On the road nella Tuscia Viterbese parte 1: l'Alta Tuscia
Itinerario alla scoperta dell’Alta Tuscia, una vasta area dell’alto Lazio, disseminata di borghi medievali, laghi vulcanici e testimonianze storiche.
L’idea di creare un itinerario che mi permettesse di scoprire il territorio della Tuscia Viterbese è nata un po’ per caso e precisamente durante una visita alla fiera BIT di Milano e un incontro con una DMO locale, Francesca di Borghi Etruschi, che mi ha raccontato con così tanta passione ed entusiasmo il suo territorio e le sue bellezze, da farmi venire voglia di scoprirli.
Ho girato tanto l’Italia nella mia vita e alcuni borghi come Orte, Bolsena, Orvieto o Civita di Bagnoregio li avevo già visitati in passato, ma, onestamente, ignoravo quanta bellezza e quanta storia si nascondesse tra questi borghi disseminati nella provincia di Viterbo.
Ogni borgo custodisce una sua identità e memoria, il tempo sembra fermarsi e ti invita a rallentare e assaporare. Un calice di vino come il Montefiascone Est!Est!!Est!!!, un piatto della tradizione, tra il silenzio delle necropoli e il brusio nelle piazze.
Un aspetto importante da tenere in considerazione nel visitare quest’area, è quello che questi borghi non sono ancora così sfruttati a livello turistico, come i vicini umbri e toscani.
Questo significa meno sovraffollamento durante le visite e prezzi molto più modici, sia per il pernottamento, sia per la ristorazione e per gli ingressi alle varie attrazioni.
Scendendo dalla Toscana, con un pernottamento strategico a Montevarchi per spezzare il tragitto (se passi da queste parti fermati a mangiare a “Le Mura del Cassero“), la prima zona che si incontra è l’Alta Tuscia Viterbese, dove borghi medievali, castelli, laghi, vallate e testimonianze di un passato antico si intrecciano creando un patrimonio unico da scoprire.
Ho deciso di spezzare il mio racconto in 3 parti, il secondo articolo sarà dedicato alla costa del viterbese e il terzo alla zona intorno a Viterbo, quindi seguimi per conoscere anche gli altri luoghi imperdibili della Tuscia che ho inserito nel mio itinerario.
Ti racconto ora le tappe del primo giorno di viaggio scendendo da nord!
Tabella dei Contenuti
Riepilogo Viaggio
TIPOLOGIA VIAGGIO: Ponte lungo in Italia
QUANDO: fine maggio/inizio giugno
DURATA: 4 giorni
MEZZO: Auto (partendo dal Friuli Venezia Giulia)
TIPOLOGIA ALLOGGIO: Hotel a Montevarchi, appartamento a Tessennano (VT)
COSTO A PERSONA: circa 400,00 € a persona
Un po' di contesto e di storia della Tuscia
Da dove deriva il nome Tuscia e qual è la sua storia?
Tuscia fu il nome dato all’Etruria al termine del dominio etrusco, e oggi indica la zona del Viterbese e dell’Alto Lazio. In passato però la zona era molto più vasta.
Il nome deriva dal latino tuscia e significa territorio abitato dai Tusci, cioè gli etruschi.
Anche il nome della regione Toscana e della città Tuscania derivano dal termine Tuscia.
L’Etruria subì diverse modifiche e annessioni nel corso dei secoli e durante i vari domini. Fu parte della Regio V Tuscia et Umbria che, dopo la nuova invasione longobarda, fu divisa in due parti tra il Ducato Longobardo di Tuscia e quello di Spoleto.
La Tuscia longobarda confinava con la Tuscia romana, mentre la provincia di Viterbo non faceva parte della Tuscia romana.
Dall’VIII al III secolo a.C., la Tuscia rappresentò il primo insediamento urbano del Mediterraneo settentrionale. La maggior parte delle loro città era di stampo medievale ed era arroccata su colline.
Molte scoperte solitamente annoverate ai romani, ebbero invece origine in questo territorio, come la lavorazione della ceramica e la produzione del vino.
Nel corso della storia la zona vide lo sviluppo di diversi castelli e ville di famiglie importanti come i Farnese e gli Orsini. Molte di queste dimore ci sono ancora oggi e sono in parte visitabili.
Dove si trova la Tuscia, come raggiungerla e quando andare
La Tuscia (l’antica terra degli Etruschi nel nord del Lazio) è un territorio dell’Italia centrale, che oggi comprende principalmente la provincia di Viterbo e si estende fino all’area a nord di Roma (Lago di Bracciano), le zone di confine con l’Umbria sud-occidentale e il sud della Toscana.
