Viaggio On the Road in auto nel Sud del nostro Bel Paese!

Itinerario di 15 giorni tra Campania, Basilicata, Puglia, Molise, Abruzzo e Toscana (partendo dalla Liguria)

Viviamo in un Paese meraviglioso e noi Italiani lo sappiamo bene. Ma se per caso avessi ancora dei dubbi, in questo articolo voglio raccontarti di questo On The Road nella nostra bella Italia, nato un po’ all’ultimo momento come Piano B in seguito a una cancellazione di un viaggio in Indonesia…

Ti farò scoprire come attraversare 6 regioni d’Italia in soli 16 giorni, percorrendo tratti in auto mai troppo lunghi e senza stress.

Ho deciso poi di dedicare un articolo a ciascuna regione visitata, così da darti spunti e idee anche per un singolo weekend fuori porta.

Troverai quindi maggiori dettagli e informazioni al loro interno e ti fornirò il link per accedervi direttamente da qui.

A discapito dell’idea iniziale di essere un “ripiego”, le 2 settimane e i 3.300 Km percorsi in giro per lo Stivale si sono rivelati uno dei viaggi più belli e intensi della nostra vita.

  • Per il senso di libertà che ci ha dato
  • Per aver attraversato diversi paesi e regioni, anche al di fuori dei circuiti turistici più battuti
  • Per aver assaggiato e provato di tutto
  • Per aver goduto di albe, tramonti sul mare, viste mozzafiato, tuffi, stradine impervie e borghi dispersi
  • Per aver chiacchierato con tutti i padroni delle strutture che ci hanno ospitato e aver trovato tanta, tantissima gentilezza, disponibilità e consigli utilissimi
  • Per esserci fermati praticamente in una cantina per regione a comprare del vino
  • Per essere stati aiutati con la macchina in panne…

Uno di quei viaggi da cui torni più ricca, sicuramente ingrassata, e con gli occhi e il cuore pieni di meraviglia. 

Tabella dei Contenuti

Riepilogo viaggio

TIPOLOGIA VIAGGIO: On the Road

QUANDO: Agosto

DURATA: 16 giorni

MEZZO: Auto

KM PERCORSI: circa 3.300 Km

TIPOLOGIA ALLOGGI: B&B, appartamento

COSTO TOTALE PER 2 PERSONE: 3.300,00 € (1.650,00 € a testa)

Consigli utili e vantaggi di un viaggio on the road in Italia

Ti sto facendo venire voglia di intraprendere un viaggio on the road nel nostro bel Paese? Ecco alcune informazioni che potrebbero tornarti utili:

  • Guidare per diverse ore può essere stancante, un pochino stressante e non sempre esente da imprevisti (in Puglia abbiamo forato una gomma, ma ve lo racconto più tardi), ma ti offre il vantaggio di visitare tutto al tuo ritmo e di fare deviazioni o cambi di programma lungo il percorso, come una cantina o uno spaccio di prodotti locali, un borghetto disperso, un punto panoramico, una spiaggetta poco frequentata…
  • Per evitare di trascorrere troppo tempo in auto tieni conto delle distanze tra i vari luoghi e stabilisci delle tappe che evitino tratte troppo lunghe, soprattutto se viaggi in alta stagione.
  • Dove possibile scegli di non fare autostrada, per essere libero di fermarti, di scovare paesini e luoghi che non avevi considerato.
  • Se hai meno giorni a disposizione scegli solo una parte del tour e riduci il numero di regioni attraversate.
  • I viaggi on the road ti permettono di incontrare persone nuove e di entrare in contatto con la gente locale, che spesso e volentieri ti dà consigli e informazioni utili e ti offre il suo aiuto per risolvere ogni tipo di imprevisto.

