Viaggio nel Marocco del Sud tra villaggi berberi, deserto e gole, partendo da Marrakech

Il Marocco del Sud è un territorio autentico e di grande fascino, sia per le sue bellezze naturali, sia per i suoi colori e paesaggi che ti sorprendono e ti lasciano il segno. 

Ait Ben Addou
Ait Ben Addou

Un viaggio che attraversa così tanti paesaggi, luoghi, dalla città, alla montagna, ai canyon scavati dalle montagne, fino al deserto, è davvero difficile da descrivere. Mi sento di dire che il Marocco non si descrive, si sente.

Il vento del deserto, l’inaspettata pioggia di Marrakech, la neve del passo di Tizi n’Tichka, il profumo delle spezie, del tè alla menta, i gatti, le tajine, il cous cous, i colori…i colori sono qualcosa di indescrivibile in questo Paese e nemmeno le foto possono fare loro onore. 

Se c’è una cosa che mi è rimasta impressa di questo viaggio è stata proprio la varietà di colori che i miei occhi hanno visto: da quelli della terra, delle mura delle città, dei mosaici e dei decori architettonici,  dei tramonti e delle albe, delle rocce, delle spezie, a quelli degli abiti, dei copricapi, dei tappeti, dei gioielli, dei quadri e sì, anche dei portoni e dei gatti!

L’itinerario che ti racconto in questo articolo ti porterà a esplorare Marrakech,  la Strada delle Mille Kasbah, la Valle delle Rose, le gole del Dades e del Todra, il villaggio delle ceramiche di Tamegroute fino al deserto di Merzouga.

Tabella dei Contenuti

Riepilogo Viaggio

TIPOLOGIA VIAGGIO: Viaggio di gruppo on the road

QUANDO: Dicembre/Gennaio (Capodanno incluso)

DURATA: 8 giorni

MEZZO: Aereo + Pulmino privato

TIPOLOGIA ALLOGGIO: Hotel 2 -3 stelle

COSTO TOTALE A PERSONA: circa 1.700,00 €

Curiosità e informazioni utili per organizzare un viaggio in Marocco

Se stai pensando di intraprendere un viaggio in Marocco, ti do alcune informazioni utili ed essenziali che ti possono aiutare nell’organizzazione, nella pianificazione delle tappe e degli spostamenti.

Una prima informazione utile:

La prima lingua ufficiale del Marocco è l’arabo marocchino “Darija” e, dal 2011, l’Amazigh, il berbero.

La principale lingua straniera invece, visto il suo passato coloniale, è il francese, che è molto diffuso come lingua amministrativa, commerciale e nelle scuole.

Considera quindi che non tutti  nei vari luoghi che visiterai e nelle città conoscono e parlano l’inglese.

Documenti necessari

Per poter entrare in Marocco ti basta il passaporto italiano con validità residua di almeno 6 mesi.

Non serve un visto turistico e puoi rimanere nel paese fino a 90 giorni per motivi di turismo o affari.

All’arrivo in aeroporto, i controlli sono abbastanza rapidi, ma ti chiederanno la provenienza, che lavoro fai e il nome dell’hotel dove pernotterai la prima notte.

Come raggiungere il Marocco e quando è meglio andare

passo tizi n tichka
Le montagne innevate dell'Alto Atlante

Negli ultimi anni il Marocco ha conosciuto un boom dal punto di vista turistico e ci sono sempre più voli diretti, e spesso anche low cost, per le principali città del Paese come Marrakech, Casablanca, Fes, ecc. Io sono partita da Treviso con volo diretto, di poco più di 3 ore, per Marrakech.

Come per la grande maggioranza di destinazioni, i periodi migliori per andare in Marocco sono sicuramente la primavera e l’autunno. In queste stagioni il clima è più mite.

Nei mesi di dicembre e gennaio, può fare anche molto freddo e il meteo è più variabile…sono riuscita infatti a beccare la pioggia a Marrakech e a vedere la neve sulle montagne dell’Atlante. 

Non ci sono mai stata d’estate, ma dai racconti di chi c’è stato e delle guide locali, può fare veramente molto caldo e l’esperienza nel deserto può essere sconsigliata.

L’inverno invece, è ideale per vivere un’esperienza nel deserto; può fare molto freddo di notte, ma di giorno le temperature sono molto gradevoli e il caldo sole ti riscalderà dopo il freddo della notte.

Se pensi di voler trascorrere una notte nel deserto, portati tutto l’occorrente come abbigliamento termico e scarpe comode.

Quindi, come è consigliabile sempre fare, dai un’occhiata al meteo prima di partire, e informati sulle temperature previste e le eventuali perturbazioni. 

Il Marocco è un Paese sicuro?

Purtroppo spesso e volentieri ci lasciamo influenzare dagli stereotipi che abbiamo nei confronti di questo popolo o da qualche evento di cronaca legato a rapimenti, attentati, ecc. e siamo portati a pensare che il Marocco sia una destinazione a rischio o poco sicura. 

Come per ogni viaggio e destinazione bisogna viaggiare informati e sapere dove si può andare tranquillamente e dove invece è sconsigliato, come per esempio il confine con l’Algeria e la Mauritania o la zona del Sahara Occidentale, o molto più banalmente avventurarsi da soli in zone isolate o nelle medine la sera. Alcuni tipi di escursioni poi vanno fatte con guide locali e non da soli.

Visto che siamo in un Paese a prevalenza araba, ti consiglio di  prendere in considerazione  gli accorgimenti da adottare, di rispettare i loro usi e costumi e alcune regole basilari sull’abbigliamento, soprattutto se sei donna e magari viaggi da sola.

Un po’ di attenzione va fatta sicuramente all’interno delle Medine, sia per l’invadenza e insistenza dei mercanti e dei venditori, sia perché sono dei veri e propri labirinti, dove spesso Google Maps non prende (e ti consiglio di scaricare invece Maps.me che prende meglio).

Evita anche di fotografare i mercati, gli oggetti che espongono, le persone, non è cosa molto gradita.

Per il resto valgono le normali precauzioni e attenzioni che useresti in qualsiasi altro paese al Mondo. 

Ricordati di avere sempre anche una fotocopia del passaporto, non si sa mai!

Ti consiglio sempre e comunque di consultare il sito Viaggiare Sicuri per essere aggiornato in tempo reale su eventuali rischi o calamità e di registrare il tuo viaggio nel sito dovesiamonelmondo.it del Ministero degli Affari esteri.

Come muoversi in Marocco?

