perfetto per un weekend o un ponte lungo.
Tabella dei Contenuti
Riepilogo Viaggio
TIPOLOGIA VIAGGIO: Ponte lungo in Italia
QUANDO: fine maggio/inizio giugno
DURATA: 4 giorni
MEZZO: Auto (partendo dal Friuli Venezia Giulia)
TIPOLOGIA ALLOGGIO: Hotel a Montevarchi, appartamento a Tessennano (VT)
COSTO A PERSONA: circa 400,00 € a persona
Ti riporto qui di seguito alcune informazioni utili sulla storia della Tuscia, su dove si trova e come raggiungerla, che ho già raccontato nei due articoli precedenti. Così, se sei approdato prima in questo articolo, ti risparmio di andare avanti e indietro a leggere! 🫢
Un po' di contesto e di storia della Tuscia e dei Borghi Etruschi
Da dove deriva il nome Tuscia e qual è la sua storia?
Tuscia fu il nome dato all’Etruria al termine del dominio etrusco, e oggi indica la zona del Viterbese e dell’Alto Lazio. In passato però la zona era molto più vasta.
Il nome deriva dal latino tuscia e significa territorio abitato dai Tusci, cioè gli etruschi.
Anche il nome della regione Toscana e della città Tuscania derivano dal termine Tuscia.
L’Etruria subì diverse modifiche e annessioni nel corso dei secoli e durante i vari domini. Fu parte della Regio V Tuscia et Umbria che, dopo la nuova invasione longobarda, fu divisa in due parti tra il Ducato Longobardo di Tuscia e quello di Spoleto.
Dall’VIII al III secolo a.C., la Tuscia rappresentò il primo insediamento urbano del Mediterraneo settentrionale. La maggior parte delle loro città era di stampo medievale ed era arroccata su colline.
Gli Etruschi erano rinomati per le loro abilità nell’agricoltura, nel commercio e nella metallurgia e raggiunsero il massimo del loro sviluppo tra il VII e il VI secolo a.C.
Molte scoperte solitamente riconosciute ai romani, ebbero invece origine in questo territorio, come la lavorazione della ceramica e la produzione del vino. La società era composta da città-stato indipendenti solitamente governate da un re.
Le necropoli etrusche sono un’incredibile dimostrazione di quanta cura e importanza gli Etruschi dessero alle tombe, che erano delle vere e proprie case per i defunti, con l’arricchimento di decorazioni e oggetti di uso quotidiano.
Visitare questi borghi ci fa capire l’enorme eredità storica e culturale che gli Etruschi ci hanno lasciato.
Dove si trova la Tuscia, come raggiungerla e quando andare
La Tuscia (l’antica terra degli Etruschi nel nord del Lazio) è un territorio dell’Italia centrale, che oggi comprende principalmente la provincia di Viterbo e si estende fino all’area a nord di Roma (Lago di Bracciano), le zone di confine con l’Umbria sud-occidentale e il sud della Toscana.
Per raggiungere questa zona, puoi:
- organizzare un on the road in auto, come abbiamo fatto noi, e, se hai un po’ più tempo, puoi abbinare la visita a qualche altro borgo limitrofo (al ritorno noi per esempio ci siamo fermate a Montepulciano);
- prendere un volo per Roma o un treno e poi noleggiare un auto, che rimane comunque il mezzo migliore e più pratico per visitare anche i borghi più piccoli e remoti.
La zona è sicuramente molto ventilata, e questa brezza ti fa sentire meno il caldo, ma d’estate si sa, può fare molto caldo da queste parti.
I mesi migliori per visitarla rimangono sicuramente quelli primaverili/di inizio estate per le fioriture e quelli di fine estate/inizio autunno.
Uno dei motivi per visitarla tra fine giungo e i primi di luglio è quello di vedere la lavanda in fiore, soprattutto nei campi che circondano la città di Tuscania (c’è anche una festa dedicata a inizio luglio).