Ti racconto quindi il nostro viaggio sulla strada tra borghi incantevoli e arroccati, tra mare ed entroterra, tra rocche, escursioni in barca, resti romani, sapori e costumi, ce n’è per tutti i gusti…

Prima tappa (giorni 1, 2 e 3): Viaggo in Campania – itinerario on the road tra mozzarelle, resti antichi, borghi abbarbicati e tuffi nel profondo blu del Cilento

La prima vera meta del nostro viaggio, partito dalla Liguria (dove abita il mio compagno) e con un pit-stop di una notte da un nostro amico a Ostia, è stata il Cilento

Qui trovi l’articolo con l’itinerario dettagliato di 3 giorni in Campania, nel Cilento.

Usciamo prima dall’Autostrada per attraversare i paesini e assaggiare la loro superba mozzarella di bufala campana…

Con l’acquolina in bocca (e una discreta fame visto che si era fatta ora di pranzo), decidiamo a sentimento di fermarci al Podere San Vincenzo e di mangiarci un’enorme mozzarella a testa (talmente grande da fare fatica a finirla, ma ti giuro che ce l’abbiamo fatta!). Se ti ho fatto venire voglia di provarla puoi acquistare i loro prodotti anche on line (caseificiopoderesanvincenzo); ti garantisco che ne vale la pena.

Con la pancia piena ci dirigiamo a Paestum.

Area archeologica di Paestum
Area archeologica di Paestum

Paestum

Visitare un’area archeologica così vasta, in pieno agosto, può sembrare una follia, ma in realtà è stato strategico perché c’erano pochissimi turisti e la zona, vista la posizione, è sempre ben ventilata. Ci siamo goduti le sue rovine e i templi ben conservati, rifugiandoci ogni tanto all’ombra per trovare refrigerio.

Paestum è un’antica città della Magna Grecia, chiamata dai Greci Poseidonia e diventata poi Paestum sotto i Romani. Si trova nel comune di Capaccio, a circa 40 km a sud di Salerno, a nord del Parco Nazionale del Cilento.

L’area archeologica di Paestum è stata riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità nel 1988. E’ ricca di torri e mura ben conservate e di un museo con resti di manifattura prevalentemente greca antica e lucana.

Seguendo la logica del non dormire in posti troppo turistici, e anche di risparmiare qualche soldino, abbiamo scelto di dormire presso il B&B Al Casalicchio a Foria, un po’ defilati dalla costa, ma in un borghetto super tranquillo e in un B&B ristrutturato, pulito e con una bellissima terrazza per la colazione.

L’inizio ufficiale della nostra vacanza è coinciso anche con l’imprevisto nr 1…

Può sembrare fuori tema raccontare di questo aneddoto in un articolo che racconta delle bellezze del nostro Paese, ma credo che in realtà possa capitare a chiunque e quindi possa tornare utile a molti! E poi gli imprevisti in viaggio sono quelli che ricordi e racconti anche a distanza di anni!

Il mio compagno, dopo una sosta per un bagno nel litorale di Paestum, aveva sbadatamente appoggiato il cellulare sul tetto della macchina, mentre ci stavamo sistemando per ripartire…non sarebbe stato un problema se ce ne fossimo accorti subito! Il problema è che il telefono si è connesso subito a Spotify, abbiamo iniziato a sentire la musica in macchina e quindi per noi il telefono non poteva che essere in auto.

Dopo un po’ di km si è spento Spotify, ma siccome il telefono era già un po’ scarico, abbiamo pensato che si fosse scaricato del tutto e la cosa non ha destato particolari preoccupazioni…Arrivati al B&B però ci accorgiamo, dopo svariate ricerche, che il telefono non era in auto…sembrava impossibile e una mezza barzelletta…Dopo decine di strambe teorie, la verità ci è purtroppo balzata agli occhi…all’ennesimo tornante, il telefono è sbalzato dal tetto dell’auto. Era impossibile rifare tutta la strada e sperare di trovarlo.

Ricapitolando quindi: abbiamo perso un cellulare e abbiamo vinto una mattinata al Comando della Polizia Locale del Comune di Centola per fare la denuncia di smarrimento!