Per raggiungere questa zona, puoi:
- organizzare un on the road in auto, come abbiamo fatto noi, e, se hai un po’ più tempo, puoi abbinare la visita a qualche altro borgo limitrofo (al ritorno noi per esempio ci siamo fermate a Montepulciano);
- prendere un volo per Roma o un treno e poi noleggiare un auto, che rimane comunque il mezzo migliore e più pratico per visitare anche i borghi più piccoli e remoti.
La zona è sicuramente molto ventilata, e questa brezza ti fa sentire meno il caldo, ma d’estate si sa, può fare molto caldo da queste parti.
I mesi migliori per visitarla rimangono sicuramente quelli primaverili/di inizio estate per le fioriture e quelli di fine estate/inizio autunno.
Uno dei motivi per visitarla tra fine giungo e i primi di luglio è quello di vedere la lavanda in fiore, soprattutto nei campi che circondano la città di Tuscania (c’è anche una festa dedicata a inizio luglio).
Dove dormire nella Tuscia viterbese
Se vuoi qualche consiglio su dove dormire nella Tuscia, sappi che la provincia di Viterbo è molto vasta e dipende da dove ti vuoi concentrare.
La zona tra Viterbo e Tuscania è sicuramente la più strategica, sia per visitare la costa, sia per i borghi dell’entroterra.
Io ho scelto un appartamento nel piccolo borgo di Tessennano, tranquillo e facilmente raggiungibile e devo dire che si è dimostrato un’ottima base di partenza.
Curiosità e informazioni utili sui borghi dell'Alta Tuscia
👉Ad Acquapendente si celebra ogni anno la festa dei Pugnaloni, la terza domenica di maggio, e rappresenta una delle più antiche manifestazioni folkloristiche della Tuscia
👉A Celleno si svolge ogni anno, a inizio giugno, la festa delle ciliegie, con tanto di gara di sputo del nocciolo, il cui record è di 22,80 metri
👉Sempre a Celleno si festeggia un altro record, quello della crostatona (di oltre 20 metri e rigorosamente con la marmellata di ciliegie locali!)
👉 Montefiascone è il comune più alto della provincia di Viterbo e la cupola della sua cattedrale è la quarta più grande in Italia
👉Sant’Angelo di Roccalvecce: il murales di Cappuccetto Rosso realizzato dall’artista Vera Bugatti è stato riconosciuto da Street Art Cities come uno dei 25 murales più belli al mondo
Cosa vedere nell'Alta Tuscia: Acquapendente, la città dei Pugnaloni
Il primo borgo della Tuscia che abbiamo incontrato scendendo, è stato Acquapendente.
Il suo nome deriva dal latino aqua pendens e denota un territorio ricco di sorgenti e piccole cascatelle, che confluiscono nel vicino fiume Paglia.
Il suo centro si sviluppa lungo vicoli medievali e piazze raccolte.
E’ un’importante tappa per i pellegrini che percorrono la via Francigena e viene chiamata anche la “Gerusalemme verde“. E questo per due motivi.
Il primo è per il contesto naturalistico in cui si trova, immerso nel verde, tra la Riserva Naturale del Monte Rufeno e il bosco del Sasseto.
Il secondo perché nella sua chiesa più importante e fra le più antiche del Lazio, la Basilica del Santo Sepolcro, è custodita, nella cripta romanica, la riproduzione più antica del sepolcro di Cristo.
Al suo interno si trovano anche piccole pietre che sarebbero state bagnate dal sangue di Gesù
Visitando la basilica potrai ammirare anche un’esposizione dei Pugnaloni, incredibili e giganteschi mosaici floreali, delle vere e proprie opere d’arte realizzate incollando petali di fiori e foglie su grandi pannelli di legno. Queste opere vengono celebrate ogni anno, la terza domenica di maggio, durante la Festa della Madonna del Fiore.
Molto caratteristica anche la Torre dell’Orologio o Torre Barbarossa. Per arrivarci dovrai fare una breve salita dalla piazza antistante la Basilica e attraversare una bella pineta con una vista panoramica sulla chiesa.
La torre rappresenta ciò che è rimasto del castello che fu costruito per conto di Federico I Barbarossa ed è legata alle lotte medievali tra Impero e Papato.
Nel centro storico invece svetta la Torre Julia de Jacopo, un’antica torre quadrangolare medievale di difesa.
Degni di nota anche il Palazzo Vescovile, il Teatro Boni, i vicoli che si inerpicano in salita, le fontane storiche, la piccola Chiesa di Sant’Agostino e la bellissima chiesa e chiostro di San Francesco, un edificio di origine medievale tra i più importanti della città. La chiesa, austera e semplice proprio in stile francescano, un tempo era un monastero abitato dai frati.