Dove dormire nella Tuscia viterbese
Se vuoi qualche consiglio su dove dormire nella Tuscia, sappi che la provincia di Viterbo è molto vasta e dipende da dove ti vuoi concentrare.
La zona tra Viterbo e Tuscania è sicuramente la più strategica, sia per visitare la costa, sia per i borghi dell’entroterra.
Io ho scelto un appartamento nel piccolo borgo di Tessennano, tranquillo e facilmente raggiungibile e devo dire che si è dimostrato un’ottima base di partenza.
Curiosità e informazioni utili sui borghi etruschi della Tuscia
👉Viterbo: lo sapevi che qui si tenne il primo conclave della storia? Nel 1271, i viterbesi, stanchi della lentezza con cui veniva eletto il Papa, li rinchiusero a chiave nel Palazzo Papale per costringerli a decidere in fretta!
👉Sempre a Viterbo, quando si festeggia il Patrono il 3 settembre, viene portata a spalla la Macchina di Santa Rosa, un’altissima struttura/opera d’arte a colonna decorata con simbologia religiosa, che viene rinnovata ogni 5 anni.
👉A Vitorchiano si trova l’unica copia al mondo di una statua Moai al di fuori dell’Isola di Pasqua, scolpita da indigeni maori con il peperino, la pietra locale.
👉 A Bassano in Teverina si trova il campanile “matrioska”: un antico campanile romanico del XI secolo nascosto all’interno della Torre dell’Orologio.
👉 Caprarola e il suo legame con i Baci Perugina: il Paese, insieme alla zona dei Monti Cimini, è uno dei centri nevralgici di produzione delle pregiate nocciole, che vengono utilizzate per rendere così croccanti e gustosi i celebri cioccolatini.
Alla scoperta dei borghi medievali della Tuscia: VITERBO: il capoluogo della Tuscia e l'antica città dei Papi
La prima tappa del nostro ultimo giorno nella Tuscia è stata Viterbo, il capoluogo della Tuscia, una bellissima sorpresa. Il suo centro medievale con le strette viuzze e le case in pietra è uno dei meglio conservati in Europa.
È chiamata anche “la città dei Papi” per il periodo in cui fu sede pontificia. Ed è proprio qui che nacque la parola Conclave, dopo che i viterbesi chiusero il collegio all’interno del Palazzo, affinché prendesse una decisione sulla nomina del Papa.
Prima di tutto ti consiglio di parcheggiare l’auto nella zona “Porta/Valle di Faul”, una zona verde molto ampia vicino al centro storico con parcheggi gratuiti e due ascensori che ti portano direttamente in centro storico.
Molto particolare l’enorme “Statua del Risveglio”, che rappresenta una sorta di gigante che sembra emergere dal terreno.
Il centro storico di Viterbo è abbastanza concentrato ed è possibile visitarlo a piedi in una giornata.
L’itinerario per eccellenza, per visitare la città, parte da Piazza San Lorenzo, dove si trovano due delle attrazioni imperdibili: il Palazzo dei Papi e la Cattedrale di San Lorenzo.
Cosa vedere a Viterbo: il Polo Monumentale del Colle del Duomo
Il biglietto d’ingresso per il Polo Monumentale del Colle del Duomo, comprensivo di audioguida, costa 10,00 € a persona e comprende la visita al Palazzo dei Papi, al Museo del Colle del Duomo e alla Cattedrale.
Puoi acquistarlo on line o direttamente in loco.
Il percorso di visita parte proprio dal Palazzo dei Papi, che è sicuramente il monumento più importante della città.
Fu realizzato nel XIII secolo, quando la sede della Curia Pontificia fu trasferita da Alessandro IV a Viterbo, soprattutto a causa delle crescenti tensioni tra la borghesia e la Chiesa.
Al suo interno la bellissima Loggia dei Papi (o delle Benedizioni) con i suoi archi ogivali e la fontana risalente al XV secolo, costruita quando era papa Clemente IV, la Sala del Conclave (ha ospitato il primo conclave durato ben 33 mesi), dove grazie all’audioguida potrai ripercorrere tutta la storia che ha attraversato questi luoghi e la Sala Gualterio, con i suoi stupendi affreschi.
