Itinerario perfetto di 4 giorni in Provenza tra borghi pittoreschi, paesaggi mozzafiato e ottimo cibo
Un viaggio on the road alla scoperta della regione francese della Provenza, con i suoi campi di lavanda, i vigneti e i panorami sempre diversi.
Abbiamo deciso di visitare la Provenza in aprile, non nei mesi canonici della fioritura della lavanda e sicuramente ci siamo persi quello spettacolo, ma ho letto che in quel periodo i borghi sono presi d’assalto dai turisti e di certo non te la puoi godere, come invece abbiamo fatto noi.
Nel mio immaginario la Provenza è sempre stata sinonimo di “vacanza lenta“, tra natura, borghi soleggiati e profumo di lavanda…
Dopo averla attraversata in auto e visitata personalmente, ti posso confermare che è proprio così.
La Provenza è una destinazione “slow“, da assaporare con calma e in ogni suo angolo e scorcio.
Il paesaggio è disseminato di borghi arroccati, città ricche di storia e mercati, vicoli caratteristici, botteghe e balconi colorati, campi di lavanda, vigneti, uliveti e montagne color ocra.
Nella pianificazione del tuo itinerario mi raccomando una cosa: dai un’occhiata ai giorni di mercato nei vari paesi, è un’esperienza davvero unica.
Un’altra cosa che mi ha colpito molto di questo territorio…i pannelli descrittivi e le didascalie all’interno dei vari luoghi turistici sono quasi tutti sempre e solo in francese…molto patriottici direi!
Tabella dei Contenuti
Riepilogo Viaggio
TIPOLOGIA VIAGGIO: Ponte lungo in Europa
QUANDO: Aprile
DURATA: 4 giorni
MEZZO: Auto (partendo dalla Liguria)
TIPOLOGIA ALLOGGIO: Appartamento Airbnb a Rognes
COSTO A PERSONA: circa 400,00 € a persona (250,00 € a testa per auto + appartamento + circa 150,00 € a testa per i pasti – pranzi al volo e 2 cene in appartamento)
Come raggiungere la Provenza e dove si trova
La Provenza è una vasta regione situata nel sud-est della Francia, che si estende tra il fiume Rodano, il Delfinato (a nord) e il Mediterraneo (a sud).
A livello amministrativo fa parte della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra (PACA), ed è suddivisa in ben 6 dipartimenti.
Avendo solo 4 giorni a disposizione e arrivando in auto da La Spezia, ci siamo concentrati su 2 zone in particolare:
- Vaucluse e Rodano: la zona più interna che ruota intorno ad Avignone, Gordes e il massiccio del Luberon con le caratteristiche montagne color ocra
- Bouches du Rhone: dove abbiamo visitato Aix-en-Provence
Per chi vive nel nord Italia il modo più comodo per raggiungere la Provenza è sicuramente l’auto. Ma per chi non ha la possibilità di raggiungerla in auto, l’aereo + noleggio auto diventa l’unica opzione fattibile e quella che fa risparmiare più tempo.
La Provenza è servita dagli aeroporti di Marsiglia e Nizza con voli diretti, spesso low cost, dai principali aeroporti.
Il periodo migliore per visitare la Provenza è sicuramente quello che va da fine giugno a metà luglio, perchè ti permette di vedere i campi di lavanda in fiore, mentre i mesi primaverili sono ideali per il clima mite, i colori e i profumi e perchè i borghi e le città non sono ancora affollati di turisti.
Cosa mangiare in Provenza
La cucina della Provenza è chiamata anche la “cucina del sole” e questo per la vicinanza al mare e per l’uso di verdure ed erbe aromatiche, che la rende particolarmente intensa.
I piatti a base di ortaggi, formaggi e carni, sono quindi sempre insaporiti alla mediterranea.
E’ anche una terra ricca di ottimi e pregiatissimi vini da abbinare alle varie pietanze.
Alcuni piatti caratteristici sono la ratatouille, la zuppa pistou, la fougasse, la bouillabaisse di pesce e l’agnello di Sisteron. Noi abbiamo assaggiato anche i buonissimi calissons di Aix-en-Provence, dei biscotti a base di mandorle, coperti di glassa.