Quale lezione abbiamo imparato da questa avventura?

  • Non si deve MAI APPOGGIARE il cellulare sul tettuccio dell’auto!
  • Se anche parte la musica, non è detto che il telefono sia dentro l’auto!
  • Se improvvisamente si spegne la musica, fare un controllino per assicurarsi che il telefono sia all’interno dell’abitacolo!

Cerchiamo di calmarci e di lasciarci alle spalle questo piccolo imprevisto…decidiamo così di trascorrere la nostra prima vera serata a Pisciotta, borgo super carino e tipico, che sorge su una collina che domina la costa cilentana.

Il borgo di Pisciotta

Il Borgo di Pisciotta
Il Borgo di Pisciotta by Night

Il centro storico di Pisciotta ti conquisterà con i suoi stretti vicoli, le case in pietra, le chiese e i palazzi d’epoca. Cerca di arrivare al tramonto per godere della vista stupenda sui tetti, le case e con la vista che arriva fino al mare.

Per il pranzo o la cena avrai l’imbarazzo della scelta, ci sono tantissimo posticini tipici dove godere dell’ottima cucina cilentana. Noi abbiamo cenato alla Cantina Lamadè

Palinuro: dove l’acqua è più blu

Grotte di Palinuro
Palinuro - Costiera del Cilento

Il giorno successivo lo dedichiamo a Palinuro e il modo migliore per godere della sua costa frastagliata e delle insenature più belle dove poter fare il bagno, è quello di partecipare a un’escursione in barca.

La barca ci permette di fare i primi tuffi della vacanza nel profondo blu e di visitare alcune delle grotte di Capo Palinuro, tra queste la famosa e bellissima Grotta Azzurra.

È veramente spettacolare e suggestivo l’effetto prodotto dall’azzurro che illumina la grotta.

La sera ceniamo a Palinuro nel ristorante “Degustiamo Cilento”, (onestamente senza grandissima soddisfazione) e passeggiamo da bravi turisti per le affollate vie del centro.

Seconda tappa (giorni 4, 5 e 6): Viaggio in Basilicata – itinerario on the road tra peperoni cruschi, borghi dispersi, vastità e tanta cordialità

Policoro - il paese dalla lunga spiaggia sul mar Jonio

Lasciamo così la Campania per dirigerci verso la vicina Basilicata (qui trovi l’articolo con l’itinerario dettagliato su cosa fare 3 giorni in Basilicata). Dormiamo Da Stefano, nel suo B&B immerso nella natura, fuori dalla cittadina di Policoro, insieme a tanti cani e tanti gatti…Alloggio essenziale, un po’ spartano per certi aspetti…ma la frutta fresca a colazione, raccolta dal suo orto e le marmellate fatte in casa hanno compensato qualche piccola pecca sull’ordine e la pulizia o il fatto che la stanza non fosse così spaziosa.

Ci consiglia subito di cenare in un posto frequentato dai locali e che offre cucina tipica lucana, non distante dalla sua struttura: Nonnandò 

Non potete capire la scorpacciata che abbiamo fatto di antipasti e di peperoni cruschi, una vera prelibatezza locale!
Ci siamo tornati per ben due volte da tanto bene che abbiamo mangiato e abbiamo praticamente provato di tutto, compreso lo spiedo! Complimenti anche ai camerieri, tutti gentilissimi!

Il primo giro sul lungomare di Policoro e la sua pineta non ci ha entusiasmati. È una località turistica piena di stabilimenti balneari e in espansione, ma, a nostro gusto, non ha nulla di particolarmente caratteristico.

Rocca Imperiale - Porta d'ingresso della Calabria Jonica

Nel nostro primo vero giorno in Basilicata decidiamo di seguire il consiglio di Stefano, il proprietario del B&B, e di fare una piccola deviazione in Calabria per visitare Rocca Imperiale, in provincia di Cosenza, uno tra i borghi più belli d’Italia, con il suo Castello e i suoi sotterranei (scelta ottimale vista la temperatura esterna!).

