On the road nella Tuscia Viterbese parte 2: i borghi Etruschi della costa
Itinerario on the road nella Tuscia alla scoperta dei borghi etruschi, tra storia millenaria, necropoli monumentali e borghi senza tempo
Il secondo giorno del mio itinerario alla scoperta della Tuscia viterbese l’ho dedicato ai Borghi Etruschi di Vulci, Tarquinia, Cerveteri e alla città di Tuscania, che si trova a circa 30 Km dalla costa.
Come ti ho raccontato nell’articolo sul primo giorno di viaggio in Alta Tuscia, l’idea di creare un itinerario che mi permettesse di scoprire il territorio della Tuscia Viterbese, è nata un po’ per caso e precisamente durante una visita alla fiera BIT di Milano e un incontro con una DMO locale, Francesca di Borghi Etruschi, che mi ha raccontato con così tanta passione ed entusiasmo il suo territorio e le sue bellezze, da farmi venire voglia di scoprirli.
I borghi storici della Tuscia viterbese sono autentici, ancora poco turistici e lontani dalle mete più affollate. Un viaggio lento fatto di pietra, tufo, storia antica, silenzio e panorami spettacolari.
Come già detto nel primo articolo, ho deciso di spezzare il mio racconto in 3 parti, il primo articolo è dedicato all’Alta Tuscia, questo ai borghi etruschi della costa del viterbese e il terzo alla zona intorno a Viterbo.
Seguimi per conoscere anche gli altri luoghi imperdibili della Tuscia, che ho inserito nel mio itinerario.
Ti racconto ora le tappe del secondo giorno di viaggio partendo da Tessennano, il piccolo borgo scelto come base per questo viaggio.
Tabella dei Contenuti
Riepilogo Viaggio
TIPOLOGIA VIAGGIO: Ponte lungo in Italia
QUANDO: fine maggio/inizio giugno
DURATA: 4 giorni
MEZZO: Auto (partendo dal Friuli Venezia Giulia)
TIPOLOGIA ALLOGGIO: Hotel a Montevarchi, appartamento a Tessennano (VT)
COSTO A PERSONA: circa 400,00 € a persona
Un po' di contesto e di storia della Tuscia e dei Borghi Etruschi
Da dove deriva il nome Tuscia e qual è la sua storia?
Tuscia fu il nome dato all’Etruria al termine del dominio etrusco, e oggi indica la zona del Viterbese e dell’Alto Lazio. In passato però la zona era molto più vasta.
Il nome deriva dal latino tuscia e significa territorio abitato dai Tusci, cioè gli etruschi.
Anche il nome della regione Toscana e della città Tuscania derivano dal termine Tuscia.
L’Etruria subì diverse modifiche e annessioni nel corso dei secoli e durante i vari domini. Fu parte della Regio V Tuscia et Umbria che, dopo la nuova invasione longobarda, fu divisa in due parti tra il Ducato Longobardo di Tuscia e quello di Spoleto.
Dall’VIII al III secolo a.C., la Tuscia rappresentò il primo insediamento urbano del Mediterraneo settentrionale. La maggior parte delle loro città era di stampo medievale ed era arroccata su colline.
Gli Etruschi erano rinomati per le loro abilità nell’agricoltura, nel commercio e nella metallurgia e raggiunsero il massimo del loro sviluppo tra il VII e il VI secolo a.C.
Molte scoperte solitamente riconosciute ai romani, ebbero invece origine in questo territorio, come la lavorazione della ceramica e la produzione del vino. La società era composta da città-stato indipendenti solitamente governate da un re.
Le necropoli etrusche sono un’incredibile dimostrazione di quanta cura e importanza gli Etruschi dessero alle tombe, che erano delle vere e proprie case per i defunti, con l’arricchimento di decorazioni e oggetti di uso quotidiano.
Visitare questi borghi ci fa capire l’enorme eredità storica e culturale che gli Etruschi ci hanno lasciato.