Noleggiare un’auto in Marocco può sembrare sempre la strada più semplice e comoda, perché ti permette di muoverti in libertà e autonomia, ma potrebbe non rivelarsi la più furba e “tranquilla”.

Per il traffico di alcune zone e città, per una guida comunque diversa dalla nostra, per le strade non sempre in ottimo stato, per la segnaletica che non è sempre è chiara e immediata.

Da non trascurare anche un altro aspetto: ci sono tanti posti di blocco e la Polizia locale ferma spesso e volentieri.

In una settimana ci hanno fermato 4 volte (più di quanto io sia mai stata fermata in tutta la mia vita in Italia!). Controllano se hai la cintura e spesso, a detta del nostro driver, cercando un cavillo per metterti una multa e poi magare contrattare per farci dei soldi. Meglio dire sempre che non si hanno contanti! Sono convinta che, se il guidatore è uno del posto, siano più clementi e lascino correre più facilmente.

Può anche capitare, ma questo ha anche il suo lato divertente e folcloristico, che quando ti fermi con la macchina ci sia qualche ragazzo che vende datteri o che, in cambio di una foto con il suo iguana, ti chieda qualche Dirham.

Affidarsi a un driver privato è una soluzione molto utilizzata  e secondo me anche quella più strategica se si vogliono fare itinerari di più tappe, magari arrivando fino al deserto. 

Ovviamente il costo è maggiore rispetto all’auto o al treno, ma sicuramente si viaggia più sereni, spensierati e si ottimizzano di più i tempi.

Il nostro driver si chiamava Khalid, della SANIKEL TOURS ed è stato super gentile e super disponibile. 

Se deciderai di voler noleggiare un’auto all’aeroporto, sappi che la guida è a destra, come in Italia, e che ti basterà la patente B italiana. La benzina e il gasolio cotanon meno rispetto all’Italia, circa 1,29 € al litro la benzina e 1,08 €€ al litro il gasolio.

Che moneta circola in Marocco?

La moneta locale è il DIRHAM MAROCCHINO, che trovi abbreviato come MAD.

Verifica sempre il cambio corrente prima di cambiare del denaro.

Se hai bisogno di cambiare contante in moneta locale recati nei money change in città, non farlo all’aeroporto, lì il cambio è sempre meno favorevole. Se atterri a Marrakech ti consiglio di cambiare dove ci ha portato la guida il primo giorno, all’Hotel Ali nella piazza Jemaa el Fna.

Nella maggior parte dei ristoranti ed esercizi sono accettate le carte di credito e i bancomat, ma assicurati di avere sempre un po’ di contanti con te, soprattutto se intendi andare a fare shopping nei suq (bazar/mercati) delle città o nelle bancarelle situate vicino ai siti storici.

Preparati a contrattare sempre, su tutto, soprattutto nei mercati locali. Non accettare MAI il primo prezzo che ti fanno, sappi che possono scendere di molto pur di venderti la loro merce.

Corrente elettrica e Internet

In Marocco, negli hotel e nelle principali località turistiche, le prese di corrente hanno un voltaggio di 127/220 Volt a 50 Hz, le prese sono di tipo C ed E e sono quindi compatibili  con quelle italiane. Per non rischiare però, se ce l’hai, ti consiglio comunque di portarti un adattatore universale. Nella maggior parte degli hotel, ristoranti, locali e attrazioni turistiche potrai usufruire del WI-FI, se però vuoi essere più autonomo e rimanere sempre connesso, soprattutto per usare le mappe, puoi informarti prima con il tuo operatore per attivare la tariffa per il Marocco o acquistare una SIM card all’aeroporto o in un negozio. Io ho scelto di attivare una E-SIM per una settimana e ho scelto Airalo, per soli 14,00 € per 3 GB utilizzabili in 7 giorni. Puoi scegliere infatti la tariffa in base ai giorni di permanenza. Controlla prima però se il tuo cellulare supporta la E-Sim. I cellulari più vecchi solitamente non la supportano. Una volta scaricata l’app e acquistato il pacchetto, l’installazione è molto semplice e intuitiva, ti basterà poi disattivare i dati sulla Sim principale e impostarli solo sulla E-Sim.

Cosa mangiare in Marocco: ecco i piatti da provare durante il tuo viaggio

La cucina marocchina è un vero e proprio viaggio nei profumi e nei sapori. 

Premetto che sono una che, fortunatamente, mangia di tutto e quindi non ho mai problemi ad adattarmi alle cucine locali, assaggio e provo di tutto e posso dire a gran voce che la cucina marocchina avrà sempre un posto speciale nel mio cuore.

Come avevo riscontrato anche nel mio viaggio in Giordania, in queste culture il cibo è condivisione, un momento importante che unisce le persone.

Ogni piatto per me è stata un’esperienza sensoriale e di gusto: dal cous cous pieno zeppo di buonissime verdure (niente di paragonabile ai cous cous che mangiamo in Italia), il piatto simbolo delle festività, alle tajine con vari tipi di carne, frutta secca, verdure (non troverai ovviamente il maiale, ma manzo, pollo e agnello) e le uova, agli spiedini di pollo o agnello, all’omelette berbera, all’insalata e alla zuppa marocchina. Ecco le uova ci sono spesso e volentieri, anche a colazione, spesso a base di Baghrir (crepes e pancake).

E non dimentichiamo una cos di cui ho letteralmente abusato: il pane marocchino

E’ buonissimo e non riesci a fermarti. Chiamato anche batbout è tipico del Nord Africa, in particolare della cucina marocchina e diffuso in tutta l’area magrebina. E’ un pane leggero e sottile e lo mangi sia per accompagnare le pietanze, sia con le loro salse.

Nelle città più grandi, soprattutto a Marrakech, abbiamo trovato anche diverse pasticcerie piene di prelibatezze. I dolci marocchini sono fatti principalmente di farina, semolino, noci, miele, cannella e zucchero. 

Gli alcolici come del resto in tutti i Paesi arabi, sono abbastanza difficili da trovare. Sicuramente non li troverai nei ristoranti e nei locali. In qualche supermercato più grande come Il Carrefour però vendono vino, birra e super alcolici, quindi non temere!

Troverai invece facilmente il , che definirei la bevanda nazionale del Marocco e che accompagna tutti i momenti della giornata, dai cibi dolci a quelli salati, a una pausa di relax, all’aperitivo, al digestivo. A Marrakech non mancano le tea room dove sorseggiare un buon tè con qualche biscottino.

Il tè è un vero e proprio culto, con gesti e ritualità che si tramandano dal passato.

