Cosa vedere nei dintorni di Cracovia in un giorno
Escursione fuori Cracovia alla scoperta delle miniere di sale di Wieliczka e del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Un giorno denso, ricco di storia e di emozioni forti.
Se sei a Cracovia per un weekend, prima o dopo aver visitato la città (trovi qui l’itinerario per visitare Cracovia in un giorno a piedi), ti consiglio di non perdere questi due luoghi così potenti e suggestivi.
Due siti UNESCO poco distanti dalla città che, per motivi diversi, ti lasceranno sensazioni forti e ricordi indimenticabili.
Le miniere di sale sono qualcosa di unico nel loro genere e visitare il Campo di concentramento di Auschwitz è un’esperienza potente, che ti resta dentro. Una verità che fa male, ma che va vista con i propri occhi.
Avevo già visitato altri campi di concentramento nella mia vita, Buchenwald e Dachau, ma Auschwitz è IL CAMPO, quello di cui hai sentito parlare in decine di documentari, di film, di video, di foto, di libri. Un reale e profondo pugno nello stomaco.
Entrambe le attrazioni sono visitabili singolarmente e in questo articolo ti spiegherò come organizzare al meglio la tua visita, se deciderai di farlo in autonomia.
Le miniere sono facilmente raggiungibili da Cracovia in treno o in auto in circa 20 minuti.
Auschwitz invece dista circa un’ora di auto/pullman da Cracovia, ma con i mezzi, in autonomia, è un po’ più complicato. La maggior parte delle persone acquista un tour guidato da Cracovia.
Il modo più comodo e facile per riuscire a vedere sia il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, sia le miniere di sale di Wieliczka nello stesso giorno, è quella di partecipare a un tour guidato di GetyourGuide della durata di circa 11-12 ore, con pick-up in diversi punti della città e rientro in città intorno alle 18:30. Il vantaggio di questi tour è anche quello di avere la cancellazione gratuita entro le 24 ore dalla visita.
Sicuramente un giorno denso e stancante, ma ricco di storia e di emozioni forti.
Il costo a persona è di circa 100,00 € e comprende il pullman, la guida in inglese ad Auschwitz-Birkenau e l’ingresso alle miniere con guida sempre in inglese (la visita può essere fatta solo con la guida).
In questa escursione fuori Cracovia, la fortuna è stata dalla nostra e il meteo di fine febbraio ci ha regalato una giornata primaverile e con un cielo azzurro incredibile.
Tabella dei Contenuti
Cosa vedere nei dintorni di Cracovia: il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau
Visitare il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau a Oświęcim è un’esperienza emotivamente impegnativa e toccante, qualcosa che ti resta dentro per ore e giorni.
Qui furono deportati quasi un milione e mezzo di prigionieri di varie nazionalità, per la maggior parte ebrei e fino al 1945 fu il più vasto campo di sterminio nazista.
Affrontare la visita con un tour guidato ti offre la possibilità di rivivere tutto il contesto storico, gli avvenimenti salienti che hanno cambiato il corso della storia e sicuramente il ricordo che ti resta è molto più profondo e radicato.
La vastissima area si suddivide tra i campi di Auschwitz I e Auschwitz II – Birkenau.
La visita passa alternativamente dagli esterni del campo all’interno dei vari blocchi, adibiti a museo, ed è una continua testimonianza di un momento storico terribile, che nessuno di noi può dimenticare o ignorare.
Il museo e il memoriale sono stati aperti nel 1947 e le prime guide furono dei sopravvissuti del campo.
Nel 1979 tutta la vasta area di Auschwitz-Birkenau fu inclusa nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
Le strutture che potrai visitare si sono conservate in ottime condizioni e sono state adibite a museo; potrai così vedere con i tuoi occhi i vari blocchi, i resti dei forni e delle camere a gas e molti oggetti, indumenti, capelli e utensili appartenuti ai prigionieri.
Un po' di contesto storico sulla nascita di Auschwitz
Per comprendere in profondità cosa la mente umana sia riuscita ad architettare e quanta disumanità e crudeltà possa essere esistita, credo sia importante, almeno per me lo è stato, rimettere a fuoco il contesto in cui questo “progetto di sterminio di massa” è nato e cresciuto.
Costruito dopo l’invasione tedesca della Polonia, nel 1940, il campo di concentramento di Auschwitz fu il più grande centro di detenzione e di sterminio del regime nazista.
Tra i prigionieri, oltre agli ebrei, c’erano anche soldati dell’esercito polacco, zingari, oppositori al regime, intellettuali e omosessuali.