Se ti trovi ad Acquapendente verso l’ora di pranzo, ti consiglio fare una pausa pranzo veloce al Bar Pizzeria Rosticceria La Rustica. Prezzi modici e possibilità di prendere per asporto o mangiare comodamente seduti.
Cosa vedere nei dintorni di Acquapendente
Ecco alcune idee se hai ancora un pò di tempo a disposizione dopo aver visitato il centro storico:
- Il Bosco del Sasseto: un bosco monumentale fatto di grandi massi e pietre coperti di muschio e alberi secolari
- Torre Alfina: una piccola frazione del comune famosa per il suo castello fiabesco
- La Riserva Naturale Monte Rufeno: una riserva naturale ideale per le passeggiate e famosa per ospitare il Museo del Fiore
Cosa vedere nell’Alta Tuscia: Celleno, il borgo fantasma e delle ciliegie
In 45 minuti d’auto da Acquapendente abbiamo raggiunto Celleno nuova e il suo suggestivo borgo antico di Celleno vecchia, “Il borgo fantasma“, uno tra i più bei borghi fantasma d’Italia.
Si trova a circa 341 metri sul livello del mare su uno sperone di tufo ed è circondato da un paesaggio collinare indescrivibile.
Quello che lo rende famoso è proprio Il borgo fantasma e ciò che è rimasto in piedi dopo i diversi terremoti che ha subito. Il più devastante è stato quello dell’8 giugno 1931, che ha lentamente portato gli abitanti ad abbandonare il paese e trasferirsi in luoghi più sicuri.
Il paese in passato fu un’importante via di comunicazione durante il dominio etrusco e centro di rilievo per i traffici durante quello romano. Subì diversi saccheggi, invasioni e divenne poi enclave di Viterbo, proprietà della famiglia Gatti e successivamente di quella degli Orsini, che ci rimase fino al 1580.
Oggi fa parte di un progetto di recupero chiamato Il Borgo Fantasma di Celleno”
Passeggiare tra i i suoi vicoli medievali in tufo, sbirciare dentro le vecchie celle, dove hanno ricostruito la vita di un tempo con attrezzi e materiali dell’epoca, è davvero surreale.
Tra queste troverai l’antico forno, il ciabattino, le stalle e le cantine.
Dopo la breve salita che ti porta all’ingresso dell’abitato, ciò che domina la piazza è il Castello Orsini, un’imponente fortezza circondata da un fossato.
Guardando verso la Piazza del Comune, a destra del castello si trova la Chiesa di San Carlo, realizzata nel 1625.
Sempre nella piazza si trovano anche il campanile della vecchia parrocchia con accanto ciò che resta della Chiesa di San Donato.
Uscendo dall’altro lato della piazza, percorrerai un sentiero con una staccionata, che ti farà godere di una vista stupenda sulle vallate circostanti.
Purtroppo eravamo in anticipo rispetto alla sagra delle ciliegie, che si sarebbe tenuta qualche giorno dopo (ogni anno ai primi di giugno), ma siamo comunque riuscite ad acquistare un KG di buonissime ciliegie di Celleno da un produttore locale.
Cosa vedere nell’Alta Tuscia: Sant’Angelo di Roccalvecce, il Paese delle Fiabe
A soli 7 km da Celleno non puoi perdere il borgo di Sant’Angelo di Roccalvecce, soprannominato il Paese delle Fiabe per i suoi spettacolari murales dipinti sui muri delle case (ne conta oltre 50).
Una sorta di museo a cielo aperto con murales, installazioni e mosaici, inaugurato nel 2017, che gli ha ridato nuova vita e nuova spinta a livello turistico. I disegni sembrano fatti ad hoc per seguire le superfici delle case su cui sono stati dipinti.
Il Paese, prima di questo progetto, contava poco più di 100 abitanti e tutti anziani.
I murales nascono da un’iniziativa locale dell’Associazione Culturale Arte e Spettacolo, che ha coinvolto diversi artisti, quasi esclusivamente al femminile, invitandoli a dipingere praticamente tutti i muri della città con le fiabe più famose e importanti come: Alice nel Paese delle Meraviglie, Il Libro della Giungla, Cappuccetto rosso, Hansel e Gretel, Cenerentola, Pinocchio, Il giro del Mondo in 80 giorni, Biancaneve, La Spada nella Roccia, Il Gatto con gli stivali, La bella e la Bestia, Don Chisciotte, Mary Poppins e tante altre ancora.