Attraversando il territorio lucano ci siamo riempiti gli occhi di bellezza e osservato distese e distese di calanchi, formazioni del terreno modellate dall’erosione, che creano paesaggi surreali e suggestivi.

Rocca Imperiale
Castello Svevo - Rocca Imperiale

La sera decidiamo di fare aperitivo e cena, prenotata con TheFork , che uso spesso sia per le ottime promozioni che si possono trovare, sia per la sola prenotazione del tavolo, da OSTERIA 251 – PIZZERIA E CUCINA TIPICA, a Tursi, un borgo molto carino e suggestivo. 

Verso Pisticci: lungo le distese di campi e di calanchi della Basilicata!

Il nostro tour procede in direzione Pisticci, la “città bianca” della Basilicata, un borgo molto caratteristico, in mezzo al nulla, famoso per le sue case imbiancate a calce, in particolare nel rione Dirupo
E’ soprannominata anche “balcone sullo Jonio” per la sua posizione panoramica.

Passeggiando nelle sue viuzze abbiamo apprezzato i negozietti di artigianato locale, sono delle vere chicche.

E’ rinomata infatti per la sua ricca tradizione nella lavorazione della ceramica, in particolare per il “Pittore di Pisticci”, considerato il capostipite della scuola lucana di ceramica a figure rosse.

La città bianca di Pisticci

La perla della Basilicata: Matera la Città dei Sassi. Profonda, vera, eterna

Matera - la città dei Sassi
Matera

In un on the road in Basilicata non potevamo trascurare lei, Matera, una città da vivere sempre, in ogni stagione.

Visitarla in agosto non è stato poi così male: venticello costante, cielo azzurro, una luce pazzesca e il giusto numero di turisti.

Camminare tra i Sassi, con le loro case-grotta incastonate nelle pareti della gravina, è come immergersi in un passato primordiale: ogni angolo racconta storie di sopravvivenza, silenzio e resilienza.

Tra vicoli stretti, archi, chiese rupestri e gradinate scavate nella roccia, il paesaggio si fa quasi lunare.

Il tempo sembra essersi fermato, sospeso tra passato e presente, e ogni passo risuona come un’eco dentro la storia.

Per la seconda volta non sono riuscita a vedere la Matera sotterranea…il detto dice “Non c’è due senza tre”, quindi ci tornerò una terza volta e non me la lascerò sfuggire!

Terza tappa (Giorni 7, 8 e 9): Viaggio in Puglia – itinerario on the road alla scoperta della Valle d’Itria in un mix unico di storia, cultura, mare e gastronomia

Dopo un assaggio di Matera, perché purtroppo in un solo giorno si può solo “assaggiare” così tanta bellezza, proseguiamo il nostro itinerario on the road nel profondo Sud verso la vicina Puglia, regione che ho visitato in diverse occasioni, ma che non delude mai e riserva sempre qualcosa di nuovo, tra tradizioni, paesaggi mozzafiato, mare cristallino e sapori unici. Qui trovi l’articolo dettagliato su questi 3 giorni, utile anche se devi organizzare un weekend fuori porta.

Anche qui scegliamo di dormire un po’ defilati. Il B & B La Mansarda a Santa Lucia ha risposto pienamente a questa esigenza…una mansarda tutta per noi, spaziosa, immersa nel verde, con terrazza vista trulli e colazione portata in camera dalla gentilissima padrona di casa.

Questo paesino si è rivelato un’ottima base per esplorare la Valle d’Itria, un territorio disseminato di borghi arroccati, vigneti, ulivi, masserie, trulli.