Dove si trova la Tuscia, come raggiungerla e quando andare
La Tuscia (l’antica terra degli Etruschi nel nord del Lazio) è un territorio dell’Italia centrale, che oggi comprende principalmente la provincia di Viterbo e si estende fino all’area a nord di Roma (Lago di Bracciano), le zone di confine con l’Umbria sud-occidentale e il sud della Toscana.
Per raggiungere questa zona, puoi:
- organizzare un on the road in auto, come abbiamo fatto noi, e, se hai un po’ più tempo, puoi abbinare la visita a qualche altro borgo limitrofo (al ritorno noi per esempio ci siamo fermate a Montepulciano);
- prendere un volo per Roma o un treno e poi noleggiare un auto, che rimane comunque il mezzo migliore e più pratico per visitare anche i borghi più piccoli e remoti.
La zona è sicuramente molto ventilata, e questa brezza ti fa sentire meno il caldo, ma d’estate si sa, può fare molto caldo da queste parti.
I mesi migliori per visitarla rimangono sicuramente quelli primaverili/di inizio estate per le fioriture e quelli di fine estate/inizio autunno.
Uno dei motivi per visitarla tra fine giungo e i primi di luglio è quello di vedere la lavanda in fiore, soprattutto nei campi che circondano la città di Tuscania (c’è anche una festa dedicata a inizio luglio).
Dove dormire nella Tuscia viterbese
Se vuoi qualche consiglio su dove dormire nella Tuscia, sappi che la provincia di Viterbo è molto vasta e dipende da dove ti vuoi concentrare.
La zona tra Viterbo e Tuscania è sicuramente la più strategica, sia per visitare la costa, sia per i borghi dell’entroterra.
Io ho scelto un appartamento nel piccolo borgo di Tessennano, tranquillo e facilmente raggiungibile e devo dire che si è dimostrato un’ottima base di partenza.
Curiosità e informazioni utili sui borghi etruschi della Tuscia
👉Vulci e la leggenda del Ponte del Diavolo: la leggenda narra che il famoso ponte che attraversa il fiume Fiora, opera di ingegneria straordinaria, sia stato costruito dal diavolo in una sola notte in cambio dell’anima del primo che l’avesse attraversato
👉A Tarquinia la Necropoli dei Monterozzi ospita circa 6.000 tombe. Di queste, quelle dipinte, rappresentano l’unico esempio di pittura parietale di età arcaica nel Mediterraneo
👉A Cerveteri il nome “Banditaccia” della Necropoli, deriva alla pratica di fine Ottocento di “bandire”, ossia dare in affitto, questi terreni alla popolazione per il pascolo e l’agricoltura.
👉 A Tuscania il colle di San Pietro è stato scelto da diversi registi come set cinematografico. Qui sono state girate scene di film come Romeo e Giulietta, Otello e Il Vangelo secondo Matteo
Alla scoperta dei borghi etruschi della Tuscia: VULCI, una delle città-stato più grandi della civiltà etrusca
Raggiungere l’antica città etrusca di Vulci è facile e ben segnalato. All’arrivo c’è un ampio parcheggio dove lasciare gratuitamente l’auto.
Il costo del biglietto è di 10,00 € e puoi acquistarlo in loco o nel sito ufficiale.
A parte il sentiero che ti porta al Lago del Pellicone, che si trova all’interno di un boschetto, la maggior parte della visita si svolge all’aperto, quindi portati berretto, crema solare e acqua.
In alcuni punti, indicati nella mappa che ti daranno all’ingresso, sono indicati i luoghi dove potrai trovare delle piccole fontane e dei ripari all’ombra.
Vulci fu una delle più potenti e grandi città-stato dell’Etruria e al suo interno potrai vedere sia i resti etruschi, sia quelli del dominio romano.
Vulci godette di un periodo florido dal punto di vista commerciale e vide la nascita di diverse botteghe tra il VII e per tutto il VI sec. a.C.. Gli etruschi lavoravano principalmente la pietra, il bronzo e la ceramica.
Parti della cinta muraria, composti di blocchi di tufo, sono ancora visibili.