Scordati invece il caffè come lo intendiamo noi, a parte qualche rara eccezione in cui sono riuscita a bere un espresso, nella maggior parte dei casi è una brodaglia allungata, che sa vagamente di caffè, e che a volte viene anche aromatizzata con spezie come lo zenzero, che la rendono quasi imbevibile. 

Per l’acqua invece valgono le regole base da seguire nei paesi con standard igienico-sanitari diversi dai nostri: evita di lavarti i denti con l’acqua corrente, usa sempre bottigliette sigillate, evita se puoi verdura cruda e bevande con il ghiaccio.

Te alla menta marocchino
Il rituale del te alla menta marocchino

Io onestamente, come ho sempre fatto in tutti i Pesi che ho visitato (spero di non tirarmela scrivendo così!) ho bevuto e mangiato un po’ di tutto e mi è sempre andata bene, ma se sai di essere un pochino sensibile non sfidare il destino, rischieresti di rovinarti il viaggio! A scopo precauzionale portati sempre e comunque dei fermenti e delle medicine ad hoc per questo tipo di inconvenienti. Meglio poi farli scadere nel cassetto che trovarsene sprovvisti!

Il costo medio di un pasto è sempre molto contenuto. Anche quando ti sembra di aver mangiato un po’ di più, non spendi mai più di 10,00/12,00 €. E se ti adatti a mangiare nei mercati o nei take away della medina, puoi cavartela anche con 2,00 € o 3,00 € (ma a tuo rischio e pericolo diciamo!)

MARRAKECH: cosa vedere in 2 giorni nella città rossa del Marocco

Tramonto a Marrakech
Tramonto a Marrakech

Il nostro viaggio è iniziato e terminato a Marrakech e devo dire che 2 giorni pieni sono sufficienti per vedere le principali attrazioni della città.

Marrakech, la città rossa del Marocco, così detta per il colore dei suoi edifici, è un mosaico di colori, profumi e tradizioni.

E’ considerata la perla del sud del Marocco e ti incanta e conquista a prima vista.

Non ci si stanca mai di esplorare i suoi suntuosi palazzi, capolavori dell’architettura ispano-moresca, di passeggiare nei suoi giardini lussureggianti, di perdersi tra i labirinti della sua medina, di assaggiare le sue prelibatezze e di bere un buon te alla menta marocchino in una delle sue terrazze.

Puoi anche scegliere di fare un tour guidato della città con Get your Guide

Ecco cosa vedere e cosa fare a Marrakech in 2 giorni

Il museo di Marrakech, esempio di architettura moresca classica, con fontane nel cortile centrale, aree salotto tradizionali, un hammam e intricate piastrelle e sculture.

I giardini Majorelle, un complesso di giardini botanici e paesaggistici dai colori sgargianti e dalle piante rigogliose.

Cosa vedere a Marrakech: la Piazza Jamaa el Fna, il cuore pulsante della città

E’ difficile descrivere una piazza così grande e così piena di vita.

Passeggiando senza meta passi dai venditori ambulanti, agli incantatori di serpenti, alle scimmie col tutù, alle donne che ti fermano per tatuarti la mano con l’henné, al via vai di turisti e gente del luogo, a persone che giocano, suonano, agli artisti di strada che intrattengono i passanti. 

Un mix di suoni, colori, aromi, gente e situazioni di ogni genere.

In una visita a Marrakech non può quindi mancare un’immersione nella magia e nel folclore della piazza Jamaa el Fna.

Occhio solo a non soffermarti troppo a guardare chi sta facendo cosa, perché in un batter d’occhio viene a chiederti dei soldi.

Il cibo e i ristoranti della piazza non sempre sono la miglior scelta. Noi abbiamo mangiato al Cafè Restaurant Argana, su suggerimento della guida, ma non siamo rimasti contenti; locale super turistico, caro rispetto alla media e con cibo non freschissimo. All’interno della Medina c’è molta più offerta e opzioni più tipiche ed economiche. Vale la pena solo per la bellissima terrazza panoramica sulla piazza.

L’ultima sera invece abbiamo mangiato nella Medina, al ristorante Dar Chef e abbiamo provato anche la carne di dromedario. Vuoi sapere da cosa sa e se mi è piaciuta? Non lo so, era talmente tanto coperta dal limone e dalle spezie, che poteva essere qualsiasi cosa!

Cosa vedere a Marrakech: la Koutoubia, la moschea più importante della città

La Moschea di Koutoubia rappresenta uno dei simboli della città per la sua importanza storica e architettonica ed è sicuramente uno dei più facilmente visibili e riconoscibili, visti i 70 metri del suo minareto, il più antico dei tre minareti almohadi al mondo. 

L’ingresso non è concesso ai non musulmani, ma vale la pena visitarla dall’esterno e  alzare gli occhi all’insù per ammirarla, soprattutto di notte.

Da qui sentirai più volte al giorno il suono e il richiamo alla preghiera.

Moschea LA Koutobia Marrakech
La moschea Koutoubia

Cosa fare a Marrakech: entrare nel labirinto dei Souk della Medina

Visitare i souk di Marrakech è un’esperienza davvero unica, che ti permette di entrare pienamente nella cultura marocchina.

I souq sono dei veri e propri labirinti pieni di vita, colori e profumi. Sono organizzati in 18 sezioni, ognuna specializzata in una tipologia di prodotti come gioielli, ceramiche, tappeti, spezie, rame, legno, ecc.

Puoi iniziare il tuo percorso dall’imponente Porta Bab Agnaou, una delle più simboliche della città.

I souq non sono un semplice mercato, ma un vero tuffo nella vita quotidiana di Marrakech, dal macellaio a cielo aperto, agli artigiani delle concerie, delle ceramiche, ai produttori di tappeti.

A ogni angolo ti coglierà un profumo diverso, dal cumino, allo zafferano, allo zenzero, agli olii essenziali.

Mi raccomando occhio ai motorini che scorrazzano con grande maestria tra i vicoli e ricordati: DEVI CONTRATTARE SEMPRE!

Il primo prezzo non è mai quello a cui acquisterai quel prodotto e anche questo fa parte degl gioco  e della loro cultura.

Cosa fare a Marrakech: visita il meraviglioso Palazzo Bahia

Il Palazzo Bahia, che abbiamo avuto la “fortuna” di visitare sotto la pioggia, nel nostro primo giorno a Marrakech, è un capolavoro dell’architettura e dell’arte marocchina, tra cortili e grandi saloni, appartamenti privati e giardini lussureggianti. E’ evidente il richiamo allo stile andaluso, ricorda infatti l’Alhambra di Granada.