La maggior parte degli ebrei fu portata nei campi con l’inganno e la promessa di un lavoro.
Dopo aver abbandonato i loro averi e un viaggio in treno lunghissimo in condizioni disumane, tutti stipati, senza cibo, acqua o possibilità di fare i propri bisogni, arrivavano al campo e, dopo la selezione, le alternative erano essere ritenuti idonei al lavoro e morire spesso per le fatiche estenuanti, o essere scartati e uccisi subito nelle camere a gas, con il gas Zyklon B, dove venivano portati con la scusa di fare una doccia.
La scritta “Arbeit macht frei” – il lavoro rende liberi, posta all’ingresso del campo, era solo una grandissima presa in giro.
Una delle tante cose atroci che facevano i Sonderkommando dopo averli uccisi, prima di portare i cadaveri nei forni crematori, era quella di recuperare denti d’oro, orecchini e qualsiasi altro oggetto di valore appartenuto ai prigionieri.
Le donne cominciarono ad arrivare intorno al 1942; molte furono uccise subito, altre morirono dopo aver subito terribili esperimenti di sterilizzazione nel campo.
Auschwitz II-Birkenau, il secondo campo, fu costruito un anno dopo con il preciso scopo di sterminare quanti più prigionieri ed ebrei possibili.
Il 27 gennaio del 1945, l’ingresso dei sovietici nel campo decretò la liberazione dei prigionieri superstiti, che erano per lo più malati e in condizioni precarie.
I tedeschi cercarono di distruggere e nascondere quanto più possibile prima della fuga, ma non riuscirono completamente nel loro intento, visto che nel campo sono ancora ben conservati alcuni capannoni, i bagni, i resti dei forni e delle camere a gas.
👉CURIOSITA‘: la scritta “ARBEIT MACHT FREI” presente sul cancello d’ingresso, fu commissionata a un fabbro polacco, prigioniero del campo, che dovette realizzarla contro la sua volontà. A dimostrazione del suo dissenso forgiò al contrario la lettera B, e questo gesto lasciò il segno.
Come arrivare ad Auschwitz da Cracovia
Per raggiungere Auschwitz, come ti accennavo prima, ci sono varie opzioni:
- Con un tour guidato come ho fatto io. Lo ritengo il modo più comodo per raggiungere Auschwitz da Cracovia: entri più rapidamente, hai una guida sempre con te, che ti spiega ogni cosa nel dettaglio e il trasporto per Birkenau è incluso (circa 3 km)
- In autobus. Puoi prendere un autobus dalla stazione centrale di Cracovia, che porta direttamente al campo. Gli autobus partono ogni 20-40 minuti e impiegano circa 90 minuti per tratta; costano circa 4 – 5,00 € e puoi sia acquistarli a bordo, sia on line
- In treno. Dalla stazione centrale di Cracovia la stazione di arrivo è quella di Oświęcim; la durata del viaggio è di circa un’ora; da lì devi prendere un taxi o un autobus per raggiungere il campo
- Se sei in auto ci impiegherai circa un’ora e mezza e troverai all’ingresso del sito un comodo parcheggio dove lasciare l’auto
Come visitare Auschwitz - consigli utili
La visita al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau va organizzata con un po’ di anticipo e di programmazione. Qui di seguito ti elenco alcune informazioni utili che possono aiutarti nella tua pianificazione.
- L’accesso all’area del Luogo della Memoria di Auschwitz-Birkenau è gratuito, ma la visita va sempre prenotata in anticipo sul sito e i biglietti gratuiti, senza guida, si esauriscono molto rapidamente. Il più delle volte quindi ti troverai a scegliere un tour in lingua con guida, al costo di circa 33,00 € a testa.
- I tour in lingua italiana si esauriscono velocemente, cerca quindi di prenotare con il dovuto anticipo (almeno due mesi prima della tua visita). Puoi scegliere in alternativa tour in altre lingue, che sono più frequenti. A mio avviso non ha senso visitarlo senza una guida, il sito è talmente grande che rischieresti di non ottimizzare la visita e di perderti tanti particolari e dettagli importanti.
- Conoscendo la storia e quello che questo luogo rappresenta è consigliato adottare un comportamento e abbigliamento adeguati. Non si possono portare zaini grandi, ma solo borse piccole (30 x 20 x 10 cm) e segui attentamente le indicazioni su dove è possibile fare foto e dove è vietato (blocchi 4 e 11)
- Il percorso si svolge principalmente all’esterno e poi all’interno dei blocchi e c’è abbastanza da camminare, quindi ti consiglio di indossare scarpe comode e, se ci vai d’inverno, anche un adeguato equipaggiamento per freddo/neve.