La visita all’interno del palazzo mi ha onestamente un pochino delusa, sarà che avevo visitato quello di Avignone un paio di anni fa e avevo altre aspettative.
Accanto al Palazzo potrai visitare anche il Museo Colle del Duomo, realizzato nel 2000 per conservare e valorizzare il patrimonio della Diocesi e per permettere ai visitatori di conoscere la storia della città. Al suo interno si trovano anche diversi reperti archeologici del periodo etrusco e romano.
Come ultima tappa della visita al colle, la Cattedrale di San Lorenzo, il duomo di Viterbo, di stampo romanico.
Magnifiche la sagrestia realizzata in radica di noce con la volta decorata in oro con motivi greco-romani e le opere d’arte al suo interno.
Qui vi sono sepolti due Papi: Alessandro IV e Giovanni XXI.
Cosa vedere a Viterbo: il suo bellissimo centro storico medievale
Al termine della visita al Palazzo dei Papi e alla Cattedrale, passeggia e perditi pure tra i suoi vicoli medievali.
A poca distanza trovi Piazza del Plebiscito con l’imponente Palazzo dei Priori, oggi sede del Comune.
E’ possibile visitare l’interno del palazzo, accedendo da una via secondaria poco distante.
Bellissimi la fontana e il panorama di cui si gode dal Cortile del Palazzo, con la vista sui giardini della Valle di Faul.
Continuando la passeggiata, a pochi metri ti imbatterai nella suggestiva Piazza e chiesa del Gesù, con la sua bella fontana (ce ne sono davvero tante a Viterbo!) e la torre di Borgognone, Piazza Santa Maria Nuova, Piazza Fontana Grande e il vicino Quartiere di San Pellegrino con l’omonima chiesa: questo è proprio il cuore medievale di Viterbo con le case con le antiche torri, gli archi e i profferli (le scale esterne).
Se hai ancora un po’ di voglia di camminare, in soli 15 minuti puoi raggiungere il Santuario di Santa Rosa, che ospita le spoglie di Santa Rosa, patrono della città.
Viterbo è famosa anche per le sue acque termali curative. Se hai una mezza giornata in più da sfruttare, puoi prendere l’auto e raggiungere alcuni dei bagni termali liberi, che si trovano non molto distanti dal centro, come le piscine Carletti, le terme del Bullicame o quelle del Bagnaccio.
Alla scoperta dei borghi medievali della Tuscia: VITORCHIANO, il borgo sospeso su una rupe di peperino
Lasciamo Viterbo per raggiungere, in circa mezz’ora d’auto, la nostra prossima meta: Vitorchiano, uno dei borghi più suggestivi della provincia di Viterbo.
E che dire…siamo state proprio fortunate. Nel weekend dal 30 maggio al 2 giugno si svolge ogni anno la manifestazione “Peperino in Fiore“, una festa che trasforma il borgo medievale in un grande giardino a cielo aperto con installazioni floreali, addobbi (delle vere proprie opere d’arte), ogni anno con un tema diverso. Quest’anno il tema principale erano i personaggi dei cartoni animati. Un tuffo nei cartoni più belli della mia infanzia e una bravura incredibile di chi ha realizzato le creazioni!
Cosa vedere a Vitorchiano: il suo centro storico medievale
Il borgo è letteralmente arroccato su uno sperone di tufo nel cuore della Tuscia e possiede un fascino autentico, senza tempo, che lo ha fatto entrare nell’elenco dei Borghi più belli d’Italia.
Guardando la rupe da lontano, si nota proprio come le case siano arroccate a strapiombo e si fondano con la roccia lavica, in armonia con la natura circostante della Valle del Vezza.
Il suo centro storico si caratterizza proprio per il color grigio della roccia peperino e per i suoi stretti vicoli, gli archetti, i profferli, tipiche scalinate esterne medievali, i belvederi sulla forra del Fosso Acqua Fredda, affluente del Fiume Vezza.