Il Palazzo è stato costruito nella seconda metà del 19° secolo e ha la tipica forma del Riad. Per la sua decorazione sono stati contattati i migliori artigiani del Marocco e dell’Andalusia. 

Ospitava il Gran Visir Ba Ahmed, le sue 4 mogli e le 24 concubine. La guida ci ha raccontato che Maometto introdusse la poligamia per evitare la prostituzione e per fare più figli.
Nell’Harem i musicisti e i servitori erano ciechi o castrati, per evitare distrazioni e gelosie.
Nell’Harem di questo palazzo sono stati girati tanti film.

Alla morte di Ahmed Ben Moussa, il palazzo fu saccheggiato dalle concubine, che portarono via quasi tutto, per questo oggi è così vuoto al suo interno.

Possiede circa 150 stanze, tutte decorate in modo sfarzoso. 

Rimarrai incantato da:

  • i cortili lussureggianti. Il Riad è il giardino del paradiso con i 5 alberi del paradiso. Solo le famiglie borghesi ne avevano uno.
  • i soffitti in cedro intagliati, con motivi geometrici e floreali
  • le vetrate colorate
  • l’Harem storico
  • le coloratissime piastrelle tagliate a mano 
  • il Cortile d’Onore: il vero capolavoro con il pavimento realizzato con il marmo di Carrara, le 52 colonne con scanalature, le gallerie e le stanze per mogli e concubine (le mogli nelle singole e le concubine nelle doppie!).

La prediletta invece aveva il suo appartamento privato, con decorazioni e soffitti dipinti.

Il Palazzo è aperto tutti i giorni dalle 09:00 alle 17:00 ed è facilmente raggiungibile a piedi dalla piazza, in circa 15 minuti.

La visita con la guida dura circa un’ora e mezza.

Puoi acquistare i biglietti ( circa 9,00 € a persona) direttamente dal sito ufficiale del Palazzo o appoggiarti a un tour guidato

Ti consiglio però vivamente di visitarlo con una guida locale, che arricchirà la tua esperienza con aneddoti e storie che ti daranno anche tutto il contesto socio-culturale

Cosa fare a Marrakech: visita il Museo di Marrakech, capolavoro dell'architettura ispano-moresca

decorazioni Palazzo Bahia
Decorazioni del Museo di Marrakech

Il museo si trova nel vecchio Palazzo Mnebhi, un vero capolavoro dell’architettura ispano-moresca.


Al suo ingresso sarai colpito dall’imponente patio e dal suo lampadario in rame cesellato. All’interno si trovano tutti gli elementi essenziali dell’architettura moresca come l’hammam, le piastrelle colorate, le fontane.


Il museo è una vera e propria celebrazione dell’arte marocchina con collezioni di opere, ceramiche e gioielli.Il Museo di Marrakech è aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 16:45, tranne il martedì e puoi acquistare i biglietti direttamente on line. 

Il biglietto di ingresso costa 70 MAD, circa 6,50 €

Cosa fare a Marrakech: visita la Madrasa di Ben Youssef, la storica scuola islamica

Nel pomeriggio del nostro primo giorno a Marrakech, dopo un indimenticabile ed economicissimo “pranzo” (circa 1,50 €) in uno degli street food della Medina (chiudi gli occhi e vai in fiducia), visitiamo la bellissima Madrasa di Ben Youssef, uno dei luoghi più affascinanti della Medina.

La madrasa è stata una delle più grandi e importanti scuole del Nord Africa ed è ancora oggi un simbolo della grandiosità della cultura marocchina e patrimonio UNESCO.
Fu fondata nel XIV secolo e fu dedicata all’emiro almoravide Ali Ibn Yusuf. La sua veste attuale fu commissionata dal sultano Al Ghalib.
Nelle sue 130 stanze poteva ospitare fino a 1000 studenti provenienti da varie parti del Marocco e del Nord Africa. Alcuni dei ragazzi che frequentarono questa scuola divennero poi personaggi importanti nel Paese.

Passeggiando tra le sue stanze e cortili e salendo al piano di sopra, farai un vero e proprio tuffo nella vita quotidiana di questi studenti. Rimarrai affascinato dalle decorazioni di tipo floreale e geometrico, dai mosaici e dal suo bellissimo cortile centrale usato per le abluzioni (purificazioni) e per un momento di pace e riflessione.

La madrasa è aperta tutti i giorni dalle 09:00 alle 19:00.
Il costo del biglietto è di circa 50 MAD, circa 5,00 €

Puoi acquistare i biglietti direttamente on line o all’ingresso.

Madrasa di Ben Youssef
Madrasa di Ben Youssef

Concludiamo in bellezza il nostro primo giorno di visita alla città con un tè alla menta nel rooftop di un locale, (Personalmente, per un tè con vista, ti consiglio Ayaso) con il richiamo alla preghiera in sottofondo e un cielo indescrivibile davanti ai nostri occhi.
Quindi diciamo che, nonostante la pioggia, non ci siamo fatti mancare nulla.
Se piove preparati a infangarti e sporcarti perché le strade e i vicoli hanno spesso terra e argilla rossa. All’interno dei Souq della Medina poi, anche se al coperto, cadono gocce e ti bagni comunque!

Altri musei e luoghi consigliati, ma che io non ho visitato, sono: Le Jardin Secret (che la guida ci ha sconsigliato per il costo) e il museo della Fotografia.
Per questioni di tempo non abbiamo visitato nemmeno le tombe Saadiane, ma credo onestamente che ne valesse la pena.

Cosa fare a Marrakech: visita i Giardini Majorelle, un tripudio di fascino e colori

Il nostro secondo giorno a Marrakech abbiamo visitato i GIARDINI MAJORELLE
La nostra visita è stata disturbata da un forte vento, ma i nostri occhi hanno potuto godere comunque dei suoi colori e dell’enorme varietà di piante esotiche, palme, cactus. Molto pittoresco anche il piccolo laghetto e i suoi effetti di luce.
Il giardino fu ideato e creato dal pittore Jacques Majorelle negli anni 20 e fu poi riscoperto e riportato al suo stato attuale da Yves Saint Laurent e Pierre Bergé.

Trovi poco distante anche il MUSEO di YVES SAINT LAURENT
Il colore predominante in tutto il giardino è il blu, conosciuto appunto come il Blu Majorelle.
All’interno dei giardini trovi anche il THE PIERRE BERGÉ MUSEUM OF BERBER ARTS, che presenta una panoramica della creatività dei berberi (Imazighen), la popolazione più antica del Nord Africa.