- Se viaggi con bambini sappi che la visita al sito è sconsigliata, ma non vietata, ai minori di 14 anni
- Il sito è aperto tutti i giorni a eccezione di Natale, Pasqua e il 1° gennaio, ma ti consiglio di verificare sempre gli orari di apertura, perchè variano ogni mese. L’ultimo orario indicato è quello di ingresso.
- Ti suggerisco di arrivare presto il mattino per evitare la ressa di gente
- La visita a entrambi i siti dura circa 3,5 ore
Cerca di arrivare almeno mezz’ora prima del tuo orario di ingresso per i controlli e porta con te un documento compreso di foto
Come è organizzata la visita all'interno del campo di concentramento di Auschwitz I - Campo principale
Sia che tu decida di vederlo in autonomia con l’audioguida o con un tour guidato, la visita segue un percorso ben preciso. Dopo aver varcato il cancello con la famosa scritta “Arbeit macht frei” il primo blocco che visiterai è il blocco 4, a seguire gli altri, alternando alcuni tratti di percorso all’aperto.
- Il BLOCCO 4: è costituito da 6 sale dove potrai vedere in sequenza varie testimonianze e foto di come arrivavano i prigionieri all’interno dei vari convogli (molti morivano ancora prima di arrivare), i registri delle morti che avvenivano nel campo, foto “rubate” che mostrano come i detenuti venivano condotti nelle camere a gas e nei forni crematori, i resti dei capelli dei prigionieri, che venivano usati dai tedeschi nell’industria tessile, e vari oggetti confiscati ai detenuti. Praticamente utilizzavano tutto, persino le ceneri come fertilizzanti e i denti d’oro, che venivano fusi. Questa parte è atroce, perchè mostra la totale mercificazione del corpo umano. Queste immagini ti rimangono dentro.
- Il BLOCCO 5: contiene beni e oggetti confiscati ai prigionieri, tantissime scarpe di ogni taglia, valigie con incisi i nomi e le date di nascita, spazzolini da denti, ecc. Appena arrivavano al campo i detenuti venivano privati di tutto ciò che possedevano, anche del loro nome, che veniva sostituito con un numero di riconoscimento inciso sulla pelle.
- Il BLOCCO 6: qui troverai altre testimonianze della dura e spietata vita quotidiana nel campo e alcune foto conservate dei prigionieri, che mostrano come venivano rasati, vestiti e quanto fossero denutriti e in condizioni igieniche disumane. Sapendo quanto siano rigidi gli inverni in Polonia e in Germania, è atroce pensare che indossassero solo quelle divise così leggere. Questo blocco mostra la sofferenza e la resilienza dell’essere umano. La parte più toccante di è quella che mostra i beni e l’abbigliamento appartenuti ai bambini, che venivano deportati e uccisi nel campo. Una cosa straziante.
- Il BLOCCO 7: in questo blocco trovi una ricostruzione di una baracca dei prigionieri, che mostra in che condizioni dormivano, stipati in spazi ristretti e con coperte troppo leggere per poter affrontare il rigido inverno. Il sovraffollamento portava spesso alla diffusione di malattie ed epidemie all’interno del campo.
- Il BLOCCO 10: questo è il blocco dell’orrore dove Mengele, medico delle SS, svolgeva i suoi macabri e atroci esperimenti e torture sui prigionieri, sui gemelli e sugli ebrei, per avvalorare la teoria tedesca della superiorità della razza ariana.
- Tra il BLOCCO 10 e il BLOCCO 11 si trova il “muro della morte“, dove venivano giustiziati i prigionieri (qui è vietato fare foto). Nel Blocco 11, il blocco della morte, si trovavano sia le guardie, sia i prigionieri che attendevano le sentenze del tribunale speciale. Nel cortile di questo blocco i prigionieri venivano torturati, per motivi spesso futili. Nei sotterranei ci sono le minuscole celle dove venivano incarcerati e torturati (c’erano le celle dove si moriva di fame e sete e quelle dove morivano in piedi, perché non c’era spazio per sedersi).
- Il BLOCCO 25: era conosciuto per essere il blocco della morte per le donne.
Proseguendo la visita all’esterno raggiungerai i resti della camera a gas e dei forni crematori. Oggi qui trovi la forca che fu utilizzata per uccidere Rudolf Höß, primo comandante del campo.