Passeggiando all’interno del parco potrai vedere i resti dell’area urbana, il Foro con il Tempio Grande e l’Arco Onorario, ciò che resta di un imponente tempio etrusco anch’esso in tufo, alcuni ambienti della domus del Criptoportico, un piccolo tempio dedicato ad Ercole e un Mitreo risalente del III sec. a.C.
All’interno del parco si trovano anche le grandi necropoli, tra cui il Tumulo della Cuccumella e la Tomba François.
Potrai scegliere se fare il giro più breve, allungarti fino al suggestivo Laghetto balneabile del Pellicone, uno specchio d’acqua cristallina dove sgorga una piccola cascata o fare il giro più lungo, che è una sorta di piccolo trekking e richiede almeno due ore/due ore e mezza.
Il percorso per raggiungere il lago è facile e all’ombra, quasi tutto nel bosco, con pannelli esplicativi sulla fauna e flora locali.
Il laghetto è stato un vero set cinematografico a cielo aperto. Proprio qui infatti sono state girate le iconiche scene di due film molto famosi: “Tre uomini e una gamba” e “Non ci resta che piangere“.
Cosa vedere nei dintorni di Vulci: Castello dell’Abbadia e Ponte del Diavolo
Riprendendo la macchina e ripercorrendo la strada a ritroso, in un paio di minuti raggiungerai la sponda opposta del pianoro di Parco archeologico e naturalistico di Vulci e il magnifico Ponte dell’arcobaleno o Ponte del Diavolo (III sec. a.C.) con i suoi 30 mt. di altezza.
E’ detto “Ponte del Diavolo” essenzialmente per due motivi principali.
La prima è per la maestosità ingegneristica dell’opera: un ponte alto 30 metri realizzato dagli Etruschi e poi rafforzato dai Romani, senza conoscerne le tecniche; la seconda narra che i costruttori dell’epoca, non riuscendo a completare l’opera, chiesero aiuto al Diavolo, promettendogli, in cambio del suo aiuto, l’anima della prima persona che lo avrebbe attraversato, in cambio del suo aiuto.
Il ponte costeggia il maestoso castello medievale della Badia, che ospita al suo interno il Museo Etrusco (purtroppo chiuso quando siamo passate noi).
Alla scoperta dei borghi etruschi della Tuscia: TARQUINIA, tra civiltà etrusca e borgo medievale
In circa mezz’ora da Vulci raggiungiamo Tarquinia, uno dei centri più importanti e ricchi di storia dell’Etruria, che gode di una posizione davvero eccezionale, su un colle alto 133 metri sul livello del mare.
Il suo borgo possiede un centro storico medievale ben conservato, circondato dalla cinta muraria e fatto di edifici in tufo e travertino. La città è ordinata, accogliente e non molto costosa.
La sua posizione è anche strategica per visitare le zone limitrofe come il suo litorale (sono voluta andare a vedere il mare, ma i fondali sono molto scuri, quindi l’acqua non ha un colore invitante), la Riserva Naturale delle Saline di Tarquinia, la vicina Campagna Maremmana, i Monti della Tolfa e Cimini, l’Argentario e l’Isola del Giglio in Toscana.
Tarquinia fu il luogo d’origine dei re di Roma Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo.
Passeggiando per il centro spiccano le sue alte torri, le chiese romaniche e gotiche e i suoi splendidi palazzi, voluti in particolare dallo Stato Pontificio.
Abbiamo tranquillamente parcheggiato l’auto nel parcheggio pubblico di Piazza Cavour, che in pochi minuti a piedi ti permette di raggiungere il centro.
Cosa vedere a Tarquinia: il suo centro storico medievale
Da piazza Cavour il primo bellissimo palazzo che si incontra è l’elegante e rinascimentale Palazzo Vitelleschi, che oggi ospita il Museo Archeologico Nazionale.
Il Museo ospita una vasta raccolta di reperti provenienti dagli scavi.