Il giardino è aperto tutti i giorni dalle 08:30 alle 18:00

Nel sito ufficiale puoi scegliere se acquistare il biglietto singolo o quello combinato che ti permette di vedere sia i giardini sia i due musei. Il biglietto per i soli giardini costa 15,00 €

Cosa fare a Marrakech: Hammam o shopping compulsivo?

Dopo la visita ai giardini Majorelle abbiamo optato per un pranzo speciale, non molto distante, nel distretto di Gueliz, nel ristorante Amal Gueliz Center. Il ristorante è gestito da sole donne ed è frutto di un progetto che aiuta donne in situazioni di difficoltà a imparare diverse attività come ad esempio cucinare.
I loro piatti tradizionali sono tutti realizzati con prodotti freschi e locali e pranzando da loro (il ristorante è aperto solo a pranzo), supporti anche la loro missione e attività.
Il locale ha un bellissimo giardino esterno, è molto curato e al suo interno puoi ammirare anche le loro realizzazioni.

Se ci vai di venerdì ti consiglio di prenotare perché è il giorno del cous cous.

Dopo il buonissimo pranzo, io ho scelto di perdermi nei Souq della Medina per un pò di sano shopping e contrattazione, ma per qualche ora di relax e per provare un’esperienza unica e tipica di queste zone, ti suggerisco di fare un Hammam.
Un mix tra bagno turco, scrub, massaggio e purificazione.

Ce ne sono di vari prezzi e tipologie, quelli più rinomati hanno anche delle terrazze panoramiche con vista.

Trova quello che fa per te e prenota dal sito o chiamando la struttura. Puoi scegliere vari pacchetti, anche il solo massaggio se non te la senti di fare lo scrub e la purificazione, e nel centro ti forniranno tutto il necessario.

➡️Consigli utili e curiosità su Marrakech

  • Se desideri acquistare prodotti di bellezza locali come l’olio di argan, i saponi, l’olio di fichi d’India (particolarmente rinomato), ti consiglio un super negozio, sicuramente più caro, ma con prodotti di qualità e bio: BLOTY
  • Se vuoi un Souq un pò meno caotico e più stile “centro commerciale”, ti consiglio ilSouk Ensemble Artisanal”, a una decina di minuti dalla piazza principale.
  • Lì vicino puoi anche fare una passeggiata nei Jardin Arsat Moulay Abdessalam, molto meno caotici di quelli in città. 
  • A Marrakech i bidoni della spazzatura sono quasi inesistenti (chissà dove la buttano!)
  • Se ami il melograno, troverai diversi baracchini che ti preparano l’estratto puro, sul momento, a 1,5 € circa, spremendo ben due melograni interi (senza aggiunta di acqua!)

Da Marrakech a Ourzazate attraversando le montagne dell'Atlante e le antiche Kasbah

Montagne dell'Alto Atlante

Lasciamo Marrakech e iniziamo la nostra discesa (anche se prima si passa per una salita e per un passo di montagna) verso Sud, in direzione di Ait Ben Addou.

La strada che da Marrakech ti porta ad Ait Ben Haddou è essa stessa un viaggio con i suoi paesaggi mozzafiato e le montagne dell’Alto Atlante.
Chi se lo aspettava di calpestare la prima neve dell’inverno in Marocco!
Il passo di Tizi-n-Tichka, dove ci siamo fermati a fare qualche foto e a godere del panorama, è il passo più alto del Marocco e si trova a 2260 metri di altitudine, e rappresenta un importante valico che collega Marrakech a Ouarzazate.
Il nome “Tizi n’Tichka” significa “valico dei pascoli” e può farti immaginare la vastità e la bellezza del luogo.
 
La strada che collega Marrakech a Ourzazate fino al deserto di Zagora è anche detta “La strada delle mille Kasbah” ; la maggior parte è in rovina, ma trovi anche quelle meglio conservate di tutto il Marocco.

Cosa vedere ad Ait-Ben-Addou tra storia e cinema

Ait Ben Addou
Ait Ben Addou
Se stai pianificando un itinerario nel sud del Marocco, Ait Ben Haddou è una tappa irrinunciabile.

Per quanto mi riguarda è stato uno dei posti che mi ha sorpreso ed emozionato di più.

Ait Ben Haddou si trova a circa 180 km da Marrakech e a 30 km da Ourzazate, oltre le montagne dell’Alto Atlante.

L’affascinante villaggio fortificato, con la sua architettura e la sua storia antica, è stato dichiarato patrimonio UNESCO nel 1987 ed è stato set cinematografico di diversi film. Giusto per fare alcuni nomi: il Gladiatore, Lawrence d’Arabia, Il Trono di Spade.

Il paesaggio di cui si gode da lassù è davvero unico e ti permette di vedere da vicino un’antica Kasbah.
Sembra quasi finto, sospeso nel tempo. Un incontro tra bellezza, storia antica e deserto.

Per raggiungere il villaggio dovrai “guadare” il fiume mettendo alla prova la tua agilità e il tuo equilibrio (ci sono dei sacchi di sabbia sul fiume su cui appoggiare i piedi)…in realtà c’è anche un comodo ponte, ma vuoi mettere l’avventura?

Come la maggior parte delle Ksbah anche Ait Ben Addou è stato costruito in una posizione strategica, rialzata, vicino all’acqua e all’interno della fortezza (Ksar) dove si trovano le varie Kasbah costruite in Pisé (una miscela di terra e paglia).

Per arrivare alla sua cima camminerai tra i suoi vicoli, rampe, passaggi segreti, piccole botteghe e Kasbah ristrutturate.

Non c’è un percorso unico per arrivare alla cima, lasciati ispirare dal tuo istinto e dalla via che ti ispira di più. Prima di arrivare alla vetta troverai diverse terrazze panoramiche dove scattare qualche foto.

In cima al colle troverai la parte meglio conservata del villaggio e un paesaggio davvero mozzafiato tra palmeti e deserti. Una bellezza che definirei cruda e silenziosa.

👉CONSIGLIO: se arrivi per ora di pranzo fermati al ristorante TIGHRAMETE;  se ti siedi nei tavoli fuori, puoi godere di una vista incredibile sul villaggio. E abbiamo mangiato un ottimo cous cous.
Indossa scarpe comode, perché ci sono tante scale e sassi.
Puoi visitare il villaggio da solo, con un auto a noleggio, o con un tour organizzato; con i mezzi è un po’ più complicato, devi comunque trovare un bus collettivo che da Ourzazate ti porta al villaggio.