Alberobello e le sue stradine acciottolate che si snodano tra i trulli

Arrivare ad Alberobello è sempre un’esperienza suggestiva. Sembra di essere nel Paese delle fiabe, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, con le sue abitazioni tipiche in pietra calcarea a secco e tetti conici, dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1996

Alberobello

Di trulli ad Alberobello ce ne sono circa 1500 tra i vari rioni, alcuni trasformati in laboratori artigianali, negozi di souvenir o abitazioni private. 

Passeggia tra i suoi vicoli, entra in tutti i  trulli accessibili al pubblico,  per assaporare l’atmosfera che si respira all’interno e capire realmente come si possa vivere all’interno di una struttura del genere.

Il Trullo Sovrano, unico a due piani, offre uno sguardo autentico sulla vita quotidiana di un tempo, mentre la Chiesa di Sant’Antonio, anch’essa a forma di trullo, è un esempio straordinario di architettura religiosa locale.

Siediti in uno dei bar della piazza, rilassati e goditi il paesaggio.

Locorotondo, Cisternino e Ostuni, tra vicoli bianchi, addobbi e scorci suggestivi

Nei giorni seguenti ci addentriamo alla scoperta delle città più importanti della Valle d’Itria: Locorotondo, Cisternino e Ostuni, tutte accomunate da intricate stradine bianche e scorci suggestivi.

Locorotondo si trova sulla sommità di una collina e deve il suo nome alla sua pianta circolare. Le sue intricate stradine si snodano intorno alla piazza e alla Chiesa di San Giorgio. Rimarrai affascinato dal bianco dei palazzi, dai bellissimi fiori sui balconi e dalle loro tipiche abitazioni.

A breve distanza da Locorotondo visitiamo Cisternino, un borgo carinissimo con i suoi vicoli stretti, le bianche cummende, gli ombrelli appesi, ma soprattutto le bombette, la carne cotta sui fornelli al di fuori delle macellerie.

Chiamata anche la Città Bianca Ostuni è uno dei borghi più suggestivi e turistici della zona.

È considerata infatti una meta imperdibile di un viaggio in Puglia, soprattutto la sera, dove si possono godere di tramonti a dir poco spettacolari. È piena di localini, di botteghe e di viuzze che, con vari saliscendi, ti portano alla stupenda Cattedrale.

Monopoli e Polignano a mare: due perle sul mare

Dopo una giornata di bagni e relax a Torre Canne (rassegnatevi a ombrelloni e lettini un po’ appiccicati e a poca privacy!), in serata ci concediamo una bella passeggiata con annessi aperitivo e cena a Monopoli, una cittadina molto vivace affacciata sul Mar Adriatico, con un centro storico affascinante e pieno di botteghe e locali.

Non puoi perderti la passeggiata lungo le sue mura cinquecentesche, romantica e suggestiva.

Ceniamo al ristorante Pugliami, dall’aspetto decisamente turistico, ma con un buon rapporto qualità/prezzo.

Proseguiamo il giorno successivo lungo la costa per raggiungere Polignano a Mare, che, arroccata su una scogliera, incanta con le sue grotte marine e il suo fascino romantico.

La spiaggia più famosa, in pieno centro, è bellissima e suggestiva, ma decisamente affollata di turisti. I più coraggiosi si tuffano dalle rocce circostanti…noi abbiamo solo guardato da lontano!

Il suo grazioso borgo medievale conserva un fascino inalterato. Le sue viuzze sono intervallate da punti panoramici a picco sul mare, che tolgono letteralmente il fiato.

Per pranzo non potevamo non assaggiare il famoso panino con il polpo!

Polignano a Mare

Quarta tappa (Giorni 10, 11, 12 e 13): Viaggio in Molise – itinerario on the road alla scoperta di una regione poco conosciuta, ma che offre ottimo cibo, borghi bellissimi e un mare incantevole

Termoli – piccolo gioiello sull’Adriatico

Continua la nostra traversata dello Stivale e abbiamo così sfatato il mito che il “il Molise non esiste“.

Esiste eccome ed è bellissimo. Qui trovi il dettaglio su cosa fare in 3 giorni tra Termoli e le Isole Tremiti.