Cosa vedere in Provenza: itinerario giorno 1
Lourmarin, incantevole borgo nel cuore del Luberon
Arrivando dalla Liguria, in direzione del nostro alloggio a Rognes, il primo borgo del nostro itinerario è stato Lourmarin, meritatamente classificato tra “i più bei villaggi di Francia“.
Passeggiando tra i suoi vicoli fiabeschi assapori subito l’atmosfera tipica della Provenza: botteghe artigiane che vendono saponi e profumi, boutiques, gallerie d’arte, finestre e balconi colorati e pieni di fiori e piante rampicanti, localini e caffetterie dove fermarti per una pausa rilassante.
Un’atmosfera talmente unica da renderlo una meta ambita anche per diversi artisti tra cui Albert Camus.
Da non perdere il suo imponente castello rinascimentale, che rappresenta una delle fortezze meglio conservate della Provenza e, se riesci a passarci di venerdì, il mercato locale, che si svolge di mattina…un tripudio delle eccellenze eno-gastronomiche della Provenza!
La Roque d'Anthéron e il fascino dell'Abbazia di Silvacane
Il nostro on the road è proseguito poi con una sosta nell’elegante borgo di La Roque-d’Anthéron, a circa 13 Km da Lourmarin, passeggiando intorno al suo bellissimo Château de Florans, oggi clinica medica, e la suggestiva Place de la République, per poi raggiungere la vicina Abbazia di Silvacane.
Questa abbazia cistercense fa parte delle “trois soeurs de Provence” insieme a quella di Sénanque e di Le Thoronet e merita sicuramente una visita. Oggi appartiene al comune di La Roque d’Anthéron e ha subito diversi restauri, che l’hanno riportata a nuova vita dopo un periodo di declino.
Il biglietto d’ingresso costa 8,50 € e puoi acquistarlo direttamente in loco oppure on line
Il percorso prevede la visita ai suoi interni, una alla vasta zona esterna con il suggestivo lungo e stretto stagno e il colpo d’occhio che dà sulla facciata frontale, fino al bellissimo chiostro centrale.
Degli interni, oltre all’enorme portone rosso, ti colpirà il gioco creato dalla luce del sole che entra. Lo spazio è spoglio, ma ci sono comunque diverse opere d’arte da vedere.
Io sono da sempre un’amante dei chiostri e devo dire che è la parte che mi è piaciuta di più, soprattutto per la sensazione di quiete che si respira.
Il primo giorno in Provenza si è concluso con l’arrivo a Rognes, dove ci aspettava il nostro appartamento con terrazzo sul tetto e un ottimo Rosé per l’aperitivo, omaggio della padrona di casa.
Rognes è un piccolo gioiello provenzale, immerso tra colline, vigneti e uliveti e con un’atmosfera sospesa nel tempo. Come prima sera abbiamo deciso di cenare nell’unico ristorante del Paese, Le Préau, molto carino, stiloso e con ottimo cibo locale.
Cosa vedere in Provenza: itinerario giorno 2
Il Sentier des Ocres a Roussillon, piccolo Colorado nel Parco Naturale del Luberon
Il secondo giorno del nostro on the road in Provenza è partito da Roussillon, a circa 50 minuti di auto da Rognes, e, più precisamente, con il Sentier des Ocres e le sue incredibili cave color ocra, che creano paesaggi davvero unici e surreali. Non per niente è soprannominato il “Colorado provenzale“.
Questo luogo ospita il più grande giacimento di ocra del mondo, uno dei più importanti coloranti minerali naturali.
Siamo nel Parco Naturale del Luberon. Il contrasto cromatico tra verde e ocra ti lascerà senza fiato.
Ci sono diversi parcheggi dove poter lasciare l’auto e sono tutti a pagamento.
Il biglietto d’ingresso costa 2,50 € e puoi scegliere se fare il percorso lungo di circa un’ora o quello più breve di mezz’ora.
I sentieri sono tutti ben segnati, con delle comode passerelle e troverai diversi pannelli informativi lungo il cammino sulla geologia e la storia dei giacimenti di ocra.
Il punto panoramico dove il sentiero entra nella boscaglia offre una vista spettacolare sull’anfiteatro ricavato nell’ocra.
Ti consiglio di non indossare abiti troppo chiari, perchè rischieresti di sporcarti.