Lo splendore architettonico della Kasbah de Taourirt

Il nostro viaggio procede verso Ourzazate, la Hollywood marocchina, e l’ultima tappa della nostra giornata è la sua più iconica e grande attrazione: la Kasbah di Taourirt, una delle meglio conservate e più importanti di tutto il Marocco per la sua posizione strategica.

Kasbah è una parola che viene dall’arabo qasaba che significa appunto cittadella.
La Kasbah ospitava un tempo la potente famiglia Glaoui ed era un importante centro per il commercio.

Il giro al suo interno è davvero molto suggestivo e ti offre uno sguardo sullo stile di vita del tempo. Camminando tra le sue stanze potrai vedere le costruzioni di argilla, le antiche mura, le torri merlate, il labirinto di corridoi e scalinate.
Le guide locali fuori dalla Kasbah cercheranno di convincerti che ti perderai al suo interno senza di loro, ma in realtà non è così. Sicuramente con la guida scopri qualcosa in più sulla storia antica, ma è visitabile anche da soli.
Il contrasto tra il colore delle antiche mura e il cielo a volte è quasi accecante.

Una parte della Kasbah è con accesso libero (è dove vivono ancora delle famiglie), mentre l’altra prevede il pagamento di un biglietto ed è quella meglio conservata.

Una volta arrivato al piano superiore e aver esplorato le varie stanze con soffitti intagliati, piastrelle zellij colorate, reperti e oggetti di artigianato, potrai godere di un panorama a 360° su Ourzazate, il deserto e i palmeti.

Dopo le foto di rito con la scritta OURZAZATE sullo sfondo, nella nostra serata ci concediamo una buonissima cena al ristorante La Gironde, con un ottimo rapporto qualità-prezzo.

👉 Per secoli Ourzazate fu un crocevia per le carovane dirette a Timbuctu. A partire dagli anni 50 divenne set cinematografico di diversi film. Per gli appassionati del genere vi consiglio di visitare gli Atlas Film Corporation Studio, a soli 5 km dal centro.

Gli Studios sono visitabili con un tour guidato.

La Kasbah di Amridil: un tuffo nella storia più antica del Marocco

Kasbah di Amridil
Kasbah di Amridil

Il giorno seguente raggiungiamo di prima mattina l’imponente Kasbah di Amridil, situata a Skoura, a 40 K da Ourzazate, nel cuore della valle del Draa.

Sarà per la sua imponenza, sarà per il fatto di averla visitata con una guida locale, ma è in assoluto quella che mi ha colpito di più.

La Kasbah Amridil è una delle poche restaurate, che ospita al suo interno un museo.

Fu costruita nel XVII secolo e abitata fino alla metà circa del XX secolo.

E’ un’altra delle Kasbah meglio conservate e più antiche del Marocco ed è riportata nelle banconote da 50 Dirham.
Anche qui sono stati girati diversi film e trasmissioni come Pechino Express.
Le torrette e i cortili sono talmente belli da sembrare finti.

La nostra guida, con i suoi “colorati” racconti sugli usi e costumi, sugli attrezzi e gli utensili del tempo, ci ha fatto fare un vero e proprio tuffo nella storia e nella cultura del Marocco. Sono ancora visitabili le camere da letto, l’hammam, le attrezzature con cui producevano i mattoni o dove cucinavano il cous cous.

Dopo aver salito tutte le scale e attraversato i vari corridoi, raggiungi la terrazza panoramica, dove potrai godere di una vista davvero mozzafiato sul palmeto di Skoura e sulle montagne dell’Atlante.

Dopo il devastante terremoto del 2023, il re del Marocco Mohamed VI ha stanziato diversi fondi per il suo restauro e oggi la puoi godere in tutta la sua bellezza.

Le due parti della kasbah di Amridil hanno due ingressi separati, uno per la parte principale e uno per il Riad e sono entrambi a pagamento (circa 4,00 € ciascuno), a cui devi aggiungere poi il costo della guida. Ne troverai diverse all’ingresso disposte ad accompagnarti.

👉CONSIGLIO: visitala con una guida locale e non perderti anche il suo bellissimo Riad, dove torna sempre il numero 5 dell’Islam (5 le piante, 5 le preghiere, ecc.)

Verso le Gole di Dades attraversando la Valle delle Rose

Valle delle Rose
I taxi rosa della Valle delle Rose

La nostra giornata procede sempre verso sud, in direzione delle Gole di Dades (Gorges du Dades).

Attraversiamo la Valle delle Rose, così chiamata per l’enorme produzione di rose (la rosa damascena originaria dell’Asia centrale), che vengono poi fatte essiccare e distillare per produrre diversi prodotti di bellezza come creme, olii, profumi e cosmetici di viario tipo.

Ogni primavera, la valle si trasforma in un tappeto di fiori rosa e attira turisti e amanti dei fiori da tutto il mondo.

Grazie alla loro ingente produzione sono uno dei principali fornitori per l’industria francese dei profumi.

Ci fermiamo a visitare la Cooperativa Rosamgoun, dove una ragazza molto gentile ci spiega tutto il processo.

Le rose vengono raccolte a mano ogni anno nei mesi primaverili, i petali vengono poi distillati per produrre in particolare l’olio di rosa che è molto pregiato e utilizzato.

Come visitare la Valle e le Gole del Dades

Gole del Dades
Gole del Dades

Le Gole del Dades si trovano nell’alta valle del fiume Dades e sono molto famose per i loro paesaggi spettacolari e le formazioni rocciose uniche nel loro genere.

Queste gole sono state scavate dal fiume Dades e possono raggiungere anche i 500 metri di altezza.

Ricordano in alcuni punti i canyon americani.
Tra le attrazioni più conosciute e fotografate ci sono sicuramente le “Dita delle Scimmie” (Doigts de Singes), che prendono il nome proprio dal fatto che ricordano la forma delle dita di una scimmia.
Noi abbiamo fatto il trekking con una guida della Morocco Trekking Guides, che in base al tempo e alla voglia di camminare può ideare itinerari di diverso tipo, difficoltà e lunghezza.

Per gli amanti del Trekking ci sono diversi percorsi da poter fare per esplorare la flora e la fauna locali, un bel mix di bellezze naturali, avventura e ricchezza culturale.

Dormiamo a Tinghir, che è il punto di partenza ideale l’indomani per vedere anche le Gole di Todra. 

A Tinghir ti stupiranno i palmeti lussureggianti, che spiccano dalla terra arida circostante. 