Come è organizzata la visita all'interno del campo di concentramento di Auschwitz II - Birkenau
Terminata la visita ad Auschwitz I, di circa 2 ore, proseguirai per Auschwitz II – Birkenau.
Il campo, di ben 175 ettari, si trova a circa 3 km di distanza; lo puoi raggiungere con la navetta gratuita, con il pullman se stai facendo un tour guidato, o anche a piedi.
L’immagine che ti trovi davanti è un vero pugno nello stomaco; l’hai vista in centinaia di documentari, film e libri, ma quando te la trovi davanti è un’altra cosa.
Un binario senza ritorno, che porta dritto alla morte, con la sua imponente Torre di guardia che lo sovrasta.
Questo non era un campo di lavoro, ma era stato creato appositamente per consentire la realizzazione del piano tedesco della “soluzione finale“, e portare allo sterminio di tutti gli ebrei.
Al suo interno si trovavano cinque camere a gas e forni crematori, che potevano bruciare 2.500 persone alla volta e le oltre 300 baracche dove erano rinchiusi i detenuti. Le baracche in muratura che vedrete si sono conservate fino a oggi, quello che resta invece di quelle in legno è il sistema di riscaldamento.
Entrando in alcune delle baracche visitabili, si può comprendere quanto le condizioni igieniche fossero precarie e terribili; non c’era nemmeno l’acqua a disposizione.
Le baracche in muratura erano costruite praticamente sul terreno e quindi erano spesso fangose.
Quelle in legno, invece, originariamente adibite a stalle, ospitavano circa 400 prigionieri ciascuna.
Proseguendo sempre a piedi verso il fondo del campo, vedrai i resti dei forni crematori e della camera a gas. Prima dell’arrivo dell’esercito sovietico le SS cercarono di distruggere e di nascondere il più possibile, ma le rovine si vedono ancora molto bene.
Visitare il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, nella sua vastità, è un’esperienza emotivamente potente, un impatto forte, diretto, intimo con un pezzo di storia, che ha segnato il mondo intero e che ha lasciato dentro di noi un profondo senso di rabbia, ingiustizia e oppressione.
Una privazione assoluta della dignità umana, una spietatezza e una crudeltà difficili da immaginare e comprendere, che però, una volta qui, riesci a sentire sulla tua pelle, a respirare…
Terminata la visita a Birkenau siamo ritornati al Pullman per proseguire verso le miniere di Sale.
Una parte del gruppo aveva la visita programmata al centro storico di Cracovia, mentre la restante alle miniere. Ci siamo quindi fermati in punto di scambio appena fuori Cracovia, per separarci e procedere con un altro mezzo verso Wieliczka. Un sistema comodo e veloce anche per loro per ottimizzare due escursioni diverse nello stesso giorno.
Cosa vedere nei dintorni di Cracovia: le miniere di sale di Wieliczka
Come raggiungere le miniere di sale da Cracovia
Wieliczka è una delle miniere di sale più antiche del mondo, in uso dal XIII secolo fino al 1996, quando sospesero l’estrazione a fini commerciali, dopo oltre 700 anni di attività. Dal 1978 è Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.
Come ti dicevo all’inizio dell’articolo, raggiungere le miniere di sale da Cracovia in autonomia, se decidi di non fare un tour guidato o combinato con Auschwitz, è molto semplice. Si trovano a soli 15 chilometri circa dalla città.
- Puoi scegliere il treno, partendo dalla stazione centrale di Kraków Główny fino alla stazione di Wieliczka Rynek Kopalnia, e in circa 25 minuti raggiungerai le miniere
- Se scegli l’autobus, il numero 304 ti porterà dalla fermata Dworzec Główny Zachód alle miniere (fermata Wieliczka Kosciól o Wieliczka Kopalnia) in circa mezz’ora.
- Visti i prezzi dei taxi, puoi optare anche per una corsa in taxi, che ti costa circa 10,00 – 15,00 € e in meno di mezz’ora raggiungerai le miniere.
Informazioni utili su come visitare le le miniere di sale di Wieliczka
Puoi arrivare a Wieliczka in autonomia, ma non puoi visitare le miniere da solo.
E’ infatti obbligatorio prenotare una visita guidata (puoi scegliere anche la lingua e l’orario di ingresso) o tramite il sito ufficiale (costo del biglietto 33,50 €), o con un tour guidato.
Puoi scegliere tra il percorso turistico, che è quello più standard, o quello minerario, un po’ più avventuroso, dove per qualche ora ti calerai nella parte del minatore.