Roussillon - uno dei borghi più belli di Francia
Terminato il percorso del Sentiers des Ocres, che ti consiglio di fare il mattino godendotela in tutta tranquillità, devi assolutamente visitare il borgo fiabesco e pittoresco di Roussillon per una bella passeggiata, un aperitivo o un pranzetto.
Scopri i suoi vicoli e negozietti fino alla graziosa Place de la Mairie, circondata da edifici colorati del XVIII secolo, la torre di guardia e la chiesa romanica di Saint-Michel.
Un saliscendi di stradine, scalinate, terrazze panoramiche ed edifici colorati in un’atmosfera fuori dal tempo.
Il contrasto cromatico qui la fa da padrone. Il rosso e l’arancio intenso della terra si scontrano con il verde della vegetazione e l’azzurro del cielo provenzale.
Alla base di questo intenso colore sembra esserci anche una leggenda, che narrava della passione di Sermonde, finita con uno spargimento di sangue, che avrebbe intriso la terra rendendola rossastra.
Gordes: il bellissimo borgo incastonato tra le colline del Luberon e le montagne del Vaucluse
A soli 10 Km da Roussillon, troverai, arroccato su una roccia di una ripida collina, il borgo di Gordes, annoverato tra i borghi più belli di Francia.
E’ famoso proprio per le sue case in pietra bianca e il labirinto delle sue stradine acciottolate. Grazie alla sua posizione sopraelevata e le sue mura fortificate, funse per secoli da protezione contro le invasioni.
Passeggiando tra i suoi vicoli lastricati, le cosiddette “calades” (realizzate con materiali come sassi e ciottoli usati per agevolare lo scorrimento dell’acqua), non puoi perdere il suo imponente castello medievale, la chiesa di Saint-Firmin e le Caves du Palais Saint-Firmin.
Vicino al castello sorge la stupenda Place Genty Pantaly, con la sua iconica fontana e un’atmosfera davvero provenzale tra fiori, turisti seduti all’aperto in suggestivi localini, mercatini e prodotti tipici.
Da ogni angolo o terrazzo potrai godere di paesaggi mozzafiato sulla vallata, il parco naturale del Luberon e i Monti di Vaucluse.
Il borgo è diventato famoso anche perchè qui sono state girate alcune scene del film con Russel Crowe “Un’ottima annata“.
Cosa vedere a Gordes: l'Abbazia di Sénanque, una cartolina dalla Provenza
A soli 4 km da Gordes, percorrendo una stradina abbastanza tortuosa, raggiungerai l’Abbazia di Senanque: un monastero cistercense dall’architettura austera, immerso nella quiete, nel silenzio e circondato da campi di lavanda.
Il monastero, fondato nel 1148, è un affascinante esempio di architettura monastica e ospita una comunità di Fratelli Cistercensi, che vive in armonia con la natura, pregando e lavorando.
Il monastero è aperto ai visitatori e il biglietto d’ingresso costa 8,00 €; incluso nel prezzo hai anche l’audioguida, che ti consente di fare un tuffo nella storia e nella vita dei monaci.
Durante la visita potrai vedere diverse stanze, tra le quali la sala capitolare, il bellissimo chiostro, il dormitorio e la chiesa. Ma il suo fascino è dato proprio dal fatto di essere spoglio, essenziale. Un luogo intimo, calmo, per pregare e meditare.
La coltivazione della lavanda è iniziata nel XX° secolo, prima i campi erano adibiti alla coltivazione per uso alimentare e ai pascoli.
Il periodo migliore per poter godere della lavanda in fiore è da giugno a luglio, ma in quel periodo, visto l’ingente afflusso di turisti, mettono dei divieti per foto e uso di droni.
Per la produzione del famoso e pregiatissimo olio essenziale di lavanda, viene utilizzata una distilleria artigianale del Luberon.
Nello shop dell’abbazia, al termine della visita, è possibile acquistare diverse fragranze, saponi e altri prodotti artigianali, principalmente a base di lavanda.
L'Isle-sur-la-Sorgue: la Venezia della Provenza e Capitale Europea dell'usato
Grazie al consiglio di un amico abbiamo aggiunto nel nostro itinerario una visita all’incantevole borgo di L’Isle-sur-la-Sorgue, a 18 Km da Gordes, che è stata l’ultima tappa del nostro secondo giorno in Provenza.