Gole di Todra: uno dei canyon più spettacolari del Marocco

Palmeto di Tinghir
Palmeto di Tinghir

Il giorno seguente, dopo un doveroso stop per ammirare il lussureggiante palmeto di Tinghir, tocca alle Gole del Todra che, insieme a quelle del Dades sono tra i luoghi più iconici e visitati del Marocco del Sud.

Le rocce a strapiombo sul fiume Todra sono le pareti ideali per chi fa arrampicata.
Cerca di arrivare presto al mattino per evitare tutti i bus turistici e l’enorme afflusso di gente.
La camminata che abbiamo fatto con la nostra guida è stata relativamente semplice, ma sempre molto suggestiva tra palme, fiume e una vegetazione rigogliosa e incontaminata.
In realtà però, per vedere solo le imponenti pareti rocciose, puoi arrivare con la macchina, parcheggiare dove possibile e camminare anche sulla strada asfaltata che costeggia il torrente.

Verso il deserto di Zagora passando per Alnif

Nel nostro viaggio versos il deserto, ci siamo fermati ad Alnif, è un piccolo villaggio nella regione Drâa-Tafilalet in Marocco. La strada che ti porta al paese è incredibile e piena di contrasti tra deserto dorato e aree verdi delle oasi.
Ci siamo fermati per pranzo e abbiamo fatto un giro nel mercato locale. E’ stata una reale immersione nella loro vita quotidiana e nelle loro tradizioni.

Ecco, invece di comprare le spezie a Marrakech, che non sempre sono realmente “locali”, se puoi e se passi da queste parti fermati a questo mercato.
Abbiamo pranzato in un bel posticino chiamato Le Gazzelle du Sud con terrazza esterna. In molti posti, soprattutto quando ci sono dei gruppi numerosi, usano la formula del nostro “menu fisso” portandoti un assaggio di tutto (cous cous, insalata, spiedini, ecc.). Ottimo rapporto qualità prezzo, diciamo che è difficile superare i 10,00 € a persona!

Escursione nel deserto di Erg Lihoudi e notte nel campo tendato

Dopo il nostro lauto pranzo ad Alnif, ci siamo diretti verso il deserto di Zagora.

Erg Lehoudi si trova nel deserto di Zagora, che è una porzione del deserto del Sahara situata nel sud-est del Marocco.

Questo deserto, insieme a quello di Merzouga, è famoso per le sue dune di sabbia color ocra e offre un’esperienza unica e indimenticabile! Ci sono diversi tour organizzati che ti portano a vivere questa esperienza di una notte nel deserto.

Era la notte del 31 dicembre, quale esperienza migliore di trascorrere la notte di capodanno nel deserto?

Arriviamo al punto di partenza della nostra passeggiata nel nel tardo pomeriggio, per raggiungere il campo tendato al tramonto con una camminata di circa 6 km (accompagnati da una guida locale). In realtà siamo arrivati un pochino lunghi e quindi l’ultima parte della camminata l’abbiamo fatta quasi al buio, ma il tramonto ce lo siamo goduti comunque e camminare sulle dune del deserto è veramente qualcosa di unico. Per chi lo voleva era disponibile anche una Jeep 4×4, che in pochi minuti ti portava al campo.

👉 CURIOSITA’: Il deserto di Zagora si trova non molto lontano dal confine con l’Algeria, confine che non è attraversabile via terra.

Guida del deserto di Zagora
Deserto Erg Lehoudi

Come funziona la notte nel campo tendato

Che tu sia in Giordania, in Egitto o, come nel mio caso, in Marocco, il DESERTO è immergersi nella natura, è godere del silenzio, è guardare le stelle, è tripudio di colori al tramonto e all’alba, è condivisione.

Il nostro era un campo tendato tradizionale, l’AUTHENTIC DESERT CAMP ERG LIHOUDI, con i tipici tappeti, l’accoglienza, la musica e il cibo berberi.

Ci hanno accolti con musica, canti e balli e abbiamo festeggiato insieme a loro l’arrivo del nuovo anno intorno al fuoco. Ci hanno preparato anche un dolce per festeggiare. Sono stati veramente molto carini e accoglienti.

La cena è stata servita nella tenda principale per tutti gli ospiti del campo e ognuno andava a prendersi quello che preferiva nel bancone posto all’esterno.

Questo campo, a differenza dell’esperienza nel Wadi Rum in Giordania aveva l’acqua calda e ci sono stati forniti anche degli asciugamani…un lusso direi!

Di notte comunque fa freddo, quindi, se ci vai durante i mesi invernali, ti consiglio di essere attrezzato con maglia e pantaloni termici per la notte. Se sei un pochino delicato, ti consiglio anche un sacco lenzuolo. 

Durante il giorno, anche se le temperature sono super gradevoli, il sole picchia, quindi ti consiglio un copricapo e la crema solare.

Il mattino seguente, dopo esserci alzati a vedere un’alba incredibile e difficilmente descrivibile a parole e aver fatto una ricca colazione a base di omelette, pancake, tè alla menta e quella strana cosa che chiamano caffè, abbiamo ripreso la nostra camminata con un’altra giovane guida, che ci ha riportati al punto di partenza.

L'arte antica della ceramica verde di Tamegroute

Le ceramiche di Tamegroute
Le ceramiche di Tamegroute

Proseguiamo verso uno dei luoghi che mi ha affascinato di più in questo viaggio, il villaggio di Tamegroute, un antico villaggio immerso nell’atmosfera autentica del sud del Marocco, dove troverai storia, cultura antica e arte.
E’ abitato dalla popolazione Tuareg, che ha mantenuto le abitazioni e le tradizioni di un tempo.
Tamegroute è un luogo veramente unico e autentico ed è anche un importante luogo di culto, perché qui si trova la tomba di Mohammed Bou Nasri, fondatore della Biblioteca coranica.

All’arrivo ci attendeva la nostra guida, che ci ha portato a visitare il piazzale della scuola coranica.

Purtroppo la biblioteca era chiusa perché era il 1 di gennaio. Peccato non averla potuta vedere, perché è una delle più antiche del Marocco e contiene migliaia di volumi antichi.