La Miniera di Sale di Wieliczka è aperta tutti i giorni, indicativamente dalle ore 09:00 alle 17:00; in estate spesso tengono aperto anche fino alle 19:00. Ti consiglio sempre di verificare gli orari di apertura e di prenotare il tuo biglietto in anticipo.
La visita dura circa 2 – 3 ore e percorrerai, a oltre 100 metri sotto terra, circa 3 km tra sentieri sotterranei, sculture di sale, cappelle, laghi salati, partendo con ben 800 scalini in discesa, su scala tipo a chiocciola (tranquillo/a, la risalita è in ascensore!).
La temperatura all’interno è intorno ai 15 °, quindi non fa né freddo, né caldo e c’è un’ottima visibilità grazie alle diverse fonti di illuminazione presenti.
Se sei claustrofobico ti voglio tranquillizzare: gli ambienti sono ampi e mai angusti, a parte forse solo un pò i corridoi di passaggio tra le varie stanze (e l’ascensore che ti riporta in superficie a fine visita). La guida si ferma spesso a spiegare la storia e la peculiarità di quella statua o di quella stanza, quindi hai anche tempo di riposarti per qualche minuto.
Sotto terra troverai sia i servizi igienici, sia punti di ristoro con piccolo bar e negozio di souvenir, dove ti potrai anche sedere!
Come funziona la visita all'interno della miniera di sale
La miniera, con i suoi 327 metri totali di profondità e una lunghezza di più di 300 chilometri, rappresentò un’enorme ricchezza per la Polonia; il sale all’epoca era fonte di ricchezza e veniva chiamato “Oro bianco“. Percorribili sono però solo circa 3 km, fino a 135 metri di profondità.
Nel percorso turistico che abbiamo fatto attraverserai circa 22 camere, vedrai laghi salati turchesi, enormi statue che rappresentano il lavoro dei minatori, i macchinari usati per lavorare e scolpire il sale e trasportarlo.
Per trasportare i blocchi di sale venivano usati anche i cavalli ed è veramente pazzesco pensare a come potessero trasportare gli animali sotto terra. Molti di questi cavalli lavoravano tutta la loro vita qui dentro.
Una cosa che mi ha colpito molto è il fatto che ci fossero tantissime cappelle e luoghi di preghiera; la guida ci ha spiegato che i minatori pregavano tutte le mattine prima di iniziare a lavorare.
Il momento più emozionante del percorso è stato la visita all’impressionante Cappella di St. Kinga, di ben 54 metri di lunghezza, con decorazioni e lampadari davvero pazzeschi, tutti rigorosamente fatti di sale. Il nome deriva dalla leggenda, che narrava che fu grazie alla sposa del Re di Cracovia, Kinga, che fu trovato il sale. Ci sono voluti 70 anni per realizzarla. Da non perdere il bassorilievo che rappresenta l’dell’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci e il Presepe di Betlemme.
Qui troverai anche l’unica statua in sale che raffigura Papa Paolo Giovanni II. Questo è infatti un luogo di culto, dove si svolgono diverse celebrazioni (anche matrimoni).
Molto suggestiva anche la sala Erazm Jakub Barącz, dove potrai assistere a uno spettacolo di luci accompagnato dalla musica di Chopin e quella dedicata a Copernico, che visitò la miniera, come fece anche Fryderyk Chopin.
Oltre all’estrazione del sale, la miniera fu usata anche per motivi di svago e curativi, grazie alle risapute proprietà del sale, sia per la pelle, sia per le malattie respiratorie.
In passato morirono moltissimi minatori a causa di crolli ed esplosioni. Oggi ci lavorano ancora diverse persone, per garantire la manutenzione e la sicurezza di tutto il percorso.
Per ritornare in superficie ci sono degli ascensori (quello che ho preso io un pochino angusto), che in pochi secondi ti riporteranno in superficie.
Se hai un po’ di tempo prima o dopo la tua visita, nel parco all’esterno della miniera si trova un’altra statua di Papa Giovanni Paolo II, in bronzo. Troverai anche una serie di pannelli espositivi, che raccontano la storia del papa. Scoprirai così anche un po’ il piccolo borgo medievale di Wieliczka.
Conclusioni
L’escursione ad Auschwitz e alle miniere di sale si è conclusa con il rientro in città intorno alle 18:00.
Quest’orario ti permette di riprendere le forze in hotel, dopo l’intensa giornata, per poi goderti la serata nel vivace centro storico di Cracovia.
Spero di averti dato degli spunti interessanti raccontandoti questo tour nei dintorni di Cracovia.
Se vuoi sapere cosa vedere a Cracovia in un giorno, ti invito a leggere il mio articolo.
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