Alice nel paese delle meraviglie è stato il primo grande murale a essere stato realizzato.
Passeggiare in questo borgo con il naso all’insù è come fare un viaggio nel tempo e tornare bambini! Nel negozietto di souvenir in paese puoi trovare la mappa con l’elenco e la posizione di tutti i murales.
Puoi scegliere se girare un po’ a caso tra i vicoli, come abbiamo fatto noi, o seguire i percorsi e la simpatica segnaletica in legno presente tra le vie del paese.
Noi avevamo già pranzato ad Acquapendente, ma se ci capiti all’ora di pranzo, puoi fare una tappa da Gnomo Goloso, un posticino dove assaggiare prodotti tipici locali o nel panificio F.lli Oddo per uno snack veloce.
Arrivando con l’auto la puoi tranquillamente parcheggiare nel parcheggio gratuito all’ingresso del paese o appena fuori, se questo dovesse essere pieno.
👉Una curiosità: l’incredibile opera di Vera Bugatti dedicata a Cappuccetto Rosso è stata classificata fra le 25 opere mondiali più belle al mondo nel 2021!
Una delle cose che mi è piaciuta di più di questo on the road nella Tuscia, è stato guidare nelle sue strade con pochissimo traffico (con il manto stradale non sempre perfetto, ma ho visto di peggio!), tanto verde, campi coltivati, colline, pascoli, palle di fieno che creano paesaggi da cartolina…non ultimo quello intorno a Sant’Angelo di Roccalvecce, che si trova immerso nella Valle dei Calanchi. I calanchi sono formazioni di argilla erosa dagli agenti atmosferici, che creano uno scenario davvero surreale. Li avevo visti la prima volta in Basilicata, ma devo dire che anche quelli della Tuscia non sono da meno!
Purtroppo non sono riuscita a fare delle foto, perchè tutte le volte in cui volevo fermarmi, non c’era un posto dove poterlo fare o quello che c’era era già occupato da altri turisti estasiati dal paesaggio!
Cosa vedere nell'Alta Tuscia: Montefiascone, la Città del Vino Est! Est!! Est!!! e il Belvedere della Tuscia
A 20 km da Sant’Angelo di Roccalvecce raggiungiamo l’ultima tappa del nostro primo giorno di tour nell’Alta Tuscia: Montefiascone, definito giustamente il “Belvedere della Tuscia”.
Il borgo è il più alto della provincia (592 mt) e offre delle viste davvero mozzafiato sul lago di Bolsena.
La sua storia risale al periodo etrusco e romano e i suoi simboli per eccellenza sono sicuramente la Rocca dei Papi e la Cattedrale di Santa Margherita con la sua maestosa cupola.
Il suo territorio, ricco di tufo, lo ha reso un importante centro per la coltivazione della vite; il vino che lo ha reso famoso è l’Est Est Est di Montefiascone, fruttato e amabile.
Il borgo e i suoi vicoli acciottolati conservano un fascino autentico ed è un mix ideale per chi ama la storia, la natura e il buon vino.
Durante la nostra visita, il 30 maggio, abbiamo anche assistito a una piccola rievocazione storica, dove diversi gruppi di bambini, accompagnati dagli insegnanti e dalle famiglie, hanno sfilato per le vie del centro cittadino, con abiti tradizionali e musica della banda.
Cosa vedere a Montefiascone: l'imponente Cattedrale di Santa Margherita
Una tappa imperdibile della tua visita a Montefiascone è sicuramente la sua bellissima e imponente cattedrale, un’ex cattedrale cattolica romana dedicata a Santa Margherita d’Antiochia, patrona della città, di cui custodisce le spoglie.
La sua enorme cupola di 27 metri di diametro, è la quarta per grandezza in Italia.
I lavori di costruzione iniziarono nel Quattrocento con Alessandro Farnese, poi diventato papa Paolo III, e ne presero parte artisti del calibro di Bramante e Sangallo il Giovane.
Subì nel corso degli anni diverse distruzioni e incendi e fu interamente ricostruita alla fine del Seicento con l’aggiunta della meravigliosa cupola di Carlo Fontana.
All’interno la struttura è davvero maestosa con una serie di cappelle riccamente decorate e un antico Crocifisso ligneo. La cappella con l’altare maggiore ospita la statua di Santa Margherita.
Una volta uscito dalla cattedrale, dirigiti verso il retro e attraversa il portale ad arco che conduce alla cripta. Un ambiente intimo, in penombra, con una serie di otto archi a tutto sesto. Nel sepolcro posto sotto l’altare giace il corpo di Santa Lucia Filippini.