La scuola coranica di Tamegroute
Piazzale della scuola coranica

Cosa vedere a Tamegroute tra le Kasbah e la produzione delle ceramiche

Per visitare il villaggio e scoprirne la storia, ti consiglio di rivolgerti a una guida locale, che ti spiegherà bene tutte le tradizioni legate alla costruzione delle case, che sono realizzate con la terra cruda, alla lavorazione dell’argilla, alla cottura del pane, all’essicazione delle ceramiche nei forni all’aperto, ecc.
D’estate le temperature possono raggiungere anche i 50°, mentre le Kasbah sono più fresche.
Sono dei veri e propri villaggi sotterranei con mura spesse e alte. I suoi vicoli polverosi e le porte semi aperte che ti permettono di sbirciare dentro, ti fanno vedere il reale stato di povertà in cui versa questa parte meno turistica del Marocco. Diciamo che non sono le Kasbah perfettamente conservate viste in precedenza a Ourzazate, qui si respira la vita vera.

Gli artigiani che modellano l’argilla fresca, lavorano con metà corpo sotto terra, perché questo consente loro di stare più al fresco. 


Il territorio è molto ricco di argilla, che viene impastata con l’acqua e con questo mix di manganese, rame e silice, e, prima di essere lavorata, deve riposare alcuni giorni.
All’aria aperta, vicino alla zona dei forni, vedrai tantissimi vasi, ciotole e altri contenitori, che aspettano il processo di essicazione.

Le condizioni in cui lavorano, soprattutto chi modella con i piedi l’argilla fresca sotto il sole e quelli che lavorano davanti ai 3 forni di essicazione, sono davvero dure.

Il primo colore di Tamegroute è il verde (che tra le altre cose è il mio colore preferito!) e ci vogliono due passaggi nei forni per darle il colore verde.
La peculiarità di queste ceramiche è che vengono ancora realizzate con un antico metodo, unico al mondo, che mescola manganese e rame.

Un momento un pò difficile da gestire è stato guando, prima di entrare nella cooperativa, quasi tutti i bambini, che giravano intorno ai forni, ci sono venuti intorno per chederci qualche Dirham. Credo che ognuno di noi avrebbe voluto aiutarli tutti, ma ovviamente non era possibile e si è venuta a creare una situazione un pò spiacevole.

Al termine della visita ti porteranno nella cooperativa di ceramiche artigianali, dove troverai ceramiche e manufatti di ogni tipo, con un’infinità di colori e forme, che verranno sapientemente incartati per essere portati con te nel bagaglio a mano o in stiva.
Questa esperienza così autentica si è conclusa in modo altrettanto autentico, pranzando a casa della nostra guida, con un ottimo cous cous cucinato da sua moglie.

Si mangia seduti per terra intorno al tavolo, non ci sono le sedie, ma questo dà un maggior senso di intimità e condivisione al momento del pasto.

Nel nostro viaggio di ritorno verso Ourzazate, dove passeremo la notte prima di rientrare a Marrakech, passiamo per Zagora, Arniq e attraversiamo una strada ricca di magnetite. E’ talmente forte la presenza di questo minerale che le macchine stesse sentono l’attrazione.

La mattina seguente rifacciamo la strada dell’andata, ripassando per le montagne dell’Atlante e rigodiamo di quei paesaggi e di quelle strade incredibili.

Conclusioni

Il viaggio nel sud del Marocco è un’esperienza emozionale che ti permette di esplorare la bellezza e la vera cultura del paese. Una combinazione di paesaggi mozzafiato e tradizioni autentich. La bellezza e il silenzio delle montagne dell’Alto Atlante, le selvagge gole del Dades e del Todra, la magia del deserto, e la possibilità di immergersi nella cultura berbera, hanno reso questo viaggio un’esperienza unica e indimenticabile, che porterò nel cuore.

➡️Curiosità sul Marocco, che forse non conosci

  • In Inverno il sole sorge intorno alle 8:30 e tramonta verso le 19:00; tutte le attività di conseguenza partono un pochino più tardi la mattina e in alcuni hotel la colazione viene servita a partire dalle 08:00.
  • Il fuso orario è lo stesso dell’Italia quando in Marocco c’è l’ora legale, altrimenti è un’ora indietro. 
  • In Marocco circa il 40% della popolazione è berbera
  • In Marocco non troverai quasi mai donne che lavorano nei negozi o nei mercati, le donne vanno invece a fare la spesa e gli acquisti
  • In Marocco ci sono solo 🐪 dromedari, non cammelli!
  • In Marocco vedrai spesso le cicogne bianche
  • In Marocco ci sono i più grandi Studios cinematografici del Mondo, gli Atlas Studios a Ourzazate
  • In Marocco c’è una Via delle Rose, dove anche i Taxi si tingono di rosa
  • In Marocco i portoni di negozi e garage sono delle vere opere d’arte, personalizzati con colori sgargianti, dal verde, al blu, al lilla.
  • Il Marocco è pieno di gatti randagi, sono parte integrante del paesaggio urbano e la popolazione se ne prende cura
  • In Marocco, a Tamegroute, viene prodotta la tradizionale ceramica verde, con un metodo tradizionale unico al mondo

Consigli e informazioni utili per un viaggio in Marocco

Qual è la moneta ufficiale in Marocco?

La moneta ufficiale in Marocco è il Dirham Marocchino. Controlla sempre il tasso di cambio attuale prima di partire e ti suggerisco di cambiare i contanti nei Money Change, non all’aeroporto.

Puoi tranquillamente noleggiare un’auto, si guida a destra come in Italia. Per visitare le principali attrazioni puoi rivolgerti ad agenzie locali o a tour organizzati da siti come Get your Guide. Per muoverti nelle città puoi tranquillamente usare i Taxi, che hanno dei costi contenuti.

I mesi migliori per visitare il Marocco sono quelli primaverili, fino a giugno/prima metà di luglio e l’inizio dell’autunno. Nei mesi invernali ci possono essere correnti fredde e anche la neve. D’estate fa molto caldo, soprattutto nelle zone desertiche.

No, il Marocco non è un Paese costoso. Per i pasti principali spenderai mediamente dai 5 ai 10,00 € e per dormire puoi trovare tranquillamente una doppia tra i 50 e i 70 €. Poi dipende ovviamente dalla zona in cui ti trovi e dalla tipologia di alloggio che scegli.

Il Marocco è considerato un Paese sicuro, soprattutto nelle zone più turistiche. Ci sono alcune zone da evitare, come il confine con l’Algeria e per questo ti suggerisco di consultare sempre il sito Viaggiare Sicuri.

Valgono le normali precauzioni e attenzioni che useresti in qualsiasi altro paese al Mondo.

Cosa ne pensi? Sei pronto per questa fantastica avventura nel Marocco del Sud?

Se hai bisogno di ulteriori informazioni o di aiuto per organizzare un tuo viaggio o weekend scrivimi a francesca@puntidiviaggio.it e seguimi su Instagram per rimanere aggiornato/a sui miei spostamenti.

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