Un borgo sospeso nel tempo, tra canali, stradine acciottolate, edifici color pastello, vecchie ruote idrauliche, mercati dell’antiquariato ed enoteche con i tavoli lungo il fiume (Cave à vin).
Un senso di pace assoluta, di bisogno di rallentare e godere del momento.
E’ da sempre conosciuto per i suoi Mulini ad acqua, che un tempo venivano utilizzati per produrre energia e far funzionare i macchinari delle aziende. Un tempo ce n’erano più di 70, oggi le ruote rimaste sono ricoperte di muschio e fanno parte della tipicità e della scenografia del luogo.
A quanto pare però oggi il borgo è più famoso per le fiere di Antiquariato (“Brocante”) che, la rendono la Capitale Europea dell’usato. Ci sono sia negozi permanenti e antiquari, sia importanti fiere a Pasqua e Ferragosto, che attirano collezionisti e amanti del genere.
Non mancano nemmeno le enoteche dove, seduto in riva al fiume, potrai degustare un ottimo vino locale in un’atmosfera davvero sospesa e unica.
La giornata è stata bella ricca e possiamo rientrare a Rognes.
Il cielo si era un po’ rannuvolato e abbiamo deciso di comprare qualcosa da cucinare in casa, per goderci anche un po’ di meritato relax.
L’unica macelleria del Paese, la “Boucherie du Causse” è una sorta di gioielleria della carne! Spendiamo praticamente come se avessimo mangiato al ristorante, considerata anche la bottiglia di vino locale, ma ne è valsa la pena.
Cosa vedere in Provenza: itinerario giorno 3
Nel terzo giorno del nostro on the road in Provenza non potevo non inserire lei, la città dei papi, Avignone, che si trova a circa 70 km da Rognes. E’ una di quelle città che studi e senti nominare nei libri di storia, ma di cui, personalmente, non mi ero ancora fatta una chiara idea e devo dire che mi ha piacevolmente stupita.
Avignone, con i suoi 300 giorni di sole l’anno, è un incantevole gioiello provenzale, capitale culturale e storica della Regione, dove il tempo sembra essersi fermato tra le sue mura medievali, le piazze assolate con la loro atmosfera sospesa e il maestoso Palazzo dei Papi. Il suo centro storico è oggi Patrimonio UNESCO.
Cosa vedere ad Avignone in un giorno: il Palazzo dei Papi
Ti consiglio di iniziare il tuo itinerario in città dalla visita al Palazzo dei Papi, perchè ti porterà via circa 2 ore.
Puoi parcheggiare l’auto in uno dei grandi parcheggi della città al di fuori delle mura, collegati con delle navette al centro, ma il più comodo è sicuramente quello del Palais des Papes con accesso da 2 rue Ferruce.
Il Palazzo rappresenta uno degli edifici gotici più grandi d’Europa, con i suoi 15.000 metri quadrati e più di 25 sale al suo interno, e fu residenza dei papi dal 1309 al 1377.
Il biglietto d’ingresso completo per il Palazzo dei Papi, che comprende la visita al Palazzo, al Ponte e ai Giardini, costa 17,00 €; incluso nel prezzo ti viene dato un tablet “Histopad” con gli auricolari, che ti guiderà durante la visita. Il tablet è touchscreen e ti permette di visualizzare gran parte delle sale con la realtà aumentata. Un modo davvero originale di visitare un luogo e di fare un tuffo nella storia…anche perchè tutti i pannelli e le didascalie sono solo in francese!
Puoi trovare i biglietti direttamente in loco, ma, per evitare le file, ti consiglio di acquistarli in anticipo dal sito
Il palazzo è aperto tutti i giorni e gli orari possono variare, quindi verifica sempre nel sito.
La città divenne sede papale nel 1309 con papa Clemente V. Fu poi papa Giovanni XXII che trasformò l’antico palazzo episcopale nel primo Palazzo dei Papi. I papi che vissero al suo interno furono ben 9.
Il percorso di visita ti porterà a vedere alcune stanze interne, gli spazi esterni e il secondo piano, seguendo un ordine ben preciso, dettato appunto dall’audioguida:
- Si parte dal Vieux Palais, passando per il cortile interno, dove si tengono anche degli spettacoli
- Si passa poi per la Tesoreria
- La Torre del Papa con la Chambre du Camérier
- Al piano superiore si trova la cucina con il camino e la grande sala da pranzo utilizzata anche come sala per il conclave
- Palais Neuf con diverse opere e oggetti dell’epoca, la camera e lo studio del papa
- Grande Chapelle – una sala lunga 52 metri, che all’epoca era piena di arazzi e tappeti (che potrai rivedere grazie alla realtà aumentata del tablet).