Per questa parte di viaggio abbiamo optato per un monolocale da Masangy’s Studio. Sempre a qualche Km dal centro, ma con tutto l’essenziale per due persone.

Termoli ci ha stupito. Un piccolo borgo che si affaccia sull’Adriatico con le sue mura antiche, stretto tra vicoli colorati, piazzette e scorci improvvisi sul mare. Svettano la Cattedrale Santa Maria della Purificazione e il Castello Svevo.

Il mare, al tramonto, si tinge di oro e rosa, regalando momenti magici, intimi, come se il tempo rallentasse solo per permetterti di respirare bellezza.

Termoli non è solo un luogo, un’emozione, ma è anche il sapore e il profumo del brodetto alla termolese (armatevi di pazienza, ma ne vale veramente la pena), provato al Ristorante Da Tonì e la bontà di un panino con il polpo mangiato direttamente fronte mare da Ittico Termoli 

Termoli
Termoli

Le Isole Tremiti e le sue incantevoli sfumature di turchese, smeraldo e blu profondo

La giornata di mare decidiamo di giocarcela alle Isole Tremiti, prendendo un comodo Ferry dal porto di Termoli (al costo di 29,00 € a persona).
Le avevo sempre sentite nominare, ma, erroneamente, le avevo sempre un po’ snobbate…sono state invece un’incredibile scoperta.

Arrivando in barca, l’acqua si accende di trasparenze incredibili: sfumature di turchese, smeraldo e blu profondo, che sembrano quasi finte, surreali.

Arrivati al porto attendiamo il nostro gozzo, prenotato il giorno prima con Tremiti vista mare, al costo di 50,00 € a persona, per l’escursione giornaliera, con annesso aperitivo in barca.

E’ stato bellissimo scoprire tutti gli angoli nascosti dell’arcipelago con due giovani amanti ed entusiasti della loro terra e un’imbarcazione che ti permette di godere delle isole con estrema lentezza, entrando in diverse grotte (e vincendo le mie paure verso il profondo blu) e tuffandosi nei posti più belli, con giochi di colori incredibili e pieni di pesci.

Abbiamo scoperto che ogni isola ha un’anima diversa: San Nicola, austera e monumentale, custodisce la memoria dei monaci e delle leggende; San Domino profuma di pini marittimi e di mare, con calette e grotte nascoste dove il tempo sembra fermarsi; le altre, più piccole e selvagge, sono rifugi silenziosi.

Le Tremiti sono isole dell’anima, che ti entrano dentro con la loro forza e delicatezza, lasciandoti addosso la sensazione di aver toccato un luogo eterno, incontaminato, quasi sacro.

Isole Tremiti

Giro nel Gargano con fuori programma

Vista la vicinanza e visto il fatto che nessuno dei due c’era ancora mai stato, decidiamo di spostarci verso il Gargano, senza una meta precisa.

Ci fermiamo al lago di Lèsina, ci perdiamo nei cambi di paesaggio e costa, compriamo frutta fresca alle bancarelle locali, ripartiamo e, visto il caldo, ci viene voglia di fare un tuffo in una caletta un po’ nascosta…

Quando si dice: non abbandonare mai la strada vecchia

Eccolo l'imprevisto nr 2 della vacanza!!!

Seguiamo Google Maps e imbocchiamo una stradina sterrata, sotto un caldissimo sole di agosto a cavallo dell’ora di pranzo, seguiti da altre macchine…ad un certo punto sentiamo un colpo e un rumore strano.

Ci fermiamo a controllare e ci rendiamo conto di aver sfortunatamente preso un ferro a L che si era infilato in modo preciso e verticale nella gomma posteriore!