Da lì ci siamo inoltrate nei suoi vicoli acciottolati e abbiamo ammirato le sue bellissime chiese e palazzi.
Meritano sicuramente una visita il Duomo e l’austera Chiesa di Santa Maria in Castello, che possiede un interno semplice con colonne e archi in stile romanico. Il pavimento cosmatesco è davvero stupendo, con mosaici geometrici, così come il fonte battesimale di forma ottagonale.
A circa 200 metri dalla chiesa trovi la Fontana Nova, risalente al XII secolo e conosciuta come fontana antica, con una grande vasca rettangolare coperta da 6 archi a tutto sesto sostenuti da colonne.
Dalla Chiesa si gode di una magnifica vista sulla valle del fiume Marta,. Altre chiese da non perdere sono quella di San Pancrazio (l’interno è molto suggestivo con un’unica navata suddivisa in due campate; è oggi un auditorium che ospita eventi di vario genere) e di San Martino (probabilmente la più antica della città), la Chiesa di San Giuseppe, la Chiesa di San Leonardo e la Chiesa del Suffragio (esempio di architettura religiosa barocca).
Nel centro storico puoi vedere anche ciò che resta del Palazzo dei Priori e Piazza Matteotti, dominata dal Palazzo Comunale. Al centro della piazza potrai ammirare la sua fontana monumentale.
Dalla Piazza proseguite e incontrerete poi la Chiesa e il Convento di San Francesco.
Non perderti la passeggiata fino al Belvedere Ripa, costeggiando poi le antiche mura in Via Porta Castello.
Cosa vedere a Tarquinia: la Necropoli dei Monterozzi
Premetto che, purtroppo, non sono riuscita a visitare la Necropoli dei Monterozzi al suo interno, anche se mi ero ben documentata prima di partire. Non stavo molto bene, anche a causa del caldo eccessivo e inaspettato per fine maggio, e ci trovavamo a Tarquinia proprio a cavallo di mezzogiorno.
Ho deciso così, mio malgrado, di visitare solo quella di Cerveteri nel pomeriggio, così avrei avuto il tempo di riprendermi un po’.
Mi sono però ripromessa che ci tornerò per visitare le sue straordinarie tombe dipinte etrusche, dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
Il nome di Monterozzi deriva dai cumuli al di sotto dei quali venivano scavate le tombe etrusche.
Se decidi di visitare sia la Necropoli di Tarquinia, sia quella di Cerveteri, con gli annessi musei, ti consiglio di acquistare il pacchetto cumulativo, così invece di pagare 13,00 € a ingresso ne paghi 21,00 totali. Il 2 giugno gli ingressi ai siti erano gratuiti; non so se la cosa sia valida tutti gli anni, ma verifica bene nel sito, se dovessi venire per questo ponte.
La Necropoli è raggiungibile a piedi dal centro, in auto o con la navetta gratuita che parte ogni 30 minuti dalla Barriera di San Giusto.
Ho così barattato la visita alla Necropoli con un pranzo in relax, vista mare, in uno dei lidi attrezzati di Tarquinia.
Alla scoperta dei borghi etruschi della Tuscia: CERVETERI, tra misticismo ed eternità
Dopo la meritata pausa pranzo proseguiamo il nostro itinerario verso la bellissima Cerveteri, a circa 50 Km da Tarquinia, sempre sul litorale.
Cerveteri è un viaggio senza tempo nella storia, un luogo dove la civiltà etrusca dialoga con il silenzio. È un territorio affascinante, unico nel suo genere, dove l’eco di un passato così lontano, come quello della civiltà etrusca, si mescola al territorio circostante, immerso nella natura.
Come prima tappa siamo andate a visitare la famosa Necropoli della Banditaccia.
Cosa vedere a Cerveteri: la Necropoli della Banditaccia
La Necropoli della Banditaccia è sicuramente uno dei siti archeologici più importanti di Cerveteri ed è anche una delle più grandi necropoli del mondo antico, dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2004.
