Cosa vedere in 3 giorni in Basilicata, tra mare, borghi dispersi e natura selvaggia
La Basilicata è stata la seconda tappa del nostro viaggio on the Road di 16 giorni nel Sud Italia.
In questo articolo te lo voglio proporre come idea per un weekend lungo, un ponte o una mini-vacanza.
E’ raggiungibile in auto, in treno o dall’aeroporto di Bari, che è lo scalo più vicino. L’auto rimane comunque il mezzo più facile e pratico visto quanto sono isolati e dispersi alcuni luoghi.
La Basilicata è una di quelle regioni un po’ snobbate dal turismo di massa e spesso ti sarai chiesto: ma cosa c’è da vedere in questa regione?
Ora te lo posso affermare con estrema certezza: la Basilicata non è solo Matera e per noi è stata davvero un’incredibile scoperta!
La Basilicata è una terra che evoca emozioni contrastanti. E’ un territorio ricco di bellezza e aspro al tempo stesso, fatto di borghi arroccati, montagne, paesaggi che definirei lunari, lunghe spiagge, natura incontaminata e chilometri e chilometri di strade senza incontrare un’anima viva o un centro abitato. Questo viaggiare per ore nel nulla ti da un senso di libertà, di fuga dallo stress, di vivere un’esperienza lontana dal turismo di massa, più immersiva e intima.
Abbiamo dormito in un B&B immerso nella natura, fuori dalla cittadina di Policoro.
Tabella dei Contenuti
Policoro - peperoni cruschi e lunghissime spiagge sul Mar Jonio
Il nostro primo approccio con la Basilicata è stato di tipo eno-gastronomico.
Come prima tappa ci siamo fermati ad acquistare del vino (cosa che abbiamo fatto praticamente in ogni regione per non fare differenze!) presso l’Azienda agricola Francesco Battifarano. Siamo arrivati senza preavviso, ma il proprietario è stato gentilissimo e ci ha portati comunque a visitare i suoi vigneti, descrivendoci con cura e passione i suoi vini e la tipicità del territorio della Basilicata.
Siamo passati poi all’ottima e gustosissima cucina lucana. Su consiglio del padrone del B&B abbiamo cenato in un posto frequentato dai locali e che offre cucina tipica lucana, non distante dalla sua struttura: Nonnandò
Un posto che merita sicuramente una visita per la genuinità del cibo mangiato e la cordialità dello staff. D’estate poi è veramente bello mangiare nel giardino esterno.
Ma quindi, cosa si mangia di tipico in Basilicata?
Noi ci siamo letteralmente strafogati di peperoni cruschi, uno tira l’altro ed è impossibile fermarsi. Non è il classico peperone, ha un sapore quasi dolce e dopo la frittura diventa croccante come una patatina, veramente delizioso! La maggior parte dei piatti è a base di carne come l’agnello o la salsiccia, ma non mancano anche degli ottimi primi con la pasta fatta in casa. Il pane poi è davvero una specialità.
Dormendo vicino a Policoro, abbiamo fatto un giro sul lungomare e la sua pineta, ma onestamente non ci ha entusiasmati. Sicuramente il litorale è ben attrezzato e le spiagge sono adatte alle famiglie, ma non ha nulla di particolarmente tipico e il centro non è il classico borgo che ti aspetti di trovare nel Sud Italia.
Piccola deviazione in Calabria alla scoperta di uno dei Borghi più belli d'Italia: Rocca Imperiale
Il nostro primo vero giorno in Basilicata decidiamo in realtà di deviare nella vicina Calabria per visitare Rocca Imperiale, in provincia di Cosenza, proclamato uno tra i borghi più belli d’Italia, con il suo Castello svevo e la vista mozzafiato sulla costa ionica.
Il borgo è famoso anche per i suoi limoni IGP, di cui potrai degustare il succo in uno dei locali vicini al castello.
Da non perdere anche l’ex Monastero dei Frati e la Chiesa Matrice, ma ciò che catturerà la tua attenzione per la sua imponenza e per la vista pazzesca di cui si gode da lì, sarà sicuramente il Castello, eretto da Federico II di Svevia nel 1225 con un ruolo di difesa, a circa 250 metri sopra il livello del mare.
Noi abbiamo deciso di fare la visita guidata completa del castello e dei suoi sotterranei e ne è valsa veramente la pena, anche per gli aneddoti e i racconti della guida, che ti fanno fare un tuffo nel suo passato glorioso.
Ti consiglio poi di passeggiare tra i suoi stretti vicoli e scalari, ti sembrerà di vivere dentro a un presepe.
Un altro borgo che ti consiglio di visitare se ti trovi in questa zona della Basilicata è Tursi, un borgo arroccato, silenzioso, dove tutto sembra scorrere lento…
La città ha una tradizione che viene dall’Oriente, è stata infatti probabilmente fondata dai Saraceni nel X secolo.
Se decidi di visitare il suo centro storico, sappi che devi fare un po’ di fatica. Le sue vie sono tortuose, in salita e piene di scalini. Se te la senti di fare l’ultimo sforzo per raggiungere la parte più alta del Paese, ti consiglio di percorrere la ripida scalinata che ti porterà a Rabatana, un quartiere davvero caratteristico pieno di cunicoli e stradine scoscese che ti mostreranno in diversi punti gli strapiombi di argilla, che circondano il paese.
Cosa vedere a Pisticci: la città bianca della Basilicata!