NO PANIC ma:

  1. Il telefono non prendeva
  2. La stradina era stretta e impedivamo il passaggio alle altre auto
  3. Scopriamo di non avere in dotazione il cric e la ruota di ricambio
  4. Il kit per gonfiare la gomma non funzionava senza alzare un po’ la gomma da terra
  5. L’assistenza stradale Audi non manda il carro attrezzi in strade non asfaltate…

Ti tralascio il racconto minuzioso di quel mezzogiorno di fuoco…ti dico solo che grazie al buon cuore e alla disponibilità della gente del luogo (un signore è addirittura uscito dall’acqua per andare a prendere tutti gli attrezzi che aveva in casa e provare ad aiutarci), siamo riusciti a trovare un carro attrezzi (praticamente all’ora di pranzo e a cavallo di ferragosto!), il quale conosceva un gommista (Pit Stop di San Nicandro Garganico), che è sostanzialmente venuto ad aprire l’officina per riparare la nostra gomma…e, tra le altre cose, a soli 10,00 €!.

Quale lezione abbiamo imparato da questa avventura?

  • Non si deve MAI abbandonare la strada vecchia per la nuova!
  • Nel momento del bisogno puoi trovare tanta umanità e solidarietà nel prossimo!

In realtà tutto è bene quel che finisce bene, ma la giornata sul Gargano non è andata decisamente come da programma. Vorrà dire che dovrò organizzare un altro giretto da queste parti per vedere anche questa parte di Puglia.

Siamo rientrati verso Termoli con la consapevolezza che tutto sommato poteva andare peggio, che c’è un sacco di brava gente in giro pronta ad aiutare il prossimo e che ci meritavamo una bella cenetta di pesce tranquilli a casa. Abbiamo trovato un’ottima gastronomia/friggitoria che faceva al caso nostro e che vi consigliamo: Friggitoria Maramimmo.

Quinta tappa (Giorni 14, 15 e 16): Viaggio in Abruzzo– itinerario on the road tra l’Aquila e il Gran Sasso

Dopo quasi due settimane trascorse “lunga la costa”, non potevamo farci mancare anche un po’ di montagna e qualche bella camminata per smaltire tutto l’ottimo cibo mangiato in ogni regione!

Puntiamo quindi alla volta dell’Abruzzo in direzione del massiccio montuoso più alto degli Appennini, il Gran Sasso d’Italia.

L’Aquila – città ricca di storia, cultura, tradizione e di ferite ancora visibili

L'Aquila centro storico

Prima di raggiungere l’Hotel ci fermiamo a visitare l’Aquila, città elegante, maestosa, che sorge al centro di un altopiano, in un ambiente naturale bellissimo.

Ha un patrimonio culturale e architettonico molto vasto, tanto da farla nominare “Capitale Italiana della Cultura 2026”.

Nonostante il forte terremoto che l’ha colpita nel 2009, distruggendo gran parte degli edifici, si percepisce in ogni angolo la sua voglia di rinascita e ricostruzione.

Ci ha colpito moltissimo la Basilica di San Bernardino, una delle più belle e maestose basiliche presenti in città.

Merita assolutamente una visita per ammirare tutte le decorazioni barocche e la reliquia di San Bernardino.

E la cosa più simpatica è che forse non l’avremmo nemmeno vista, se un simpatico e gentilissimo signore del posto non mi avesse fermata per chiedermi se ero già stata a visitarla!

L'Aquila - Basilica di San Bernardino

Dormiamo ad Assergi, all’Hotel La Valle del Gran Sasso, scelto perchè in posizione strategica vicino alla Funivia che porta a Campo Imperatore.

La scelta è stata ottimale: camera molto spaziosa, comoda e pulita, da poco ristrutturata, e tanta cordialità da parte dello staff.

Merita sicuramente una passeggiata ad Assergi, un borgo medievale molto carino, anche se sostanzialmente disabitato. Le sue mura dell’XI secolo e la chiesetta sono ben conservate, come le sue stradine in pietra.

La sera ceniamo vicino all’Hotel, al Ristorante Vulia. Il ristorante propone ovviamente un menu tipico di montagna. Dopo cena tutti a nanna…l’indomani ci aspetta un bel Trekking da Campo Imperatore.