Il territorio in cui si trova è davvero vasto, sono circa 100 ettari totali, di cui 10 visitabili; al suo interno ci sono centinaia di tombe etrusche risalenti al periodo che va dall’VIII al II secolo a.C.
Camminando tra i suoi sentieri immersi nel verde, la cui via principale è quella Sepolcrale, vedrai enormi tumuli circolari, tombe a dado, decorazioni e dipinti al loro interno e, con l’aiuto dell’audioguida e del percorso molto ben indicato, potrai conoscere le usanze funerarie dell’epoca e l’importanza che davano ai riti e ai defunti.
Ti consiglio di non perdere la Tomba della Capanna, i Tumuli Maroi e Mengarelli, La Tomba dei Rilievi, dove la presenza di oggetti di uso quotidiano rende evidente l’influsso della civiltà greca e le Tombe dei Vasi Greci.
Questi grandi tumuli, a cui si sono affiancate anche le tombe a dado, sono delle vere e proprie camere funerarie nel tufo, spesso con decorazioni al loro interno. Alcuni di questi avevano un solo ambiente, altri potevano ospitare più defunti della stessa famiglia.
Come ti dicevo prima, quando ti parlavo di Tarquinia, se decidi di visitare sia la Necropoli di Tarquinia, sia quella di Cerveteri, con gli annessi musei, ti consiglio di acquistare il pacchetto cumulativo.
Il biglietto di 13,00 € comprende la visita con l’audioguida e l’accesso al Museo Archeologico Cerite. La prima domenica del mese l’ingresso è gratuito.
Puoi scegliere se fare il percorso più facile, sempre ben segnalato, che dura circa 1 ora o quello un po’ più lungo e con tombe un po’ più impervie da raggiungere, che può durare circa 1 h e 30/1 h e 45.
A questo proposito ti consiglio di indossare delle calzature adatte, anche perchè, per vedere i vari tumuli, devi o salire o scendere le scale.
Non è quindi un percorso proprio adatto a tutti, soprattutto in giornate particolarmente calde.
Per un’esperienza ancora più immersiva, puoi partecipare a una visita guidata organizzata dalla DMO Borghi Etruschi, che ti permetterà di approfondire maggiormente la storia di questo incredibile luogo, con spiegazioni dettagliate sulla storia, l’architettura e le usanze funerarie dell’epoca.
Cosa vedere a Cerveteri: il suo caratteristico centro storico
Dopo aver lasciato il sito archeologico siamo andate a visitare il centro di Cerveteri.
La fortuna è stata capitare nel bel mezzo dei preparativi per l‘Infiorata di Santa Maria Maggiore, che si tiene ogni anno l’ultima domenica di maggio.
La statua della Madonna, che viene trasportata dai fedeli durante la processione, è una delle poche madonne vestite sopravvissute al vandalismo del periodo napoleonico. Tutto il percorso che attraversa la Madonna è ricoperto di fiori, che definirei delle vere e proprie opere d’arte realizzate dalle famiglie del paese. Uno spettacolo davvero suggestivo.
Imperdibili nel centro storico la Chiesa di Santa Maria Maggiore e la Chiesa di Sant’Antonio Abate, vicino alla cinta muraria, con i suoi bellissimi affreschi.
Altre due chiese importanti sono la Chiesa della Madonna dei Canneti e la chiesa di San Michele Arcangelo, dedicata al patrono di Cerveteri.
Il Museo Archeologico, che è compreso nel biglietto, è ospitato all’interno del suggestivo Castello Ruspoli, con la sua rocca e le tipiche merlature di stampo medievale.
L’altro edificio importante, sempre della famiglia Ruspoli, è Palazzo Ruspoli, che oggi ospita un Hotel di lusso.
In piazza Risorgimento non perderti la Fontana del Mascherone.
Prima di riprendere l’auto per raggiungere Tuscania, ci siamo concesse un ottimo gelato da “La Chiccheria“, che si trovava giusto davanti alle persone che stavano terminando le loro opere floreali per la processione.