L’altra meta dei nostri 3 giorni in Basilicata è stata Pisticci, chiamata anche la “città bianca”, un borgo molto caratteristico, circondata da un paesaggio lunare, famosa per le sue case imbiancate a calce del rione Dirupo.
E’ soprannominata anche “balcone sullo Jonio“, proprio per la sua posizione panoramica e per la vista che si perde all’infinito.
Trovare parcheggio non è stato difficile, ce ne sono diversi sia a pagamento, sia gratuiti. Se ancora non hai bene in mente che giro fare per visitare il Paese, non ti preoccupare, sarai aiutato dalle numerose indicazioni che ci sono lungo le vie e nei punti di snodo.
Percorrendo via Buozzi potrai raggiungere l’imperdibile Chiesa Madre con la sua Campana delle Calamità (perchè era stata usata per dare l’allarme alla popolazione in seguito alla tragedia di Sant’Apollonia).
Dalla piazza antistante potrai godere di una delle viste più incredibili sul Rione Dirupo e, poco distante, dei ruderi del Castello Normanno.
Un altro bellissimo punto panoramico sul paesaggio lucano e sui calanchi è quello che si apre dall’Arco di San Martino, che rappresenta l’unica porta di accesso ancora esistente.
Passeggiando tra le sue viuzze abbiamo apprezzato i negozietti di artigianato locale, sono delle vere chicche.
E’ rinomata infatti per la sua ricca tradizione nella lavorazione della ceramica, in particolare per il “Pittore di Pisticci“, considerato il capostipite della scuola lucana di ceramica a figure rosse.
👉 CURIOSITA‘: lo sapevi che il famoso Amaro Lucano è nato proprio da queste parti?
La perla della Basilicata: Matera - la Città dei Sassi
In un on the road in Basilicata, anche se di soli 3 giorni, non potevamo tralasciare lei, Matera, una delle città più antiche al mondo e letteralmente scolpita nel tufo, da vivere sempre, in ogni stagione, con i suoi scorci e paesaggi unici al mondo.
Una città che, anche se la visiti più volte nella tua vita, non smetterà mai di stupirti e di regalarti emozioni nuove.
Camminare tra i Sassi, con le loro case-grotta incastonate nelle pareti della gravina, è come immergersi in un passato primordiale: ogni angolo racconta storie di sopravvivenza, silenzio e resilienza.
Tra vicoli stretti, archi, chiese rupestri e gradinate scavate nella roccia, il paesaggio si fa quasi lunare.
E pensare che “i sassi di Matera” in passato furono considerati una vergona nazionale per le condizioni in cui vivevano i loro abitanti. Per fortuna dopo diversi anni sono stati recuperati e riportati in vita.
Quali sono quindi i luoghi imperdibili di Matera tra il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso?
- Sicuramente la Cattedrale di Matera, sia per la veduta che offre sul Sasso Barisano, sia per l’enorme portale decorato e il suo rosone
- Le numerose chiese rupestri (grotte trasformate in centri di preghiera), opere dei monaci benedettini e bizantini con le loro opere e decorazioni.
- la chiesa di San Pietro Barisano che presenta una facciata in stile romanico – barocco, il cui interno è completamente scavato nel tufo.
- La Casa-Grotta di Matera (Sasso Caveoso), che ti permette di comprendere come vivessero al suo interno gli abitanti dell’epoca. La casa, abitata fino al 1957 da una famiglia di 11 persone (più animali), si compone di un unico ambiente, in parte scavato e in parte costruito, arredato con mobili e attrezzi d’epoca. Si può vedere ancora il letto, il tavolo dove mangiavano, il cucinino, gli attrezzi usati per la filatura, la zona con la mangiatoia e anche la cisterna dove raccoglievano l’acqua.
Il Palombaro Lungo di Matera, l’enorme cisterna che veniva usata per la raccolta dell’acqua e che era frutto di un ingegnoso sistema di raccolta dell’acqua.
L’Ipogeo Materasum, uno dei luoghi più affascinanti di Matera e che ti permette di visitare i sotterranei della città, a 12 metri di profondità tra grotte, cisterne e cunicoli. Se non vuoi perderti la visita come è successo a noi, ti consiglio di verificare prima gli orari di apertura. Puoi anche fare la visita in autonomia con l’audioguida, ma vista la ricchezza e la vastità di quanto andrai a vedere, ti consiglio di prendere un tour guidato.
Visto il tipo di terreno e il fatto che vai sottoterra, ti consiglio di andarci attrezzato/a, sia a livello di calzature, sia di abbigliamento.
Per la seconda volta non sono riuscita a vedere la Matera sotterranea…il detto dice “Non c’è due senza tre”, quindi ci tornerò una terza volta e non me la lascerò sfuggire! Se non vuoi però farti trovare impreparato, consulta il sito ufficiale, dove troverai gli orari di apertura, il costo aggiornato dei biglietti e altre informazioni utili per organizzare la tua visita.
Puoi anche acquistare un tour guidato direttamente sul sito di Get your Guide
Spero che questo itinerario di 3 giorni in Basilicata ti sia piaciuto e che tu possa vedere presto con i tuoi occhi le bellezze di questa regione ancora poco turistica.
Se hai bisogno di ulteriori consigli o informazioni, seguimi su Instagram o scrivimi una mail, sarò lieta di rispondere alle tue domande.
Se come noi vorrai proseguire il viaggio verso Nord ti invito a leggere l’articolo successivo perchè…
IL VIAGGIO CONTINUA…IN PUGLIA
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