Il Gran Sasso dall’altopiano di Campo Imperatore: scenari quasi alpini in un'atmosfera silenziosa e incontaminata

Il Gran Sasso da Campo Imperatore
Il Gran Sasso

Il Gran Sasso d’Italia è il massiccio montuoso più alto degli Appennini, situato in Abruzzo, tra le province di L’Aquila, Teramo e Pescara.

L’altopiano è raggiungibile in auto o in funivia da Fonte Cerreto. Noi abbiamo scelto per comodità la funivia (15,00 € a/r). Presso la stazione a monte è presente il famoso Hotel Campo Imperatore, noto perché nel 1943 venne scelto come prigione per Benito Mussolini. Accanto all’hotel si trovano anche la Stazione astronomica di Campo Imperatore e il Giardino Botanico Alpino.

Campo Imperatore, considerato il “Piccolo Tibet” d’Italia per via del suo paesaggio che ricorda le steppe tibetane, offre delle viste davvero spettacolari sulle cime circostanti, ed è un punto di partenza ideale per numerose escursioni, più o meno lunghe e difficili.

Noi abbiamo optato per un anello di circa 9 km che passava per Il rifugio Duca degli Abruzzi. Non ci sono grossi dislivelli, ma, essendo sempre in cresta, offre una vista davvero unica su tutto il paesaggio circostante.

Al ritorno dalla camminata potrai gustare i famosi arrosticini abruzzesi con una buona birra in uno dei food truck presenti…armate di pazienza, perché si fermano tutti lì!

La sera ci gustiamo un’ottima birra artigianale e un bicchiere di vino all’Aquila da “La Piazzetta Wine&Gin” e ceniamo all’aperto, in uno dei viali pedonali del centro, alla “Taverna dei Sazi”, una trattoria tipica e con ottimi piatti della cucina locale.

Il mattino seguente facciamo un’altra breve camminata ai piedi del Gran Sasso per poi ripartire verso nord…il programma iniziale prevedeva il rientro in Liguria, ma, non ancora “sazi” e contenti, decidiamo di allungare di un’altra notte e di concludere il nostro bellissimo e intenso on the road in Toscana, a Bagno Vignoni.

Sesta e ultima tappa in Toscana a Bagno Vignoni e Pienza

Se non ci sei mai stato, Bagno Vignoni merita veramente una sosta. Il borgo è famoso per la sua suggestiva piazza-piscina d’acqua, una vasca termale conosciuta già in epoca medievale.

Il paesino ti trasporta in un’altra epoca dove il tempo sembra essersi fermato e dove si respira un senso di profonda quiete.

Le acque che sgorgano in questo luogo vennero utilizzate fin dall’epoca romana a scopi termali.

Le terme libere, accessibili a tutti, sorgono ai piedi del paese. Siamo andati a farci un bagno per provare l’esperienza…attenzione però, perché sono sì acque benefiche ma sulfuree, farete fatica a togliervi l’odore di dosso!

Dormiamo presso La Locanda del Loggiato, un luogo fuori dal tempo, romantico, pieno di charme.

Ci concediamo l’ultima cena della vacanza in pieno centro, all’ Osteria Porcellum, con vista sulla vasca centrale, godendo di una serata magica, speciale, piena di stelle.

E’ stata la degna conclusione di un viaggio bellissimo che ci ha portato in ben 6 regioni del nostro Bel Paese.

Dopo un’ultimissima tappa a Pienza, borgo toscano bellissimo che meritava sicuramente una sosta, è giunta veramente l’ora di tornare a casa.

Questo on the road del Centro-Sud del nostro Paese è stato intenso, denso, a volte faticoso, ma ti darà un’idea di quello che si può fare in queste regioni anche con pochi giorni a disposizione.

Spero di averti dato degli spunti interessanti per il tuo prossimo viaggio in Italia!

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