Un weekend tra mozzarelle, resti antichi, borghi abbarbicati e tuffi nel profondo blu
Il Cilento è stata la prima tappa del nostro viaggio on the Road di 16 giorni nel Sud Italia, partito dalla Liguria, ma in questo articolo te lo voglio proporre come idea per un weekend lungo ricco di storia, tuffi e buon cibo.
Il Cilento è’ un territorio veramente sorprendente, immerso tra un mare dal blu intenso e la montagna, borghi medievali e sapori unici.
Rispetto ad altri luoghi più affollati e turistici della Campania, la sensazione che ci ha dato il Cilento è quella di autenticità, con un grande patrimonio sia storico-culturale, sia naturale e ambientale.
E’ un territorio che mescola borghi autentici, il Parco Nazionale del Cilento, percorsi per gli amanti del Trekking come il Sentiero degli Infreschi o i sentieri dei monti Alburni e il Monte Cervati e una costa ricca di spiagge, grotte di falesia e posti incantevoli dove poter fare il bagno.
Puoi raggiungere il Cilento in auto, come abbiamo fatto noi o in treno, con i treni che da Napoli o Salerno raggiungono alcune delle località più conosciute. Alcuni borghi o spiagge meno accessibili però sono praticamente irraggiungibili con i mezzi pubblici e quindi ti direi che la macchina rimane il mezzo più adatto per godere pienamente di questi luoghi. Se arrivi in treno a Salerno o in aereo all’aeroporto di Napoli, puoi poi noleggiare un’auto da lì.
Noi ci siamo stati in agosto e onestamente non abbiamo sofferto il caldo, perché era sempre ventilato e non particolarmente umido, ma sicuramente il periodo migliore per visitare il Cilento è la tarda primavera o l’inizio dell’autunno. I mesi di maggio, giugno, settembre e ottobre hanno temperature più miti e sicuramente meno turisti rispetto all’alta stagione estiva. Inoltre, il clima ti permette comunque sia di farti un bagno, sia di esplorare l’entroterra.
Per quanto riguarda la sistemazione, il Cilento ti offre diverse soluzioni, dalle strutture agrituristiche immerse nella natura, fino agli alberghi sul mare nelle località più frequentate come Palinuro, Marina di Camerota e Acciaroli. Le tariffe sono sicuramente più contenute rispetto ad altre aree turistiche campane, anche nei mesi estivi.
Per questo itinerario di 3 giorni nel Cilento abbiamo scelto di dormire a Foria, frazione del comune di Centola, che devo dire essere stato un ottimo punto di partenza per esplorare sia la zona di mare, sia parte dell’entroterra.
Tabella dei Contenuti
Cosa vedere in un lungo weekend nel Cilento
Paestum, una storia che attraversa millenni
Hai presente quando un luogo ti fa sentire catapultato in un’altra epoca storica?
Paestum è proprio questo: un luogo ricchissimo di cultura e storia che ti fa immergere in un passato lontano.
E’ considerata la porta d’accesso settentrionale al territorio cilentano. Se sei da queste parti non puoi perdere così tanta bellezza e grandiosità.
Paestum è un’antica città della Magna Grecia, chiamata dai Greci Poseidonia e diventata poi Paestum sotto i Romani.
Si trova nel comune di Capaccio, a circa 40 km a sud di Salerno, a nord del Parco Nazionale del Cilento.
L’area archeologica di Paestum è stata riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità nel 1988. E’ ricca di torri e mura ben conservate e di un museo con resti di manifattura prevalentemente greca antica e lucana.
L’Area Archeologica è ricca di templi antichi, come il Tempio di Nettuno, il meglio conservato con le sue colonne in stile dorico e anche il più grande, il Tempio di Hera, il più antico dei templi di Paestum, e il Tempio di Atena, tutti risalenti al VI e V secolo a.C.
Anche se non si è conservato bene come i 3 templi precedenti anche l’anfiteatro romano merita di essere visto.
E’ bellissimo anche solo passeggiare intorno alle mura fortificate e all’interno del Parco Nazionale del Cilento che circondano l’area.
Da non perdere anche il Museo Archeologico che si trova al suo interno, dove potrai vedere tantissimi reperti emersi dai vari scavi, un vero tuffo nella Magna Grecia.
A questo link puoi trovare tutte le informazioni sui costi e le modalità di accesso sia al sito archeologico di Paestum, sia a quello di Velia e acquistare direttamente i biglietti di ingresso.
Puoi trovare tour organizzati e visite guidate anche sul sito di Get your Guide
Pisciotta, il borgo incastonato tra le colline del Cilento che incanta con la sua atmosfera senza tempo
Pisciotta merita di essere vista sempre, ma se ci arrivi al tramonto o la sera, ti godi lo spettacolo di vederla illuminata.
La strada che ti porta a Pisciotta è tanto panoramica quanto tortuosa e parcheggiare l’auto non è per tutti, ma ne vale veramente la pena. Il borgo è incantevole e rientra meritatamente tra i “Luoghi del Cuore FAI“.