Passeggiando tra i suoi vicoli acciottolati, in meno di 10 minuti proseguendo in leggera salita fino alla sommità del Colle Falisco e con una vista panoramica nel cuore della Tuscia, raggiungi la Rocca dei Papi.
Cosa vedere a Montefiascone: la Rocca dei Papi
La passeggiata che ti porta alla Rocca dei Papi è un invito a fermarti più volte ad ammirare il paesaggio.
Prima di entrare, o subito dopo la visita, concediti un momento di relax nell’antistante Giardino della Rocca, all’ombra dei suoi alberi secolari. Uno spazio verde molto bello e curato, con una splendida terrazza panoramica.
La rocca è situata nel punto più alto di Montefiascone, a 633 m s.l.m. e, nonostante sia profondamente danneggiata, ci fa capire l’importanza che ebbe in passato per la sua storia legata ai vari pontefici.
Fu eretta alla fine del XII secolo da Papa Innocenzo III con scopi difensivi e fu una vera e propria fortezza con alte mura. Dal XIII secolo in poi tutti i papi ebbero in qualche modo a che fare con la Rocca, che subì ampliamenti e modifiche di vario tipo. Ma fu a partire da Papa Innocenzo III e Urbano V, che la rocca divenne residenza estiva dei papi.
Durante il periodo del dominio avignonese, fu anche centro degli affari politici del Patrimonio di San Pietro in Tuscia.
Con Antonio da Sangallo prima e papa Leone X poi la sua struttura fu adattata alle nuove esigenze belliche, rendendola una fortezza militare più moderna.
L’inizio del declino corrispose, dopo il Cinquecento, con l’avvento di Paolo III Farnese, quando fu spostata la corte papale. Subì poi ingenti danneggiamenti durante il secondo conflitto mondiale.
Oggi la rocca è stata recuperata e valorizzata ed è aperta al pubblico.
Il biglietto di ingresso, con audioguida, costa 5,00 € e comprende anche la visita al Museo dell’architettura di Antonio da Sangallo Il Giovane.
La passeggiata nel suo cortile interno, che è una sorta di museo a cielo aperto, ti farà scoprire, grazie all’audioguida, l’uso delle cisterne per la raccolta dell’acqua e l’origine dei vari reperti presenti, come quelli delle tombe di epoca longobarda.
L’attrazione principale, a mio avviso, è la possibilità di salire, con una comoda scalinata, sulla Torre del Pellegrino e di ammirare da lassù un panorama mozzafiato su Montefiascone, sulla pianura di Viterbo e su tutto il lago di Bolsena.
Al termine della visita alla Rocca puoi tornare verso il centro storico, perderti tra i suoi suggestivi vicoli e goderti una pausa in uno tanti localini.
Se come me sei amante dei gelati, ti consiglio questa ottima gelateria artigianale in fondo alla discesa, passato l’arco sulla destra: Il Cono Gelato da Genni.
Un altro luogo di culto molto importante, che ti consiglio di visitare, poco distante dal centro storico, è la Chiesa di San Flaviano con i suoi tre archi gotici, i capitelli tutti diversi delle colonne e i bellissimi affreschi al suo interno realizzati tra il Trecento e Quattrocento.
Ripartiamo da Montefiascone per raggiungere il paese dove pernotteremo, Tessennano, paesino tranquillo e lontano dalle folle.
Decidiamo di cenare nel vicino paese di CANINO, alla Trattoria Gasperini, accogliente e con tavoli all’aperto.
Canino è un piccolo borgo, ma con un’importanza storica notevole; fu infatti residenza della famiglia Farnese e ci visse anche Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone.
Molto bello l’ex Convento di San Francesco, il Palazzo Comunale, il Palazzo Miccinelli e la cinquecentesca Fontana dodecagonale progettata dal Vignola.
E’ oggi conosciuto soprattutto per la sua sua produzione di olio extravergine di oliva DOP e la Sagra dell’olivo, che si svolge a dicembre. Rinomata anche quella dell’Asparago verde, ad aprile, altra eccellenza del territorio.
La zona però è famosa soprattutto per la sua vicinanza all’importante Parco archeologico di Vulci, ma questo te lo racconterò in un altro articolo.
Conclusioni
Un viaggio on the road nella Tuscia viterbese non è soltanto fatto di tappe e di chilometri percorsi, ma è un susseguirsi di paesaggi incredibili, borghi arroccati, storia, laghi, natura rigogliosa, pascoli, che ti porterai nel cuore e negli occhi al tuo ritorno.
Ogni curva della strada ti regala una nuova emozione e quel senso di libertà, che solo i viaggi on the road ti sanno dare.
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