- Al termine accederai alle terrazze del palazzo e potrai godere di un panorama incredibile sul cortile interno e su tutta la città e il fiume Rodano.
Per finire goditi una passeggiata nei bellissimi e curatissimi giardini del Palazzo.
Cosa vedere ad Avignone in un giorno tra piazze, chiese e ponti
Subito accanto al Palazzo dei Papi puoi visitare la Cattedrale romanica di Notre-Dame des Doms, caratterizzata dalla statua dorata della Vergine e la cupola ottagonale. Il suo campanile è dotato di un gigantesco carillon a 35 campane.
Volevamo fare la pausa pranzo nel mercato coperto di Les Halles, ma purtroppo è aperto solo di mattina ed era già troppo tardi, peccato, perchè avevo letto recensioni molto interessanti su formaggi e altri prodotti tipici da assaggiare.
Dopo uno spuntino ci siamo diretti verso uno dei simboli della città: il Pont Saint-Bénézet, un ponte medievale parzialmente distrutto, molto particolare e suggestivo, proprio perchè interrotto. Un tempo misurava 920 metri e aveva ben 22 arcate, oggi ne sono rimaste solo 4.
Se vuoi godere di una bellissima vista sulla città e sul fiume, raggiungi il parco Rocher des Doms e poi scendi nuovamente passando per Place de l’Horloge per un caffè in uno dei suoi numerosi locali (l’orologio lo vedrai bene anche dai camminamenti esterni del Palazzo dei Papi), Place Pie con la Torre di Saint Jean, il mercato e la chiesa di Saint-Pierre, fino a Rue des Teinturiers, molto caratteristica per i suoi canali e piena di localini.
Avignone è molto ricca anche di musei, come il Museo Louis Vouland o quello del Monte di Pietà con la Fabbrica di confezione della Seta e sicuramente, se uno volesse visitarne alcuni, un giorno è poco, ma, per guadagnare tempo, puoi anche pensare di fare un tour guidato mattutino comprensivo dell’ingresso al Palazzo dei papi, così da ottimizzare le attrazioni da vedere nel centro storico e avere più tempo nel pomeriggio per la visita a qualche museo.
Saint-Rémy-de-Provence, tra le cittadine più antiche di Francia
Lasciamo Avignone con la bellezza e la maestosità negli occhi, riprendiamo la macchina e in mezzoretta raggiungiamo un’altra perla di questa regione: Saint-Rémy-de-Provence, un borgo elegante, raffinato, pittoresco, autentico.
Qui Vincent Van Gogh trascorse un anno della sua vita e trovò ispirazione per alcuni dei suoi capolavori.
Passeggiando per il Paese si può seguire il percorso dedicato a “I paesaggi di Van Gogh“, con le riproduzioni delle sue opere.
E’ stato bellissimo passeggiare per i suoi vicoli colorati, guardare le vetrine delle bellissime boutiques e gallerie d’arte, alzare gli occhi al cielo per guardare i balconi colorati, fino a Place Favier con la sua fontana dedicata a Nostradamus, il medico-astrologo, che qui nacque nel XVI secolo (tra i vicoli del centro cerca la sua casa natale).
Da non perdere anche Place Jules Pellissier, che ospita il municipio.
Noi volevamo concludere la giornata a Lex-Baux-de-Provence, ma sicuramente valeva la pena aggiungere una visita anche al sito archeologico di Glanum e il Monastero Saint-Paul de Mausole. Verifica però bene gli orari di chiusura di questi siti.
Les Baux-de-Provence - il borgo scavato nella pietra
Raggiungiamo poi la nostra ultima tappa della giornata, a soli 10 km di distanza: Les-Baux-de-Provence, un luogo magico, situato su uno sperone di roccia, con viste mozzafiato sulla valle. Rimarrai incantato dai vicoli del centro, dalle botteghe e dal suo castello in rovina…un vero museo a cielo aperto.