Alla scoperta dei borghi etruschi della Tuscia: TUSCANIA, con i suoi panorami mozzafiato sulla valle del fiume Marta
Tuscania è davvero un gioiellino. Dormendo relativamente vicine, ci siamo state due volte, di cui una per goderci un ottimo aperitivo con il famoso vino di Montefiascone e una per visitarla con più calma.
Parte della sua bellezza è data anche dalle strade poderali e dai paesaggi che portano alla città, costeggiando la valle del fiume Marta.
Assaporare la città significa perdersi tra i suoi vicoli lastricati in pietra e godere dei suoi incredibili panorami.
Cosa vedere a Tuscania: la perla della Tuscia
Tuscania, come tanti dei borghi visitati nella Tuscia, è di stampo medievale e si trova arroccata su un promontorio di tufo. La sua posizione strategica l’ha resa, fin dai tempi antichi, una via di comunicazione importante tra la costa e il Lago di Bolsena. Le sue mura medievali ancora ben conservate risalgono all’epoca etrusca e sono visibili in diversi punti della città.
Le sue due perle più importanti e imperdibili sono le basiliche di San Pietro e quella di Santa Maria Maggiore, in stile romanico.
La Chiesa di San Pietro si trova in posizione collinare, fuori dal centro storico e la puoi raggiungere con l’auto o a piedi (con una leggera salita). Salendo potrai vedere anche i resti dell’Antica Via Clodia.
Il Colle di San Pietro fu in passato la sede dell’antica città etrusca. La facciata della basilica, con il giardino che la circonda, è imponente, con i suoi portali decorati e il rosone centrale che spicca, in marmo bianco. Il pezzo forte però, secondo me, è il suo interno, con gli affreschi presenti nel presbiterio, con il pavimento in stile con marmi policromi, alcuni sarcofaghi ben tenuti e la bellissima cripta, realizzata con eleganti colonne e capitelli a volta.
Lungo la strada che ti porta a San Pietro, l’altra bellissima chiesa da non perdere, sempre in stile romanico, è quella di Santa Maria Maggiore, che purtroppo abbiamo potuto vedere solo esternamente, perchè era chiusa al pubblico in quei giorni. Dalle foto che ho visto nei pannelli posti all’esterno, le sue decorazioni sono più ricche rispetto a quelle della vicina San Pietro.
Anche questa Chiesa presenta portali decorati, in contrasto con il marmo bianco.
Ritornando verso il borgo, ti consiglio di imboccare la via principale che lo attraversa, Via Libertà, e di passeggiare tra i suoi vicoli acciottolati, passando davanti al Duomo e alla sua maestosa fontana, risalente al diciassettesimo secolo.
Uno dei punti panoramici più belli è quello del belvedere di Torre di Lavello, con la vista che spazia sulla valle circostante e le chiese che si trovano di fronte e con il suo bel parco, ideale per una passeggiata o per un momento di relax. Su questo parco si trova l’ex Chiesa di San Biagio.
Con una breve discesa da questa piazza, puoi raggiungere la Fontana delle Sette Cannelle, famosa per i sette mascheroni da cui esce l’acqua. Fu costruita nel 1309 e all’epoca era adibita all’approvvigionamento idrico del paese. Suggestivo anche il “Vicolo degli Artigiani”.
Concludi la tua visita con un aperitivo in uno dei diversi localini e wine bar della via centrale. Molto frequentato quello di fronte al Duomo.
Conclusioni
Un viaggio on the road nella Tuscia viterbese non è fatto solo di tappe e di chilometri percorsi, ma è un susseguirsi di paesaggi incredibili, borghi arroccati, storia antica, laghi, natura rigogliosa, pascoli, che ti porterai nel cuore e negli occhi al tuo ritorno.
Ogni curva della strada ti regala una nuova emozione e quel senso di libertà, che solo i viaggi on the road ti sanno dare.
Se ti è piaciuto questo articolo, ti consiglio di leggere anche la prima parte del mio itinerario e l’ultima sui borghi medievali nei dintorni di Viterbo.
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