La visita parte varcando la Porta Romana, che si trova in Piazzale Umberto I e subito si incontrano le prime chiese come quella della Trinità o di Sant’Amanzio e l’ex chiesa di San Giovanni Battista.
Quello che rende però davvero speciale la visita a questo borgo sono proprio gli edifici, le mura, i sali scendi dei suoi vicoli, i panorami e gli scorci che si aprono dalle terrazze e, se hai la nostra stessa fortuna, l’arte e la bellezza della festa “Peperino in Fiore”.
Oltre alle opere d’arte, la festa ti offre anche la possibilità di assaggiare alcuni dei piatti tipici locali come i Cavatelli vitorchianesi, la Ciambella di San Michele e i Tozzetti.
Cosa vedere a Vitorchiano: l’unica scultura Moai in pietra di dimensioni originali, presente al di fuori dell’Isola di Pasqua
Uscendo dal borgo e proseguendo sulla Strada Provinciale 23 della Vezza, potrai raggiungere l’unica statua MOAI al mondo, che si trova al di fuori dell’Isola di Pasqua.
La statua venne realizzata nel 1990 con la roccia tipica di Vitorchiano, il peperino, dalla famiglia Atan, originaria di Rapa Nui.
L’opera nacque da un’idea del giornalista Mino D’Amato, che voleva restaurare i Moai dell’Isola di Pasqua e cercava una pietra adatta alle sue esigenze e che avesse caratteristiche simili a quelle dell’Isola.
Il peperino di Vitorchiano aveva le caratteristiche richieste ed è proprio qui, quindi, che la statua fu commissionata alla famiglia Atan e realizzata con le stesse tecniche usate per gli originali.
Le statue Moai originarie sono giganteschi monoliti dell’Isola di Pasqua (Rapa Nui) e furono scolpite dalla popolazione indigena del luogo tra il 1100 e il 1500. La leggenda narra che fossero di buon auspicio e portassero fortuna.
La statua del Moai di Vitorchiano è decisamente imponente e affascinante ed è oggi un’icona del borgo sospeso della Tuscia. In occasione di Peperino in fiore a tema cartoni animati, era anche accompagnata da Super Mario e Luigi 😉
Da non perdere a pochi Km da Vitorchiano il complesso rinascimentale di Villa Lante con il suo enorme parco e i bellissimi giardini e il Parco dei Mostri di Bomarzo, famoso per le gigantesche sculture in pietra (sempre di peperino), che rappresentano mostri e altre figure misteriose.
Alla scoperta dei borghi medievali della Tuscia: BASSANO IN TEVERINA, il piccolo gioiello della Tuscia
Riprendiamo l’auto dopo aver pranzato con i cavatelli alla festa Peperino in Fiore e, a soli 13 Km da Vitorchiano, abbiamo raggiunto un altro bellissimo e affascinante borgo medievale della Tuscia: Bassano in Teverina.
Anche questo borgo, di origini etrusche, è stato ammesso tra i Borghi più belli d’Italia ed è arroccato su uno sperone di tufo.
È famoso per il suo campanile “matrioska“. Negli anni ’70 infatti scoprirono che, all’interno della Torre dell’Orologio, si nascondeva un campanile di epoca romanica.
I suoi caratteristici vicoli ti regalano degli scorci incredibili sulla Valle del Tevere. Passeggiando nel suo centro storico ti imbatterai sicuramente in qualche gatto, è noto infatti per essere popolato da numerosi gatti, e in diverse e graziose statuine di animali nascoste in vari angoli e vicine alle porte delle case.
Molto bella e particolare anche la Fontana Vecchia del 1576.
Bellissima la Chiesa di Santa Maria dei Lumi, costruita interamente con conci di peperino, un edificio dell’XI secolo caratterizzato da capitelli altomedioevali e affreschi cinquecenteschi.
Salendo dal borgo verso la piazza principale del paese trovi anche la Chiesa parrocchiale della Immacolata Concezione.