Dal paese si può godere di un bellissimo panorama sui tetti, le case, la valle e fino al mare.
Il centro storico di Pisciotta, di stampo medievale, è un gioiellino perfetto per una passeggiata serale estiva, dove ti perderai alla scoperta delle sue stradine acciottolate, che si snodano tra case in pietra e archi antichi, vecchie botteghe, piazzette, chiese e palazzi d’epoca.
Nel suo centro storico potrai visitare luoghi storici come la Chiesa Madre di Santa Maria Assunta, la Chiesa di San Pietro e Paolo, il Palazzo Marchesale Pappacoda, la piazzetta del cannone e la Cappella di San Michele Arcangelo.
Se sei un amante dell’olio d’oliva come noi, sappi che dai tanti ulivi della zona si ricava un olio pregiato, che è uno dei più rinomati della tradizione locale.
E per gli amanti dei gatti ti svelo che i gatti di Pisciotta sono parte integrante di ogni vicolo o piazza, ce ne sono veramente ovunque.
Per chi volesse anche farsi un bagno e godere del mare del Cilento, in pochi minuti puoi raggiungere Marina di Pisciotta.
Credo fermamente che per scoprire un luogo nella sua essenza, bisogna anche assaggiare le sue specialità e piatti tipici. Colpiti dalle ottime recensioni e dal posto molto suggestivo, tra i vicoli e le mura, decidiamo di cenare alla Cantina Lamadè.
Abbiamo mangiato una delle parmigiane più buone della storia, cibo genuino e tradizionale…assaggia le alici di Menaica, sono buone in tutti i modi, i loro dolci come i fichi secchi farciti o il gelato locale, veramente superbo.
Palinuro: un tuffo dove l’acqua è più blu, tra grotte e fortificazioni
Palinuro è sicuramente uno dei luoghi più iconici e conosciuti della costa cilentana ed è la più estesa cavità rocciosa di Capo Palinuro.
Devi sapere che il suo promontorio roccioso a picco sul mare e la bellezza delle sue grotte e insenature ha ispirato il poeta Virgilio, che in un passo dell’Eneide narra del nocchiero di Enea, Palinuro, dal quale la città del Cilento prende il nome.
Dopo aver trascorso qualche ora di relax e bagni nella Spiaggia della Marinella, decidiamo di godere delle bellezze del luogo, le principali raggiungibili unicamente via mare, con una bella gita in barca, acquistata direttamente da un info point della spiaggia. Ci sono un sacco di corner in paese che vendono gite ed escursioni di diverso prezzo e durata. I prezzi non differiscono di molto, ma se per caso non sei certo di quando farlo, sappi che puoi farlo anche direttamente dalla spiaggia con relativamente poco preavviso.
La barca è il mezzo ideale per ammirare le bellezze della costa frastagliata, per fare i tuffi nei punti dove il mare è più turchese e per visitare alcune delle grotte di Capo Palinuro, tra queste la famosa e bellissima Grotta Azzurra.
La maggior parte delle escursioni prevede l’ingresso della barca direttamente dentro la grotta. Quindi se soffri di claustrofobia o temi un pochino il buio della grotta, questa esperienza non fa per te.
Se però riesci a entrare vedrai com’è spettacolare e suggestivo l’effetto prodotto dall’azzurro intenso che illumina la grotta, così come la presenza di stalattiti e stalagmiti calcaree (ce n’è una in particolare che ricorda la testa di un delfino).
Tra un bagno e un tuffo è bellissimo ammirare la costa frastagliata, le varie calette e grotte minori. Un’esperienza davvero unica. E se anche tu come me temi un po’ il profondo blu, qui l’acqua è talmente trasparente che puoi prendere coraggio ed entrare a nuoto in alcune grotte. Vedrai un’infinità di pesci di tutti i colori.
La sera ceniamo a Palinuro nel ristorante “Degustiamo Cilento”; un po’ troppo turistico per i nostri gusti, ma tutto sommato non abbiamo mangiato male e il personale è stato molto gentile.
Il nostro itinerario di 3 giorni in Cilento è giunto al termine e spero di averti dato qualche spunto interessante per organizzare un ponte o un weekend lungo in questo territorio così ricco e variegato, visitabile in ogni periodo dell’anno.
Se hai bisogno di ulteriori informazioni o di aiuto per organizzare un tuo viaggio o weekend scrivimi a francesca@puntidiviaggio.it e seguimi su Instagram per rimanere aggiornato/a sui miei spostamenti.
IL VIAGGIO CONTINUA…IN BASILICATA
In questo articolo sono presenti link in affiliazione con siti e piattaforme che offrono prodotti e servizi di viaggio.
Questi link sono stati inseriti per aiutarti a prenotare una struttura, un servizio come un tour o un’attività in loco, un’auto a noleggio, un’assicurazione di viaggio, ma non comportano alcuna maggiorazione nel prezzo finale che andrai a pagare se prenoti o acquisti tramite questi link.
Queste affiliazioni mi aiutano a tenere vivo il progetto Punti di Viaggio.