La strada per arrivarci è molto caratteristica, contornata da rocce a strapiombo. Era infatti una zona ricca di cave. Una di queste oggi ospita un’interessante installazione artistica permanente chiamata “Carrières de Lumières”. Ingenuamente pensavamo di arrivare, parcheggiare e fare il biglietto, ma non è stato così. Purtroppo c’era una fila enorme, non c’era parcheggio ed era praticamente poco prima dell’ultimo ingresso della giornata.
Le installazioni sono sempre diverse, puoi trovare opere di Van Gogh, Picasso, Chagall, ecc., che vengono proiettate sulle pareti e sui soffitti di calcare.
L’ingresso costa 16,50 € e ti consiglio quindi, a fronte della mia esperienza, di acquistare il tuo biglietto con un po’ di anticipo.
Proseguiamo quindi, un pò dispiaciuti, verso il centro storico di Les-Baux-de-Provence, che è piccolino e si visita in poco tempo. Se hai fortuna, troverai parcheggio fuori dalle mura, altrimenti dovrai lasciare l’auto lungo la strada. I parcheggi sono quasi tutti a pagamento.
La cosa più bella ed emozionante è sicuramente passeggiare tra i vicoli del centro, in un continuo saliscendi tra edifici in pietra e negozietti.
Uno degli edifici più suggestivi e iconici è la chiesa di Saint Vincent, modesta e in stile romanico, che troverai alla fine del centro storico, nell’omonima piazza.
Sempre nella stessa piazza si trova anche la Chapelle Saint Blaise, sempre in pietra e nello stesso stile.
Prosegui fino ai piedi del castello, dove si trovano altre chiese ed edifici storici.
Un consiglio: la zona è molto esposta e spesso ventosa, quindi portati qualcosa per proteggerti.
Il castello di Les Baux de Provence risale all’XI secolo ed è anch’esso di pietra e roccia come il resto degli edifici del paese ed è il simbolo della città. Il biglietto d’ingresso costa 10,00 €
Merita sicuramente una visita, anche solo per la vista sul centro storico, ma eravamo stanchi e c’era troppo vento, quindi abbiamo optato per goderci il panorama e poi rientrare.
Un altro giorno molto denso, una pizza da asporto a Rognes e una serata di relax in casa.
Cosa vedere in Provenza: itinerario giorno 4
Cosa vedere a Aix-en-Provence: una delle città più affascinanti della Francia
Il nostro ultimo giorno in Provenza, prima di rientrare verso la Liguria, l’abbiamo dedicato a Aix-en-Provence, una città ricca di storia e cultura, con il suo centro storico pieno di fontane, vicoli acciottolati, piazze colorate, negozietti, chiese e luoghi legati a Paul Cézanne.
La città è stata in passato la capitale della Provenza e oggi è un’importante città universitaria e culturale e ospita il Musée Granet.
Tra le piazze principali non puoi perdere La Place de l’Hôtel de Ville e la Place des Cardeurs, molto vivaci e frequentate.
Passeggia fino a Cours Mirabeau con il suo famoso viale alberato ricco di caffè storici e fontane monumentali.
Se sei appassionato d’arte devi visitare assolutamente l’Atelier di Cézanne, lo studio originale del pittore.
Merita una visita anche la La Cattedrale di Saint-Sauveur, che mescola diversi stili, dal romanico, al gotico e al barocco.
Al suo interno spicca il trittico del Buisson Ardent e un chiostro medievale.
In città non mancano anche le zone verdi come Parc Jourdan e Parc Saint-Mitre per una passeggiata in relax.
Prima di partire abbiamo fatto un pò di shopping nel mercato locale, tra saponi di Marsiglia profumati e oli essenziali e abbiamo assaggiato i buonissimi calissons, dolci tipici a base di mandorle e melone candito.
Ora è tempo di ripartire, dobbiamo purtroppo considerare il traffico da rientro e le strade della Liguria!
Conclusioni
La Provenza mi ha fatta innamorare delle sue stradine, dei vicoli, dei suoi colori, dei profumi, del suo ritmo lento, dei borghi sospesi e arroccati, dei mercati dove acquistare e annusare di tutto. Spero di tornarci nel peridodo della lavanda in fiore, integrando anche una parte del nord della regione che, per motivi di tempo, non sono riuscita a inserire.
Spero che questo itinerario di 4 giorni in Provenza ti sia piaciuto e che tu possa vedere presto con i tuoi occhi le bellezze di questa regione.
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