Alla scoperta dei borghi della Tuscia: CAPRAROLA, gioiello rinascimentale tra i Monti Cimini
Il mio programma iniziale prevedeva, a conclusione di questi 3 giorni alla scoperta dei borghi della Tuscia nei dintorni di Viterbo, la visita a Caprarola, Ronciglione (che nel 2023 ha vinto il concorso “Borgo dei Borghi”), Sutri (con il suo Parco Archeologico) e, se mi rimaneva tempo, Bassano Romano (con la bellissima Villa Giustiniani e il Cristo di Michelangelo).
Purtroppo però, vista la stanchezza della mia compagna di viaggio (la mamma!) e il meteo un pochino incerto verso metà pomeriggio, abbiamo concluso la giornata visitando solo Caprarola e il suo maestoso Palazzo Farnese, e poi ci siamo rilassate con un aperitivo a Tuscania, rientrando verso Tessennano.
Caprarola ci ha piacevolmente colpite. È un bellissimo borgo medievale a soli 2 km dal Lago di Vico.
Si trova in una posizione sopraelevata, a 520 metri sul livello del mare, e questa gli dona un fascino molto particolare.
È circondata dai Monti Cimini e da una fitta vegetazione, che ti potrai godere guidando senza fretta. A pochi Km infatti si entra nella Riserva Naturale Lago di Vico, ideale per una passeggiata o una pausa di relax.
Entrando in paese colpisce la Via Dritta, strada voluta dai Farnese, che taglia letteralmente in due il borgo e collega la parte bassa all’ingresso del Palazzo.
Anche questa zona fu in passato abitata dagli Etruschi; durante il periodo medievale subì varie dominazioni per poi giungere al suo periodo più fiorente sotto Papa Paolo III (il cardinale Alessandro Farnese); è in questo periodo, nel XVI secolo, che fu fondato il Palazzo Farnese di Caprarola (Villa Farnese), a pianta pentagonale con un cortile circolare posto al centro e progettato dal Vignola.
Non puoi venire a Caprarola senza visitarlo, è sicuramente uno dei palazzi più rappresentativi dell’epoca rinascimentale.
Tutto al suo interno è imponente, sfarzoso. Oltre ai bellissimi affreschi, alla Scala Regia e alla Sala del Mappamondo, meritano una visita e una passeggiata anche i Giardini esterni e gli Orti Farnesiani.
L’ingresso per la visita completa di palazzo e giardini costa € 10,00 e puoi acquistare il biglietto direttamente in loco.
Al termine della visita, prima di goderti una passeggiata nel suo centro storico alla scoperta delle antiche case, della Chiesa di San Marco, del Duomo e della Fontana del Mascherone, raggiungi la Chiesa di Santa Teresa e il convento dei Carmelitani, posta su un’imponente collina tufacea di fronte al palazzo.
Come ti ho scritto tra le curiosità a inizio articolo, Caprarola non è famosa solo per Palazzo Farnese ma anche per le sue nocciole. I boschi circostanti sono pieni di noccioli. Qui tra fine agosto e inizio settembre si celebra a Caprarola la Sagra della Nocciola.
Rientriamo verso Tessennano con gli occhi pieni di bellezza e facciamo un’ultima sosta a Tuscania.
Conclusioni
Il nostro itinerario di 3 giorni alla scoperta della Tuscia è giunto al termine.
Un viaggio on the road nella Tuscia viterbese non è fatto solo di tappe e di chilometri percorsi, ma è un susseguirsi di paesaggi incredibili, borghi arroccati, storia antica, laghi, natura rigogliosa, pascoli, che ti porterai nel cuore e negli occhi al tuo ritorno.
Ogni curva della strada ti regala una nuova emozione e quel senso di libertà, che solo i viaggi on the road ti sanno dare.
Se ti è piaciuto questo articolo, ti consiglio di leggere anche la prima parte del mio itinerario sull’Alta Tuscia e la seconda sui Borghi Etruschi della Tuscia lungo la Costa.
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